Minacce

Confalonieri-l’Espresso. Anche la Cassazione dà ragione al settimanale

Il presidente Mediaset accusava i giornalisti di aver pubblicato arbitrariamente atti d’indagine. La Corte afferma che un breve virgolettato non configura illecito

Dodici anni fa, Fedele Confalonieri, attuale presidente di Mediaset, citò in giudizio per diffamazione il gruppo editoriale l’Espresso e i giornalisti Peter Gomez, Daniela Hamaui e Leonardo Sisti. Adesso la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Confalonieri e lo ha condannato “alla rifusione delle spese processuali dei resistenti liquidate in euro 7500, oltre a euro 200 per esborsi, oltre al 15% per spese generali, oltre accessori di legge”. Il Tribunale di Roma e la Corte d’Appello avevano già rigettato la richiesta di Confalonieri.

Confalonieri aveva accusato i giornalisti di aver violato le norme poste a tutela della privacy pubblicando arbitrariamente atti oggetto di un procedimento penale, in due articoli datti 3 e 10 marzo 2005. La Corte ha ritenuto che “la limitata estensione del virgolettato comparso negli articoli contestati non può ritenersi pari alla pubblicazione parziale di un atto e quindi non è configurabile l’illecito”; inoltre ha riscontrato che Confalonieri aveva presentato il suo ricorso quando era ormai conclusa la fase delle indagini preliminari.

Negli articoli contestati i giornalisti raccontavano gli affari della famiglia Berlusconi, parlando delle proprietà del gruppo Finivest e di presunte operazioni economiche e finanziarie illecite oggetto di indagini da parte degli inquirenti. In particolare a Confalonieri venivano attribuite pressioni nei confronti di un consigliere di amministrazione di Mediaset che avrebbe espresso perplessità sulla veridicità del bilancio, a pochi mesi dalla quotazione in borsa della compagine.

Confalonieri aveva chiesto la condanna in solido al risarcimento dei danni non patrimoniali; la condanna al pagamento di una somma a titolo di riparazione pecuniaria e la condanna alla pubblicazione della sentenza su alcuni quotidiani. Il gruppo L’Espresso e i giornalisti si erano costituiti in giudizio.

Casi come questo vengono inclusi da Ossigeno nella Tabella dei nomi delle vittime di minacce ed intimidazioni perché l’Osservatorio considera intimidatorio contestare in tribunale la pubblicazione arbitraria di atti coperti da segreto laddove i giornalisti hanno correttamente esercitato il loro diritto di cronaca.

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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