Come si dissolvono i fatti e le opinioni in Cina

La legislazione sulla stampa, i limiti imposti ai giornalisti, gli abusi

di Antonia Cimini

Questo quadro aggiornato dei problemi dell’informazione in Cina è stato presentato a Napoli, il 16 nov 2011, dalla giornalista free lance Antonia Cimini, insieme a una video intervista a due giornalisti cinesi e all’opinione del difensore di alcuni dissidenti, al convegno “La dissolvenza dei fatti e delle opinioni. Il bavaglio alla stampa in Italia e in Cina” organizzato da Ossigeno per l’Informazione e dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università l’Orientale.

Il sistema politico cinese ad un solo partito è all’origine dell’uniformità di linea e di notizie che caratterizzano la stampa del paese. Il Partito e il governo cinese guidano il lavoro dei giornalisti attraverso un sistema normativo e consuetudinario che si rinnova all’occorrenza per tenere il passo dei cambiamenti tecnologici e sociali.

La Costituzione della Repubblica Popolare Cinese del 1982 attualmente in vigore, stipula all’articolo 35 che i cittadini godono della libertà di espressione, libertà di stampa e libertà di assemblea.

La Legge sui Segreti di Stato, emanata nel 1988 ed emendata nel 2010, restringe la libertà di stampa entro i limiti della salvaguardia dello Stato. Agli organi di stampa è proibito rivelare una serie di segreti di stato che sono definiti in maniera vaga e si prestano ad ampie interpretazioni. I contravventori rischiano pene altrettanto vaghe, suscettibili di essere applicate in maniera arbitraria e strumentale. Gli emendamenti del 2010 prevedono che i gestori e siti internet collaborino con le forze di polizia nelle indagini riguardanti casi di infrazione della normativa sui segreti di stato.

Il Dipartimento Centrale di Propaganda del Partito Comunista cinese, ha il compito di applicare le norme sull’informazione. Il Dipartimento è un organo di partito. Opera in stretto contatto con due uffici governativi, l’Amministrazione Generale per la Stampa e le Pubblicazioni, e l’Amministrazione di Stato per Radio, Film e Televisione. Il Dipartimento di Propaganda pubblica una lista contenente le direttive per la corretta diffusione delle notizie, inviata a cadenza settimanale alle redazioni dei mezzi di stampa.

link: http://www.nytimes.com/2010/03/22/world/asia/22banned.html?_r=2&scp=30&sq=china+internet&st=nyt

L’applicazione delle leggi e l’esecuzione delle direttive sono gli strumenti principali di controllo delle notizie all’interno del paese.

Le informazioni provenienti dal mondo esterno via internet sono filtrate da computer centrali che intercettano i dati comparandoli con una lista di parole e siti proibiti aggiornati costantemente.

link: http://www.nytimes.com/2010/04/08/world/asia/08censor.html?_r=2&pagewanted=1

Tanti giornali, poche notizie. Sebbene in Cina si pubblichino oltre 2000 quotidiani, 8000 periodici e operino circa 374 emittenti televisive (secondo i più recenti dati ufficiali), e abbiano accesso ad internet più di 485 milioni di persone, il paese è sto classificato al 171mo posto in una lista del grado di libertà di stampa in 178 paesi compilata da Giornalisti Senza Frontiere, in cui l’Italia è al 550mo posto. link: http://en.rsf.org/press-freedom-index-2010,1034.html

Il 2011 è stato un anno particolare per la stampa in Cina. I moti del Nord Africa e Medio Oriente hanno giustificato non un accresciuto controllo sui mezzi di comunicazione, ma anche un’ondata di minacce e repressioni all’indirizzo di giornalisti, attivisti e cittadini.

Il cambio al vertice del Partito e del governo previsto a partire dal 2012 ha, inoltre, imposto cautela all’espressione di opinioni da parte della stampa.

Il risultato è l’arresto di giornalisti (30 nell’arco del 2011, secondo Giornalisti Senza Frontiere), la chiusura di giornali, la censura di internet e minacce come non se ne vedevano da anni, e di cui la lista che segue è solo un sunto.

