Libertà d'informazione

La rassegna stampa di Ossigeno – 16-22 settembre 2017

Articoli della settimana sulla libertà di espressione, il diritto all’informazione, fake news, diffamazione e intimidazioni ai giornalisti

Carta stampata

Libero
Matteo Pandini, Quel capoclan che divenne best seller, 16 settembre 2017, p.26

Il Fatto Quotidiano
Marco Lillo, Renzi&Consip. Altro che colpo di Stato,ecco la storia dell’inchiesta, 17 settembre 2017, pp.1,4-5

La Notizia Giornale
Antonello Di Lella, Sempre più cronisti minacciati, 20 settembre 2017, pp.1,15

Corriere di Como
m.pv., Diffamazione su “Il Comasco”. Condannati direttore e giornalista, 20 settembre 2017, p.5

La Repubblica – Napoli
“Imbavagliati” al Pan incontri e performance su informazione e diritti, 20 settembre 2017, p.7

Il Quotidiano del Sud
Giulia Tassone, Minacce al cronista contrario all’impianti di rifiuti, 21 settembre 2017, p.13

Il Messaggero – Viterbo
C.M.P., Diritto di cronaca e fonti giudiziarie, segreti e tutela: convegno alla Rocca, 21 settembre 2017, p.31

Corriere di Viterbo
Querele e fonti giudiziarie: incontro giornalisti e magistrati domani nella sala Innocenzo X della Rocca dei papi, 21 settembre 2017, p.14

Il Quotidiano del Sud
Solidarietà a giornalista minacciato di morte, 22 settembre 2017, p.26

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Web

La Notizia Giornale
Sempre più cronisti minacciati. Aggredire i giornalisti sta diventando normale. Tra agosto e settembre altri 30 finiti nel mirino (leggi)

Contropiano
L’informazione è povera, i giornalisti anche. I risultati si vedono (leggi)

Corriere del Mezzogiorno
Carlos Bardem: «Troppi giornalisti minacciati. Viviamo in una democrazia fittizia» (leggi)

Sole24Ore
Il Garante privacy Ue: «È l’Italia che non funziona, non le sue regole» (leggi)

Fnsi
Intercettazioni, Fnsi: «Bene la marcia indietro sui riassunti. Quando il tavolo su querele temerarie e minacce?» (leggi)

Huffingtonpost
I giornali del futuro secondo De Benedetti: “Oggetti preziosi, meno copie ma contenuti più ricchi” (leggi)

Today
I giornalisti tra precarietà e sfruttamento: “8 su 10 sotto la soglia di povertà (leggi)

FrancoAbruzzo
Giornalisti in difficoltà (leggi)

PrimaOnline
Crolla la diffusione dei quotidiani in Italia: meno 20% in due anni. E le copie digitali seguono la stessa parabola della carta stampata (-19%). Lieve ripresa della pubblicità (+1,7%). I dati del rapporto Asig-Fieg (leggi)

Vivere Senigallia
Diffidate da quel giornalismo (leggi)

HuffingtonPost
I giornalisti vadano a votare (leggi)

Il Tempo
Pubblichiamo notizie. Non le spifferiamo (leggi)

Chiamamicitta.it
Stupri e informazione choc, arriva lo stop del Garante della privacy (leggi)

Redattore Sociale
Elettori “mongoloidi”? Le famiglie esigono scuse per le parole di Travaglio (leggi)

L’Eco dell’Alto Molise-Vastese
Frasi sessiste del tecnico dell’Isernia ad una giornalista, solidarietà dell’Ussi Molise (leggi)

LetteraEmme
Messina, giornalista condannata per aver diffamato una collega (leggi)

PerugiaToday
Regione Umbria fa causa a “La Verità” e Mario Giordano: “Vogliamo 13 milioni di risarcimento” (leggi)

Fnsi
Processo Maniaci, il giudice autorizza le riprese durante le udienze (leggi)

Unci
Riprese consentite in aula al processo Maniàci (leggi)

Fnsi
Askanews, l’assemblea dei giornalisti: «Preoccupati per lo stato delle trattative sulla Cassa integrazione» (leggi)

Unci
Estorsione nei confronti di giornalisti (leggi)

Agrigentoweb
Giornalisti: pubblicisti non pagati, Gip “indagare per estorsione” (leggi)

Fnsi
Agrigento, aspiranti pubblicisti non pagati: Gip dispone di indagare per estorsione editore e direttore di un giornale online (leggi)

Gazzetta di Reggio
Tizian: «Torello? Sono certo che i magistrati faranno luce» (leggi)

Newslinet.it
Informazione. Cassazione: solo giornalista può condurre i notiziari radio (leggi)

La Repubblica
Corriere Laziale, truffa per ottenere fondi editoria: ora in 5 rischiano il processo (leggi)

