La dissolvenza dei fatti | Intervento Ottavio Lucarelli

Ottavio Lucarelli,
presidente Ordine dei Giornalisti di Campania

Grazie all’Università e grazie ad Alberto per il lavoro che fa a livello nazionale. Grazie per essere stato qui in occasione del Premio Giancarlo Siani e presentato il Rapporto Ossigeno.

Con Arnaldo eravamo insieme nell’aula, c’erano i camorristi dietro le sbarre, noi eravamo li ad ascoltare la sentenza del giudice. Ricordo che dopo qualche giorno c’era un convegno a Napoli, alla Federico II sulle intercettazione, c’erano Beppe Giulietti di Articolo21 e Roberto Natale della FNSI e quando noi dammo questa notizia si sono chiesti come fosse possibile che questa notizia non fosse uscita a livello nazionale. Si diedero da fare e Arnaldo ha ricevuto il premio Giuntella assegnato ogni anno da Articolo 21 e fu premiato anche l’Ordine dei Giornalisti perché era la prima volta che un ordine a livello nazionale si era costituito parte civile in un processo. Solo così la notizia è venuta fuori.

Con Giovanni Taranto ci conosciamo da molti anni, ci sono tanti altri colleghi presenti che ringrazio. Metropolis è un network cresciuto con le loro forze che si trova al confine tra Castellammare e Torre Annunziata, parliamo di un’area metropolitana di 3 milioni di abitanti. Spesso singolarmente i collaboratori sono stati oggetto di minacce e poi c’è stato quest’ultimo gravissimo episodio in cui la camorra ha provato a fare una forma di violenza gravissima, di censura, provando prima a bloccare la stampa del giornale e poi andando edicola per edicola tentando di sequestrare e di non fare vendere il giornale. Noi come Ordine e Federazione della stampa cerchiamo sempre di essere presenti nei territori di Napoli e di Caserta che sono i territori più a rischio.

Nei giorni successivi, il sindaco del comune di Castellammare, un magistrato in aspettativa ed ex parlamentare, anziché dare solidarietà ai giornalisti e alla redazione attacca a sua volta Metropolis. Se dalla camorra possiamo aspettarci forme di violenza e dobbiamo combatterle, quando è un sindaco a mettere in dubbio il lavoro dei giornalisti dicendo che Metropolis non è un organo schierato contro la camorra…

Abbiamo iniziato subito un’iniziativa con il sindacato e l’Assostampa “Siamo tutti redattori di Metropolis” al quale sono intervenuti i sindaci di alcuni comuni, c’era il sindaco di Torre Annunziata, c’era il presidente del Tribunale di Torre Annunziata, il rappresentante dell’Anci. Siamo tutti redattori di Metropolis non era solo uno slogan ma qualcosa di concreto.

Noi giornalisti abbiamo un giorno di riposo a settimana, in uno di questi giorni mi sono “travestito” da redattore di Metropolis e siamo andati davanti al municipio e anche qui sono avvenute alcune cose singolari. Il portavoce del sindaco, che non c’era, si affaccia, ci riconosce, saliamo nel suo ufficio e appena entriamo vediamo appesi alle pareti tutti i manifestini contro Metropolis. Tra le altre cose ai colleghi di Metropolis non è consentito entrare in municipio, non vengono inviati i comunicati…

La situazione purtroppo non è cambiata, rimane questo ostracismo da parte del sindaco. Loro comunque stanno continuando sulla carta stampata, su internet e sulla televisione a svolgere il loro lavoro di cronaca che poi è il vero lavoro che da fastidio alla camorra e a tanti politici: quello di raccontare le notizie. Loro lo fanno.

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