Firenze. Notizia: un cancelliere indagato. Il Presidente del Tribunale: pessima stampa

Il magistrato accusa i giornali che hanno parlato di un cancelliere  indagato per concussione, falso e truffa di ledere l’immagine del suo ufficio. Proteste dei giornalisti

Il presidente del Tribunale di Firenze, Enrico Ognibene ha definito “pessima stampa” i giornali che hanno pubblicato la notizia che un cancelliere del Tribunale è indagato per concussione,  falso e truffa. Le responsabilità, ha detto, sono ancora da accertare. Così, ha aggiunto, i giornalisti hanno “gettato ingiuste ombre di sospetto sul nostro Ufficio e su tutti noi”. Ognibene lo ha scritto in una lettera indirizzata ai dipendenti per ringraziarli dell’impegno dimostrato per il trasloco dalla sede dal centro di Firenze al nuovo Palazzo di Giustizia. I giornalisti hanno protestato: noi facciamo il nostro dovere, pubblichiamo anche le notizie che il presidente non gradisce.

La lettera è indirizzata ai circa cento dipendenti. Il magistrato fa riferimento alla notizia pubblicata dai giornali martedì scorso 19 giugno. Il giorno precedente la Guardia di Finanza aveva perquisito l’ufficio del cancelliere. Secondo le accuse, il funzionario del Tribunale avrebbe intascato compensi non dovuti per redigere inventari di alcuni beni ai fini delle successioni ereditarie.

“Cari amici – scrive il presidente del Tribunale di Firenze – stavo terminando questa lettera quando si sono verificati i fatti spiacevoli che ormai conoscete e che, complice la loro diffusione da parte di certa pessima stampa a cui sono state fornite a piene mani notizie riservate su fatti oggetto di indagini, hanno gettato ingiuste ombre sul nostro ufficio e su noi tutti: e questo senza tenere in alcun conto né il dovere di segretezza della procedura, né il danno di immagine per il nostro tribunale, né, soprattutto, il valore costituzionalmente protetto della presunzione di innocenza”. “E’ questo – aggiunge Ognibene – purtroppo, un segno dei tempi che stiamo vivendo e del venir meno del rispetto dei principi giuridici e anche morali che dovrebbero presiedere non solo ai corretti rapporti istituzionali ma anche, e soprattutto, al normale vivere civile: non dobbiamo però rassegnarci a questo stato di cose abbiamo anzi il dovere di combatterlo in modo forte, responsabile e, soprattutto, con unità di intenti e di comportamenti”.

LE REAZIONI. “Quando c’è un avviso di garanzia, e quando un indagato è informato dell’indagine, come in questo caso – è stata la replica di Franca Selvatici, cronista di giudiziaria di Repubblica Firenze e membro del consiglio direttivo dell’Ordine del Giornalisti della Toscana – è nostra regola darne notizia. Non si vede perché dovremmo fare eccezione per un cancelliere. Noi, peraltro, non abbiamo fatto il suo nome, ma era doveroso riferire i gravi sospetti che gravano su di lui e nascono dalla denuncia di una cittadina che si è ritenuta truffata”.

Dello stesso parere è Gigi Paoli, giornalista della Nazione: “Se dovessimo pubblicare le notizie in base al gradimento del Presidente del tribunale, faremmo tutti un altro mestiere. E’ un onore essere definiti pessima stampa se ciò vuol dire che  pubblichiamo tutte le notizie, anche quelle che dispiacciono a qualcuno preoccupato non dalla gravità dei fatti, ma dell’immagine del suo ufficio”.

“L’operato dei giornali – afferma Claudio Bartoli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana – è stato assolutamente legittimo e rispettoso non solo della legge ma anche della presunzione d’innocenza che è dovuta nei confronti di ogni cittadino. Chi lavora in un tribunale non gode di una franchigia speciale rispetto agli altri cittadini”.

“Il presidente Ognibene – ha scritto Franca Selvatici su Repubblica Firenze – imputa a “certa pessima stampa” il danno di immagine per il Tribunale. Per contro, di recente Magistratura Democratica ha attribuito “la messa in pericolo dell’immagine della magistratura fiorentina” proprio alla sua gestione, “rivelatasi inadeguata”, della vicenda che vede l’ex assessore Gianni Biagi occuparsi per la Regione Toscana del progetto Best Practices in tribunale: progetto a cui partecipa quale delegato di Ognibene il giudice Francesco Maradei, che presiede il collegio del processo Castello nel quale Biagi è imputato per concussione, corruzione e turbativa d’asta”.

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