Memoria | Raffaele Ciriello

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Biografia

CirielloRaffaele Ciriello, fotoreporter di guerra con laurea in medicina, emigrato, dalla natia Lucania, al capoluogo lombardo per coltivare la passione per la fotografia che interpreta come forma di linguaggio privilegiato in quanto universalmente comprensibile nella sua immediatezza e trasparenza. Anche lui cadrà colpito a morte da un soldato, neppure quattro mesi dopo Maria Grazia, il 13 marzo 2002,
a Ramallah in Palestina: Raffaele di anni ne ha 42.
Comincia a lavorare come fotografo attorno al 1990 per la rivista Motociclismo. Il suo amore per l’Africa nasce e cresce sullo sfondo della Parigi-Dakar che racconta agli appassionati delle due ruote con l’occhio curioso e severo del suo obiettivo.
La carriera da freelance sul fronte inizia nel 1993 in Somalia e si arricchisce di collaborazioni prestigiose fra cui quella col Corriere della Sera. Le sue “cartoline dall’inferno” – cards from hell è l’indirizzo del sito che ha creato e che aggiorna quasi in tempo reale da ogni dove – fanno il giro del mondo. Ed è l’inferno dell’Intifada, nove anni dopo, che lo inghiottirà. A ucciderlo saranno cinque proiettili 7.62 Nato prodotti per le mitragliatrici coassiali montate sui carri armati Merkava dell’esercito israeliano. A centrarlo in pieno infatti è un militare di vedetta su uno dei tank che Ciriello sta riprendendo con una telecamera palmare poco più grande di un pacchetto di sigarette. L’inchiesta interna dell’Idf (Israely defence forces) liquiderà l’assassinio di Ciriello come uno sfortunato e tragico incidente. Morto per un errore. Paradossale, inammissibile. Ciriello sarebbe stato scambiato per un palestinese armato pronto a far fuoco con un Rpg, ossia un lanciagranate che si punta in spalla. Una dotazione che potrebbe, semmai, corrispondere – di qui l’eventuale “confusione” che resta sempre e comunque ingiustificabile – con una cinepresa utilizzata da cameraman professionisti ma non certo con quella amatoriale impugnata e manovrata con una sola mano da Ciriello. Questa la “verità” di comodo contenuta nel rapporto delle autorità di Tel Aviv e a cui si è dovuta piegare anche la magistratura italiana che aveva aperto un fascicolo penale per conoscere i nomi dei componenti dell’equipaggio del carrarmato. Dopo il rigetto della richiesta di rogatoria internazionale da parte del governo israeliano, nonostante il trattato di collaborazione giudiziaria stipulato con l’Italia, inevitabile l’archiviazione del procedimentonel settembre del 2003.
Per il “milite ignoto” che ha fatto fuoco nemmeno una sanzione disciplinare, nemmeno una sanzione amministrativa.  (da Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo)

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Le inchieste

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Bibliografia, webgrafia, filmografia e teatro

LIBRI e ARTICOLI

– UNCI, Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, Roma, 2008.

– Daniele Biacchessi, Passione Reporter, 2009.

WEB

Wikipedia

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