Rassegna di eco della stampa

Venerdì 3 aprile 2015. In primo piano sui giornali di oggi

Le notizie principali raccolte da “L’Eco della Stampa”, che fornisce a Ossigeno per l’Informazione un servizio gratuito di segnalazioni sulle intimidazioni ai giornalisti

Politica interna
Ministero delle Infrastrutture – Graziano Delrio ha giurato ieri sera al Quirinale davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella diventando così titolare del dicastero di Porta Pia. Slittano a dopo la pausa pasquale le prossime mosse del rimpasto, ancora tutte da decidere. C’è da assegnare il posto di sottosegretario a Palazzo Chigi, che era di Delrio, ma anche l’incarico destinato al Ncd, penalizzato dall’avvicendamento dopo le dimissioni di Maurizio Lupi. Bisogna attribuire la poltrona del ministro degli Affari regionali, lasciato vacante a fine gennaio dalla dimissionaria Maria Carmela Lanzetta. A questo dicastero potrebbero essere aggiunte, per renderlo più pesante, le deleghe sul Sud e sui fondi comunitari.
Il centrodestra – In casa Forza Italia, chiusa faticosamente l’alleanza con la Lega che non convince del tutto né Berlusconi né i suoi fedelissimi, resta da confermare quella con i centristi in Campania. Ma soprattutto, resta da risolvere la questione Puglia. Sondaggi alla mano, la rottura con Fitto potrebbe ripercuotersi a livello nazionale con effetti disastrosi, facendo precipitare il partito sotto la soglia del 10%. Oggi potrebbe essere il giorno della verità, visto che scade l’ultimatum di Schittulli, candidato di FI in Puglia. Se nelle liste per le Regionali non dovessero entrare anche i fedelissimi fittiani, Schittulli potrebbe passare al “nemico” e gli azzurri potrebbero ritrovarsi senza candidato. Intanto, nella Lega crescono i dubbi sulla candidatura di Giovanni Toti: i leghisti liguri non hanno preso benissimo il ritiro forzato del candidato padano Edoardo Rixi.

Politica estera
Kenya – Strage in un campus universitario a Garissa, città a circa 360 km a ovest della capitale Nairobi. I killer, almeno 5, appartenevano al gruppo islamico estremista somalo Al Shabab. Molti dei 147 studenti uccisi sono stati decapitati, e i feriti sono un centinaio. L’attacco e il rastrellamento stanza per stanza sono cominciati ieri mattina presto: gli studenti non musulmani sono stati separati dagli altri, tenuti in ostaggio in uno dei cinque blocchi che compongono l’università e poi trucidati. Durante il blitz delle forze di sicurezza keniote organizzato per stanare i terroristi, sono morti anche quattro degli assalitori, mentre un quinto è stato catturato durante un tentativo di fuga.
Svizzera – Storico accordo tra Iran e Occidente sul nucleare. La cornice dell’intesa è stata disegnata ma il quadro è ancora da comporre. Il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, ha annunciato i progressi compiuti a Losanna, dopo una maratona negoziale durata sette giorni. Teheran avrà un solo impianto nucleare per l’arricchimento dell’uranio e si impegna a sospendere le attività in tutte le altre centrali del Paese. In cambio, Stati Uniti ed Europa cancelleranno le sanzioni economiche. A giugno, l’accordo sarà definitivamente ratificato.

Economia e Finanza
Fisco e conti pubblici – La crisi taglia imprese e posti di lavoro, la riforma Fornero riduce il numero dei pensionati e, nel giro di un anno, la quota di italiani che presentano la dichiarazione dei redditi è scesa di quasi mezzo milione. Eppure, la pressione fiscale cresce ancora: secondo l’Istat, nel 2014 sarebbe arrivata al 43,5% sul Pil (ma, secondo il Tesoro, con il bonus di 80 euro, il peso delle tasse non supera il 43,1%), con un picco del 50,3% a fine anno. Intanto, sempre stando al conto economico trimestrale diffuso ieri dall’Istituto di statistica, la spending review non riesce per ora a frenare la spesa pubblica: tra ottobre e dicembre è cresciuta del 2,6%, complici i consumi intermedi e le prestazioni sociali.
Grecia – La crisi greca, che nei giorni scorsi sembrava prossima a una possibilità di soluzione, si sta di nuovo riacutizzando. Il prossimo 9 aprile lo Stato ellenico dovrà rimborsare all’Fmi una tranche del credito ricevuto di 460 milioni. Secondo una fonte citata dall’agenzia Reuters, i soldi per pagare le obbligazioni non ci sarebbero. Se così fosse, il Paese imboccherebbe la strada del default, con conseguenze molto serie. Il ministero delle Finanze greco ha categoricamente smentito la notizia data dall’agenzia britannica ma, di fronte a questa situazione, i ministri dell’Eurozona hanno deciso di tenere una riunione l’8 aprile, viglia della scadenza. Tutto questo a poche ore dalla presentazione, da parte del governo Tsipras, di una nuova lista di riforme per sbloccare altri aiuti: di fatto però, l’elenco non risulterebbe diverso dai precedenti, ritenuti dall’Europa insufficienti.

DB

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