FrancoAbruzzo
Agenzia stampa Area: stipendi non pagati. L’assemblea di redazione affida un pacchetto di tre giorni di sciopero al fiduciario a partire dal 30 settembre (leggi)

TusciaWeb
“Giornalisti e magistrati, iniziamo a confrontarci…” (leggi)

Faro di Roma
Il documento falso su Emanuela Orlandi. Tornielli: “un punto di svolta (o di non ritorno) per il giornalismo del nostro Paese” (leggi)

Corriere di Bologna
Comunicato dell’assemblea dei giornalisti (leggi)

Frosinonetoday
Arce, bufera sulla XV Comunità Montana. La Spilabotte fa le interrogazioni e Quadrini la querela (leggi)

Il Tirreno
Sindaco e cittadini rifiutano la diretta tv con Del Debbio (leggi)

Giornale di Monza
Sfida a distanza tra sindaco e Tarantula (leggi)

fattoquotidiano.it
“Beha emarginato dalla Rai”: 180 mila euro ai suoi eredi (leggi)

Minacce giornalista Giovanni Le Rose
Il Crotonese
Minacciato di morte giornalista de il Crotonese, corrispondente da Strongoli (leggi)

Odg
Minacce a Giovanni Lerose: la solidarietà dell’Ordine nazionale (leggi)

Fnsi
Minacce di morte a collaboratore del ‘Crotonese’, la solidarietà di Fnsi e Sindacato giornalisti Calabria (leggi)

Gazzetta del Sud
Minacce a un giornalista nel crotonese (leggi)

Il Crotonese
Minacciato di morte giornalista de il Crotonese, corrispondente da Strongoli (leggi)

Il Dispaccio
“Sei un uomo morto”: minacciato giornalista de “Il Crotonese” (leggi)

La Provincia crotonese
«Giornalista di m… sei un uomo morto, finirai nella discarica con tutto il comitato»: lettera di minacce a un cronista del Crotonese (leggi)

Giornalistitalia
Minacce ad un corrispondente del Crotonese (leggi)

Cn24tv
Solidarietà del sindaco Pugliese al giornalista minacciato di morte (leggi)

Il Dispaccio
Cronista de “Il Crotonese” minacciato, Bianchi: “Atto non rimanga impunito” (leggi)

Il Dispaccio
Impianto di Strongoli (Kr), Parentela (M5S) esprime solidarietà al giornalista Le Rose (leggi)

Crotone24News
Minacce al giornalista Le Rose, la solidarietà del Comitato di Strongoli (leggi)

La Provincia Crotonese
Giornalista minacciato di morte: incontro con prefetto e Forze dell’ordine. Solidarietà da Cgil, Cisl e Uil: «Noi stiamo con Gianni Le Rose» (leggi)

Omicidio Noemi-Chi l’ha visto?
La Repubblica
L’autopsia in prima pagina: quando la cronaca diventa abuso (leggi)

Odg Puglia
Vicenda di Specchia: I giornalisti devono rispettare i doveri professionali sul coinvolgimento di minori. La deontologia non può cedere il passo all’emotività (leggi)

L’Eco del Sud
Noemi, lo stupro di Rimini e il giornalismo ‘disumano’ (leggi)

Il Giornale
Bufera su “Chi l’ha visto?”, i genitori di lui scoprono in diretta la confessione del figlio (leggi)

Blitzquotidiano
Noemi Durini, Fnsi e Usigrai contro Chi l’ha visto?: “Pessimo giornalismo. Sciarelli chieda scusa” (leggi)

Corriere del Mezzogiorno
Noemi, i media e le regole disattese (leggi)

Il Sussidiario
SPILLO/ La “pornografia del male” e le intercettazioni: la porta stretta dei “grandi” giornali (leggi)

Il Dubbio
L’uccisione di Noemi e la tv (e il giornalismo) senza pietà (leggi)

Polemica Grillo
Odg
OdG su Grillo: insulti non fanno onore a chi sostiene di voler moralizzare la politica (leggi)

Odg Sicilia
L’Ordine: Grillo offende i precari e incita alla violenza contro i giornalisti (leggi)

Fnsi
Grillo ai giornalisti: «Vi mangerei solo per vomitarvi». Lorusso: «L’ex comico non fa più ridere e allora insulta» (leggi)

LaPresse
Grillo, nervosismo politico. Perché vuol “vomitare” i giornalisti (leggi)

Il Manifesto
Grillo «rivomita» sui giornalisti i malumori interni del movimento (leggi)

Corriere.it
Grillo lascia Roma attaccando giornalisti: «Vergognatevi. Per voi dovrebbero fare assessore alle trappole». Sulla Sicilia non risponde (leggi)

Orticalab
Se Grillo vuole mangiare e vomitare i giornalisti può farlo, tanto l’Ordine non si scompone (leggi)