I casi del 2011

La fine dell’editorialista Zhang Ping

Il noto giornalista ed editorialista del Southern Weekly Zhang Ping ha ricevuto una lettera dell’editore a gennaio che ha deciso di non rinnovare il ocntratto. A luglio dello scorso anno il giornale gli aveva già proibito di continuare a scrivere. Zhang Ping si occupava di società ed era conosciuto per non tacere opinioni in merito a notizie scomode quali a repressione in Tibet.

link: http://www.guardian.co.uk/world/2011/jan/27/china-press-freedom

Licenziati giornalisti locali

All’inizio dell’anno, in concomitanza con le rivolte in Nord-Africa, gli organi di controllo cinesi hanno serrato il pugno contro ogni deviazione dalla linea ufficiale, specialmente nelle redazioni locali e organi di stampa di provincia più lontani dal centro. Nel Sichuan due giornalisti Long Can e Li Jianjun sono stati licenziati dal Chengdu Commercial Times. Molti altri sono stati attaccati per interpretazioni originali dei fatti o ripubblicazioni di inchieste di grandi riviste che per la loro influenza godono di una certa libertà.

Link:http://www.rfa.org/english/news/china/censorship-02242011130644.html?searchterm=None

Scrittore politico e attivista condannato

Liu Xianbin, veterano dell’attivismo politico e scrittore, è stato condannato a marzo a 10 anni di carcere per sovversione. Liu è autore di scritti sul sistema politico cinese, che sostengono la necessità di porre fine del sistema a partito unico.

Link: http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12859050

Scompare giornalista amico di un dissidente

ll giornalista Wen Tao è stato portato via dalla polizia ad aprile, in seguito all’arresto in circostanze altrettanto misteriose dell’artista dissidente Ai Weiwei. Amico di lunga data di Ai, Wen Tao si era interessato di questioni sociali come le demolizioni e sfratti forzati, la condizione degli artisti etc.

link: http://www.guardian.co.uk/world/2011/may/22/ai-weiwei-friends-missing

Pressioni sul giornalismo d’inchiesta

Wang Keqin, il più autorevole giornalista d’inchiesta e direttore del China Economic Times, ha ricevuto la visita di ufficiali dell’esecutivo cinese che ha decretato la chiusura della sezione investigativa del giornale. Wang è noto per gli articoli sui casi di mafia, lo scandalo dei vaccini per neoneati etc. link: http://www.guardian.co.uk/world/2011/jul/18/wang-keqin-journalist-china-fears

Giornalista sospeso in merito a incidente

Il giornalista della tv di stato CCTV è stato sospeso tre giorni dopo il fatale incidente di un treno ad alta velocità a Wenzhou. Wang Qinglei è stato sospeso per aver condotto inchieste sulla cause che mettevano in luce le responsabilità delle autorità. L’ordine degli organi di controllo era di limitarsi a diffondere le notizie sanzionate e a contenuto positivo. Link:

http://www.independent.co.uk/news/world/asia/chinese-journalists-suspended-for-reporting-train-disaster-2331400.html

Giornalista ucciso nel corso di indagini

Il giornalista di una televisione locale, Luoyang Tv, è stato trovato morto a settembre mentre indagava su uno scandalo di sicurezza alimentare nella regione dello Henan. Li Xiang è stato ucciso a colpi di pugnale, secondo la polizia in conseguenza di un tentato furto. Le sue indagini precedenti su oli cancerogeni avevano portato all’arresto di 32 persone nella regione.

Link: http://www.guardian.co.uk/media/greenslade/2011/sep/21/journalist-safety-china

Municipalità compra il giornale

La municipalità di Pechino ha comprato la proprietà del Beijing News per portare il quotidiano più letto della capitale sotto il suo diretto controllo. Precedentemente posseduto dal liberale Southern Group e al Beijing Times, il giornale era noto per le inchieste e gli editoriali scomodi per le autorità della capitale. La mossa è un’iniziativa senza precedenti: per la prima volta il governo compra un organo di stampa per metterlo a tacere, invece di procedere usando il potere e la forza.

Link:http://www.guardian.co.uk/world/2011/sep/03/chinese-propaganda-bureau-beijing-newspapers

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