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Italia. Le notizie più pericolose di Ossigeno. Agosto 2017

Questa rassegna mensile delle intimidazioni in Italia è realizzata da Ossigeno per l’Informazione per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF), con il sostegno dell’Unione Europea

Minacce, intimidazioni, attacchi: i casi più gravi
LO SPECIALE – Klaus Davi. “La Calabria? Una miniera ma la esploro solo io”
Ossigeno ha ritenuto utile approfondire con il giornalista e massmediologo Klaus Davi i numerosi attacchi che ha subito in Calabria, in poche settimane a causa dei tentativi di parlare con persone legate ad ambienti di ‘ndrangheta per la video inchiesta giornalistica che sta svolgendo e pubblica a puntate su Youtube e trasmette su una televisione locale. Perché questa inchiesta suscita reazioni così furiose? Perché gli inquirenti hanno ritenuto opportuno proteggerlo?
Ossigeno ne ha parlato con lo stesso Klaus Davi (vedi l’intervista: Testo | Video) e con il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, che incoraggia Davi a continuare e afferma che è doveroso proteggere chi pratica un genere di giornalismo così impegnativo (leggi). Inoltre il dossier di Ossigeno ricostruisce i quattro attacchi subiti da Davi fino al momento dell’intervista. Nei giorni successivi egli ha subito un’altra aggressione. A Bovalino (in provincia di Reggio Calabria) il 23 agosto Davi stava cercando di intervistare il presunto boss della ‘ndrangheta Giuseppe Calabrò, tornato in Calabria dopo molti anni a Milano. Non riusciva a trovarlo e per questo chiedeva a un suo vicino di casa. A quel punto, un uomo si è affacciato da una finestra del primo piano dell’edificio e ha scagliato contro Davi un pesante vaso, mancandolo di poco. Poi è sceso in strada e ha tentato di aggredirlo, ma è stato fermato in tempo da due poliziotti che scortavano il giornalista, ai quali ha detto: “Non aggredisco nessuno ma (voglio) che spenga la telecamera, altrimenti gliela spacco in testa”. L’aggressore è stato identificato e denunciato. L’episodio è stato filmato da Davi (Video).

Minacce di morte a fotografo italiano autore di un’inchiesta sui gruppi paramilitari dei Paesi baltici
“Spia russa sei un uomo morto”: è il messaggio che il 26 luglio un utente estone, al momento ignoto, ha registrato nella segreteria telefonica del cellulare di Tommaso Clavarino, fotogiornalista freelance, che due giorni prima aveva pubblicato  sul sito olandese De Correspondent un reportage (leggi) sulla crescente partecipazione di civili ai gruppi paramilitari dei Paesi baltici (leggi tutto).

Reggio C. Intrusione notturna nella sede di Avvenire di Calabria
A Reggio Calabria nella notte tra il 16 e il 17 luglio ignoti si sono introdotti nella sede della redazione del settimanale l’Avvenire di Calabria, pubblicato ogni domenica come inserto del quotidiano Avvenire. Il direttore del settimanale, il giornalista don Davide Imeneo, si è accorto dell’intrusione la mattina del 18 luglio, dal fatto che la serratura della porta d’ingresso era stata danneggiata. Da un controllo sembra che non sia stato rubato nulla. Per il direttore l’intrusione è stata un avvertimento: “hanno voluto farci capire che ‘ci tengono d’occhio'”. Il sacerdote ha denunciato l’accaduto il giorno stesso ai carabinieri di Reggio. La redazione è protetta da un sistema di allarme che però non ha segnalato l’effrazione. Don Davide ha spiegato che qualche giorno prima uno dei redattori aveva smarrito la chiave per attivarlo. La piccola testata pubblica notizie sui temi sociali e sulla lotta alla criminalità organizzata. Due giorni prima dell’intrusione aveva riferito, come notizia principale, che era stata creata una commissione pastorale diocesana antimafia. All’Avvenire di Calabria hanno espresso solidarietà OdG, FNSI, FISC, Don Luigi Ciotti e Avvenire.