Avanti!
Scrive Mario Paolo Guidetti: Grillo e il dovere della verità (leggi)

Wired
Grillo mangia e vomita i giornalisti, cannibale di una generazione (leggi)

Lettera43
E così il Grillo parlante si trasformò nel Pescecane di Pinocchio (leggi)

Giornalettismo
Offese ai giornalisti, Mentana sfida Grillo: «Invece di sparare nel mucchio dica cosa non va» (leggi)

Lettera43
Caro Grillo, a vergognarsi non devono essere i cronisti da 10 euro a pezzo (leggi)

Memoria
AntimafiaDuemila
Ricordando De Mauro, giornalista scomparso e mai ritrovato (leggi)

Unci
L’Unci ha ricordato Mauro De Mauro (leggi)

Odg
Giancarlo Siani: festa in ricordo del giornalista ucciso dalla camorra (leggi)

dabitonto.com
A spasso con la Storia/Quel giornalista “abusivo” contro la camorra. Il 23 settembre 1985 veniva ucciso Giancarlo Siani (leggi)

Il Mattino
Giancarlo Siani, studenti gli augurano buon compleanno davanti al Mattino (leggi)

Libera Piemonte
Un Murales In Ricordo Di Mauro Rostagno, Giornalista Vittima Di Mafia (leggi)

Esteri
Fnsi
Turchia, i riflettori si sono di nuovo spenti sulla ‘più grande prigione per giornalisti al mondo’ (leggi)

Huffingtonpost
C’era una volta la Turchia, prigione del giornalismo anti-Erdogan (leggi)

AgenziaNova
Kosovo: associazione dei giornalisti condanna dichiarazioni del primo ministro Haradinaj sui media (leggi)

La Stampa
In India è caccia a giornalisti. La violenza dell’estremismo indù (leggi)

Obc
Kosovo: giornalismo, un mestiere rischioso (leggi)

Fnsi
Turchia, al via il processo a 31 giornalisti di Zaman accusati di terrorismo (leggi)

AntimafiaDuemila
Messico, ancora un giornalista ucciso (leggi)

Askanews
Azerbaigian, 9 anni per estorsione a giornalista opposizione (leggi)

Fnsi
Turchia, il tribunale rigetta il ricorso: restano in carcere sei giornalisti (leggi)

eastjournal.net
BIELORUSSIA: Gli ostacoli alla libertà di stampa nell’era postsovietica (leggi)

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Agenzie Stampa

Agi
Giornalisti: minacce ad un cronista del Crotonese, “stai attento”
Crotone, 20 set. – Una lettera di minacce e’ stata recapitata ad un cronista del giornale trisettimanale “il Crotonese”. Si tratta di Giovanni Lerose, corrispodente da Strongoli del periodico locale. Il cronista ha trovato nella buca delle lettere della sua abitazione una busta bianca, con il timbro postale del centro di smistamento di Lamezia Terme, contenente un biglietto scritto con il computer con un messaggio inequivocabile: “Giornalista di m… sei un uomo morto finirai nella discarica con tutto il comitato”; sullo stesso biglietto appare l’immagine fotocopiata di una bara condotta a spalla. La discarica di cui si fa menzione nella missiva e’ quella che una societa’ privata ha proposto di costruire nel territorio di Strongoli, trovando tuttavia l’avversione di cittadini, associazioni di categoria e, da ultimo, della stessa amministrazione comunale. Il no alla discarica che dovrebbe occuparsi del riciclo di rifiuti e’ stato portato avanti in particolare da un comitato cittadino. Appena rinvenuto il biglietto Lerose ha sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri di Strongoli che hanno avviato le indagini. Solidarieta’ al Giornalista e’ stata espressa dal deputato del Movimento cinquestelle Paolo Parentela. “Le minacce a Lerose ed ai componenti del comitato nato per contrastare la costruzione dell’impianto, sono un’ennesima prova di quanto la malavita organizzata sia interessata alle sorti della gestione dei rifiuti in Calabria” scrive Parentela. “La speranza e’ che i cittadini del comitato e Giovanni Le Rose non si facciano intimidire da questi vigliacchi e proseguano senza sosta la loro battaglia. La Calabria ha bisogno di esempi di coraggio e legalita’ per riscattarsi. Questa grave vicenda – conclude Parentela – getta altre ombre sulla bonta’ del progetto criticato dal comitato e dalle associazioni agricole, che si stanno battendo nel difendere a spada tratta il territorio di Strongoli”.

