Campania. Giornalisti minacciati. Dossier e proposte alla Commissione Antimafia

Audizione a San Macuto per Ordine regionale Giornalisti, Associazione Stampa Napoli e cronisti vittime di intimidazioni.

Le audizioni della Commissione Parlamentare Antimafia sulle minacce e le intimidazioni a moltissimi giornalisti delle regioni meridionali che pubblicano notizie scomode sulle mafie e sul malaffare sono proseguite giovedì 28 giugno a Palazzo San Macuto, dove sono stati ascoltati il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, il segretario dell’Associazione Napoletana della Stampa, Vincenzo Colimoro, e alcuni giornalisti vittime di minacce ed intimidazioni, che hanno descritto i problemi dell’informazione nella loro regione e hanno fatto alcune proposte.

Secondo i dati di Ossigeno, la Campania è la Regione in cui nel 2011 si sono registrati più episodi di minacce nei confronti dei giornalisti: 24 episodi con 47 giornalisti coinvolti (su un totale di 95 episodi con 345 giornalisti coinvolti a livello nazionale), ai quali si sono aggiunti nei primi sei mesi dell’anno in corso 11 episodi con 55 giornalisti coinvolti (su un totale di 85 episodi e 194 coinvolti in tutte le regioni italiane).

Sul fenomeno delle minacce ai giornalisti italiani, messo in luce dal monitoraggio continuativo di Ossigeno, l’Antimafia sta svolgendo una inchiesta. Ha finora ascoltato: Enzo Iacopino (presidente Ordine dei Giornalisti), Giovanni Tizian (giornalista sotto scorta dal 22 dicembre scorso), Franco Siddi (segretario FNSI), Luigi Ronsisvalle (vice segretario FNSI), Alberto Cicero (segretario Associazione Siciliana della Stampa), Alberto Spampinato (direttore Ossigeno, consigliere FNSI).

A Palazzo San Macuto i giornalisti della Campania hanno messo in luce in particolare le difficoltà dei cronisti che lavorano all’esterno delle redazioni, dei collaboratori precari e free lance “che operano con scarse garanzie e bassissimi compensi”. Hanno sollecitato la riforma della legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti e una revisione delle norme sulla diffamazione a mezzo stampa e sui risarcimenti danni, in modo da creare le premesse per una assicurazione di responsabilità civile per i giornalisti. Hanno inoltre consegnato dei dossier di documentazione e hanno descritto alcune vicende in dettaglio.

Sull’audizione è stato diffuso il seguente comunicato:

Le ripetute minacce e gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti in Campania, le pressioni e il tentativo di bavaglio anche da parte della politica con le reiterate richieste di risarcimento danni, le crescenti difficoltà della professione sono i temi trattati nella Commissione parlamentare antimafia che a Roma, a palazzo San Macuto, ha ascoltato in audizione il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il presidente dell’Assostampa Campania e consigliere nazionale Fnsi Vincenzo Colimoro assieme ad Arnaldo Capezzuto, Amalia De Simone, Tina Palomba e Giovanni Taranto in rappresentanza dei cronisti vittime di intimidazioni e minacce che hanno raccontato le proprie esperienze.

Si è trattato di un’audizione congiunta convocata su iniziativa della senatrice Teresa Armato, componente della Commissione antimafia, che ha introdotto i lavori a cui hanno partecipato i senatori Enrico Musso, presidente del Comitato per la cultura della legalità, e Luigi De Sena, vice presidente della Commissione.

In modo particolare sono stati segnalati i casi di intimidazione e violenze compiuti nei confronti dei giornalisti campani ma anche le difficoltà nel fare correttamente informazione per quei cronisti che, lontani dalle redazioni, sono costretti a lavorare con scarse garanzie e bassissimi compensi rendendo in questo senso di massima urgenza l’approvazione della legge sull’equo compenso quale forma di tutela nei confronti di precari e free lance. Assieme alla necessità di una riforma della legge che regola l’attività dell’Ordine e che risale al 1963, è stata sollevata la necessità di una revisione dell’attuale sistema normativo in relazione alla diffamazione a mezzo stampa e alle modalità di richiesta di risarcimento danni. Assostampa e Ordine hanno sottolineato la necessità che il Parlamento intervenga con una legge che renda possibile la richiesta di risarcimento danni solo se il giornalista è riconosciuto colpevole del reato di diffamazione a mezzo stampa. Ordine e Associazione hanno inoltre rappresentato l’esigenza che il Parlamento, sollecitato dalla Commissione antimafia, lavori nella direzione di individuare la possibilità di stipulare polizze assicurative per i giornalisti in relazione al loro rischio professionale come già avviene per tutte le altre categorie professionali.

A conclusione dell’audizione il presidente dell’Ordine Ottavio Lucarelli ha consegnato alla Commissione un dossier in cui sono segnalati i più gravi casi di minacce ai danni sia di numerosi colleghi, solo alcuni dei quali sono sotto scorta o sotto vigilanza, sia delle redazioni di Metropolis, Roma, Cronache di Napoli, Radio Siani. Nel dossier sono indicate anche le iniziative dell’Ordine della Campania a tutela dei colleghi minacciati: le due audizioni dei mesi scorsi nei Comitati per l’Ordine e la sicurezza di Napoli e Caserta, la costituzione di parte civile, con il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, al fianco del collega Arnaldo Capezzuto minacciato da camorristi del clan Giuliano.

Il presidente dell’Assostampa Vincenzo Colimoro ha poi riferito sul dossier del sindacato sulla Campania, lo stesso già depositato agli atti della Commissione antimafia realizzato da Fnsi, gruppo di lavoro “Ossigeno” e Associazioni regionali di stampa in collaborazione con l’Istituto di previdenza dei giornalisti sull’emittenza televisiva locale in Campania. Il documento evidenzia una serie di anomalie anche in relazione al finanziamento pubblico oltre che alla contrattualizzazione e ai versamenti contributivi dei giornalisti.

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