Roma. Rubati documenti e archivi a casa di Paolo Borrometi
Ad agosto qualcuno si è introdotto furtivamente nell’abitazione romana del giornalista siciliano Paolo Borrometi, mentre lui era assente. Gli intrusi hanno portato via l’hard-disk di un computer e alcuni documenti cartacei. Il fatto è stato reso noto il 20 agosto dal presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, con una nota di solidarietà al cronista. “Sono molto preoccupato. Ho denunciato prima di questo una serie di altri episodi. Quest’ultimo mi inquieta particolarmente perché non è stato rubato nessun oggetto di valore, hanno portato via soltanto i miei documenti di lavoro. Ho grande rispetto per le indagini degli inquirenti. Spero che diano presto dei risultati”, ha detto il cronista ad Ossigeno. Negli ultimi anni Borrometi ha pubblicato in esclusiva importanti notizie sull’attività dei gruppi mafiosi che agiscono nella zona di Ragusa e di Siracusa, ha subito ripetute minacce di morte e un’aggressione, è costretto a vivere sotto scorta. Tre anni fa, a Modica (Ragusa) dove viveva, qualcuno appiccò il fuoco alla porta d’ingresso della sua abitazione (leggi). Al Tribunale di Ragusa è in corso il processo a uno dei suoi aggressori. Per quest’ultimo episodio Borrometi ha ricevuto numerosi messaggi di solidarietà, fra cui quello di Ossigeno. Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, presidente e segretario della FNSI, hanno detto “le minacce contro Paolo sono minacce contro ognuno di noi”. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha scritto: “A Paolo va tutta la nostra solidarietà: la sua sicurezza va garantita e valutata con la massima attenzione”.

Sicilia. Minacce al giornalista Giuseppe Spallino
Il 29 luglio a Castelbuono (Palermo), il comune di 8mila abitanti in cui vive, il giornalista pubblicista Giuseppe Spallino è stato minacciato da due concittadini che gli hanno intimato di non scrivere altri articoli sulle vicende giudiziarie in cui sono coinvolti. Nei giorni precedenti Spallino aveva riferito in esclusiva, con tre articoli di cronaca pubblicati dal Giornale di Sicilia, gli sviluppi di un’inchiesta giudiziaria per uno spaccio di stupefacenti per cui sono sospettate nove persone, fra cui i due aggressori, indicati negli articoli con le loro iniziali. I due, un uomo e una donna, viaggiavano su un ciclomotore quando hanno visto per la strada il giornalista. Si sono avvicinati e lo hanno minacciato, intimandogli di non scrivere più nulla sul loro coinvolgimento nell’inchiesta. Spallino è scappato ed è andato alla vicina caserma dei carabinieri. La coppia l’ha inseguito fin lì e ha continuato a minacciarlo in presenza dei carabinieri, del sindaco di Castelbuono e del direttore di un giornale locale. “La solidarietà della gente, dei colleghi e di uomini delle istituzioni – ha dichiarato Spallino a Ossigeno – mi spinge a continuare a fare il mio mestiere di giornalista”.

Terremoto Ischia. L’ira contro i giornalisti “sciacalli”, aggrediti ed insultati
Il 21 agosto 2017 un terremoto ha colpito l’isola di Ischia (Napoli) facendo crollare numerose abitazioni e sollevando subito un dibattito pubblico sulla sicurezza degli immobili costruiti senza rispettare le norme edilizie. La polemica è stata riferita dai giornali. Il 23 agosto questi interventi della stampa hanno suscitato manifestazioni di intolleranza nei confronti di alcuni cronisti. Nel centro operativo comunale di Casamicciola (la frazione di Ischia in cui il sisma ha provocato più danni) durante una manifestazione di protesta dei cittadini, i cronisti presenti sono stati contestati, e qualcuno li ha definiti “sciacalli” (Video).
Lo stesso giorno il vicesindaco del paese, Giuseppe Silvitello, ha aggredito e minacciato verbalmente il giornalista di La7 Nello Trocchia e il suo operatore. Il giorno precedente Trocchia e il video operatore avevano realizzato un servizio televisivo di cronaca trasmesso dal programma In Onda, raccontando che al Comune mancava l’approvazione del piano di protezione civile, un insieme delle procedure di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità. Tra insulti e minacce di pestaggio, il vicesindaco (come si vede nel video) si è scagliato contro la telecamera.
Inoltre, il 23 agosto, ancora presso il centro operativo comunale di Casamicciola, un gruppo di sette-otto persone ha accerchiato una troupe del telegiornale di La7 pretendendo minacciosamente la consegna delle registrazioni delle riprese effettuate sul posto per documentare i danni procurati dal sisma. L’inviata Rossana Russo ha raccontato l’episodio pubblicamente durante il collegamento dell’edizione del tg delle 13.30 (Video). Su queste vicende sono intervenuti l’Odg e il sindacato dei giornalisti della Campania (Sugc), che hanno espresso solidarietà ai giornalisti coinvolti.

