Libertà d'informazione

Klaus Davi. Insulti e aggressioni. Quattro casi riferiti da Ossigeno

La sua inchiesta televisiva in Calabria è una corsa a ostacoli punteggiata da aggressioni, avvertimenti, minacce, insulti, querele

Dal 2016 a oggi Ossigeno per l’Informazione ha riferito quattro episodi di violenza, denigrazione, discriminazione, intolleranza commessi in Calabria nei confronti del giornalista e massmediologo Klaus Davi, classificandoli atti di ritorsione nei confronti dell’inchiesta televisiva che conduce dal 2016 sulla tv locale LaC.

Il primo episodio si è verificato a marzo del 2016 a Gallico (Reggio Calabria) (leggi). Davi fu fotografato da un finto carabiniere, che fece perdere le sue tracce, mentre cercava di intervistare Eddy Branca, genero del boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano. Su questo oscuro episodio il deputato Emanuele Fiano, responsabile nazionale per la sicurezza del Partito democratico, ha presentato una interrogazione parlamentare ancora senza risposta (leggi l’interrogazione).

A giugno del 2016, a Filadelfia (Vibo Valentia), alcuni familiari di Tommaso Anello, un presunto boss della ‘ndrangheta che Davi stava cercando di intervistare, non avevano gradito la sua visita e per respingerlo gli avevano tirato una scopa (leggi).

Il 2 luglio 2016, a Vibo Valentia, Klaus Davi fu preso a pugni dai familiari di un collaboratore di giustizia (leggi). I due sono stati denunciati e il procedimento è in corso davanti al Gip di Vibo (leggi). Davi ritiene che questa aggressione sia l’unico attacco proveniente proprio dalla ‘ndrangheta.

A novembre del 2016 a Gioia Tauro, il giornalista è stato insultato e spintonato Si trovava davanti al portone di casa dell’avvocato Piromalli, che nel 2008 dopo essere stato accusato di appartenere all’omonima cosca calabrese è stato assolto dalle accuse. (leggi)

A questi attacchi fisici si sono aggiunti: numerosi insulti e avvertimenti sui social network (leggi), alcuni preannunci di querela (leggi);  episodi di ingiustificabile intolleranza come il lancio di uova contro il giornalista nel quartiere Archi di Reggio Calabria, a gennaio 2017 (leggi).

Il 6 luglio 2017 il titolare di un bar di Reggio Calabria ha insultato pubblicamente Davi con espressioni omofobe diffidandolo a tornare nel suo locale anche in quanto omosessuale.

Dopo questi episodi il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, ha dichiarato che tutelare un giornalista che fa in Calabria un lavoro d’inchiesta come quello di Davi è doveroso per la magistratura e per le forze dell’Ordine (leggi).

RDM

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