Insulti e minacce su Facebook ad Andrea Palladino
Il 6 agosto 2017, su Facebook, il giornalista Andrea Palladino è stato denigrato e fatto oggetto di espressioni offensive e minacciose da Gian Marco Concas, un ex ufficiale di Marina e responsabile tecnico della missione “Defend Europe”, guidata dall’associazione di destra Generazione Identitaria. A luglio, il cronista preso di mira aveva pubblicato sul settimanale cattolico Famiglia Cristiana alcuni articoli critici sull’associazione che finanzia le operazioni della nave C-Star al largo delle coste libiche, per ostacolare il salvataggio degli immigrati imbarcati in natanti di fortuna. In un post del 6 agosto e in un video del 14 agosto Concas ha definito false ed infondate le notizie riportate da Paladino ed indicato il giornalista come una “vittima da sacrificare”. Palladino ha presentato un esposto alla Procura di Roma ed ha ricevuto solidarietà da parte del Cdr di Famiglia Cristiana, Fnsi, Articolo21, Reti di Giustizia e da numerosi colleghi.

Modena. Fotogiornalista minacciato mentre documenta la scena di un’aggressione
Il 29 luglio a Modena il foto-giornalista freelance Gino Esposito è stato insultato e minacciato da un giovane i cui genitori avevano subito un’aggressione. Poco dopo l’aggressione, sul luogo dell’incidente erano presenti agenti di polizia e carabinieri e altri giornalisti. Esposito stava fotografando per conto della Gazzetta di Modena l’auto danneggiata durante l’aggressione. “Come ti permetti! Poi con te ce la vediamo noi, appena sappiamo chi sei te la facciamo vedere noi”, gli ha gridato il giovane, che era in compagnia di un coetaneo. Esposito ha rinunciato a presentare una denuncia formale, su suggerimento delle forze dell’ordine.
Nella zona, intorno a viale Gramsci, in cui di recente sono avvenuti diversi episodi di criminalità, legati in particolare allo spaccio di droga, c’è un clima teso. Esposito ha dichiarato ha Ossigeno: “Purtroppo queste cose capitano spesso. Io ero stato aggredito già due volte e per quei fatti i processi ai responsabili sono ancora in corso”.

L’Espresso accusa: “campagna di odio contro i nostri giornalisti”
Il settimanale l’Espresso ha riferito ai propri lettori che negli ultimi mesi i giornalisti della testata (in particolare Lirio Abbate), altri cronisti (Giampiero Calapà del Fatto Quotidiano e Carlo Bonini di Repubblica) che si sono occupati del processo Mafia Capitale hanno ricevuto numerose minacce “da persone dell’estrema destra e dalla famiglia Carminati” (Leggi: E dopo la sentenza Carminati gli insulti all’Espresso, p. 29).

Gli altri episodi
Taranto Calcio nega accredito a cronista
Il 30 agosto la società sportiva Taranto Calcio ha inviato una email alla testata online Cosmopolismedia.it in cui negava al giornalista Ninni Cannella l’accredito per seguire le gare della squadra, sostenendo che il cronista “attraverso comunicazioni pubbliche e social network ha arrecato nocumento all’immagine pubblica del Taranto FC 1927 e dei suoi dirigenti” e ritenendo pertanto che “l’eventuale presenza allo Stadio Iacovone del sig. Cannella sia pregiudizievole per l’ordine pubblico”. La società ha concesso l’accredito al fotografo della stessa testata e ha invitato Cosmopolismedia.it ad affidare la cronaca delle partite a un altro giornalista. Ordine, Assostampa e Ussi regionale hanno protestato per la discriminazione personale e hanno chiesto l’intervento del Questore di Taranto e della Lega Calcio Serie D.

Mortegliano (UD). Sindaco querela per un titolo, Gup rinvia due a giudizio
Il 27 giugno la giornalista Paola Beltrame, collaboratrice del Messaggero Veneto, è stata rinviata a giudizio, insieme al giornalista Tommaso Cerno (che all’epoca era il direttore responsabile) dal Gup del Tribunale di Gorizia con l’accusa di aver diffamato il sindaco del Comune di Mortigliano (Udine), Alberto Comad. Il 6 luglio 2016 Beltrame riferito in un articolo una polemica fra il Comune e l’ANPI locale. Il sindaco in particolare non aveva gradito il titolo dell’articolo e perciò aveva querelando sia l’autore dell’articolo che il direttore.

Latina. Facebook. Archiviata querela contro Saviano e Federica Angeli
Non c’è stata diffamazione ma un legittimo diritto di critica. Con questo verdetto il giudice per le indagini preliminari di Latina ha prosciolto lo scrittore Roberto Saviano che era stato querelato per diffamazione per un post pubblicato a maggio 2015 su Facebook in cui criticava l’operato di alcune associazioni antimafia. Prosciolta anche la giornalista Federica Angeli che aveva commentato il post condividendo i giudizi espressi da Saviano.

Confalonieri-l’Espresso. Anche la Cassazione dà ragione al settimanale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Fedele Confalonieri contro la decisione della Corte d’Appello di non accogliere la sua richiesta di condannare per diffamazione il gruppo editoriale l’Espresso e i giornalisti Peter Gomez, Daniela Hamaui e Leonardo Sisti. L’attuale presidente di Mediaset li aveva querelati nel 2005 per due articoli. Confalonieri dovrà anche provvedere alla rifusione delle spese processuali.

Campania. Facebook. Chiede importo danni e riceve insulti
Il giornalista Salvatore Minieri è stato insultato e minacciato su Facebook per un post su un incendio che ha colpito il 22 luglio scorso un deposito di Pastorano (Caserta). Nel testo, il cronista richiamava l’attenzione sulla reale dimensione dei danni subiti dall’azienda proprietaria.

Aggiornamenti
Perquisizioni. Procuratore Torino chiede scusa ma è polemica
Il procuratore della Repubblica di Torino, Armando Spataro, ha chiesto pubblicamente scusa al direttore de La Stampa Maurizio Molinari e al giornalista Gianluca Paolucci per avere ordinato la perquisizione, il 21 luglio, dell’abitazione del cronista e della redazione del quotidiano torinese. A Paolucci è stato restituito il materiale sequestratogli, ad eccezione di alcuni documenti trasmessi per errore dalla Procura (leggi).

A San Procopio non fu un vero inchino. Prosciolto sindaco che negava la sosta
Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria Domenico Santoro ha archiviato il procedimento per calunnia aggravata – a carico del sindaco di San Procopio Eduardo Lamberti Castronovo, del vicesindaco Antonio Cutrì e del parroco Domenico Zurzolo – nei confronti del giornalista Michele Inserra. Questi nel 2014 aveva pubblicato sul Quotidiano del Sud la notizia di un “inchino” reverenziale della statua del santo patrono del comune calabrese in omaggio a un boss. Il sindaco aveva reagito negando che ciò fosse avvenuto e chiedendo una smentita al cronista, che si era rifiutato e lo aveva denunciato per calunnia aggravata.

FanoTv. Una vendetta personale all’origine del rogo di marzo
L’incendio appiccato il 23 marzo scorso all’ingresso della redazione di FanoTv (leggi) non è stato un tentativo di intimidazione alla testata marchigiana, ma una ritorsione personale nei confronti del suo direttore Marco Ferri. Lo ha spiegato il Resto del Carlino il 25 agosto scorso (leggi), illustrando i risultati delle indagini della polizia: si sarebbe trattato della vendetta personale da parte di una donna di Pesaro, che dopo la fine di una relazione sentimentale con Ferri ha incaricato un uomo di appiccare il rogo. Contattato da Ossigeno, Ferri ha confermato la ricostruzione degli eventi. Per questa ragione, se i risultati delle indagini confermeranno tali riscontri, alla fine dell’anno Ossigeno eliminerà questo episodio dalla conta (che è possibile consultare nella Tabella dei nomi) dei casi di minaccia, intimidazione, attacco ai danni degli operatori dell’informazione in Italia.

Altre notizie di rilievo
Buon agosto a tutti e arrivederci

Agcom. Relazione 2017. Sotto osservazione pluralismo e fake news 

In Germania la ‘ndrangheta è un gruppo etnico e produce musica

Cile. “La libertà dei giornalisti è molto limitata”, dice Pablo Cárdenas Squella

RDM-DB-MF

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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