Ansa
Giornalisti: lettera con minacce morte a cronista Calabria Collaboratore ‘il Crotonese’, forse legate a vicenda discarica
STRONGOLI (CROTONE), 20 SET – Un collaboratore del trisettimanale “il Crotonese” e’ stato minacciato di morte con un messaggio recapitatogli per posta. “Giornalista di me… sei un uomo morto finirai nella discarica con tutto il comitato”: questo il testo del messaggio contenuto nella lettera anonima nella quale appare l’immagine fotocopiata di una bara condotta a spalla. Gli anonimi estensori della minaccia fanno presumibilmente riferimento alla vicenda di una discarica, contro la cui realizzazione si e’ pronunciata l’Amministrazione comunale, ma anche un comitato civico che nelle settimane scorse ha organizzato delle manifestazioni. Vicenda che e’ stata seguita nel suo evolversi dal cronista Giovanni Lerose che collabora da Strongoli. Contro l’intimidazione il Giornalista ha presentato denuncia ai carabinieri di Strongoli che hanno avviato le indagini.

Ansa
Cronista minacciato: solidarieta’ Fnsi e Ordine Calabria

CROTONE, 20 SET – Federazione nazionale della stampa italiana e Sindacato giornalisti della Calabria esprimono solidarieta’ a Giovanni Lerose, corrispondente da Strongoli del giornale trisettimanale “il Crotonese”, che oggi ha trovato nella buca delle lettere della sua abitazione una busta bianca contenente l’immagine di una bara condotta a spalla e un esplicito messaggio di minacce. “Bene ha fatto Lerose – commentano Fnsi e sindacato regionale – a rivolgersi subito alle autorita’ competenti per denunciare l’accaduto. Agli inquirenti chiediamo di individuare gli autori del vile gesto. A Giovanni Lerose diciamo invece di continuare a lavorare con tenacia per raccontare ai suoi concittadini cosa accade nel loro territorio. Non saranno le minacce ad imbavagliare il diritto di informare”.

Ansa
Intercettazioni: Orlando,entro fine mese pronto dl. Lo consegnero’ a Palazzo Chigi, non ci sara’ il riassunto

ROMA, 21 SET – “Entro fine mese credo che lo consegnero’ a Palazzo Chigi” per un’approvazione che potrebbe avvenire entro Natale. E’ la tempistica del ministro della Giustizia Andrea Orlando sul decreto intercettazioni. “Non ci sara’ il riassunto – dice il ministro a Corriere.it – per una ragione diversa da quanto detto con una campagna discutibile, il riassunto ci e’ stato contestato non dai giornalistiperche’ la Fnsi non si e’ presentata ma dai penalisti” sul diritto di difesa e “terremo in considerazione”.

Agi
Editoria: diffamazione,sequestrato e oscurato sito a web Siracusa

Siracusa, 21 set. – diffamazione aggravata e continuata. La Procura della Repubblica di Siracusa, nell’ambito di una indagine coordinata dal procuratore Francesco Paolo Giordano e diretta dal sostituto Margherita Brianese, ha disposto il sequestro preventivo del sito informativo www.ilponteweb.it. Il Gip, accogliendo la richiesta dei Pm, ha infatti disposto nei confronti del gestore del sito, la misura cautelare reale del sequestro preventivo. Alle indagini e al sequestro ha provveduto il Nucleo Investigativo Telematico della Procura, il quale ha oscurato e inibito a chiunque la connessione al sito mediante il provider di internet service.

Ansa
Diffamazione aggravata, Gip Siracusa oscura sito ilponteweb

SIRACUSA, 21 SET – Il gip del Tribunale di Siracusa Carmen Scapellato ha disposto il sequestro preventivo del sito web http://www.ilponteweb.it. Il Nucleo Investigativo Telematico della Procura della Repubblica di Siracusa ha oscurato e inibito a chiunque la connessione al sito mediante il provider di internet service. L’indagine, coordinata dal procuratore Capo Francesco Paolo Giordano e diretta dal sostituto Margherita Brianese, scaturisce da una serie di articoli per cui e’ stata ipotizzata la Diffamazione aggravata e continuata.

Ansa
Causa D’Alfonso-Mandara, ammesse prove e testimoni Prossima udienza il 20 dicembre, sentenza 29/5/2019

PESCARA, 18 SET – Il giudice del tribunale civile di Pescara, Marco Bortone, ha sciolto la riserva in merito all’ammissione delle prove documentali e testimoniali, nell’ambito della causa intentata dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, che ha chiesto un risarcimento di 150mila euro alla giornalista Lilli Mandara, per gli articoli e i commenti pubblicati sul blog Mapero’, in larga parte riguardanti i casi Maltauro e La City, e gli incarichi in Regione. Il giudice ha ammesso 3 capitoli di prova su 7, presentati dai legali di D’Alfonso e 7 capitoli di prova su 15, presentati dagli avvocati di Mandara. Inoltre ha fissato la prossima udienza al 20 dicembre, quando saranno ascoltati quattro testimoni, due per parte: una decina, nel complesso, i testimoni citati dalla giornalista, mentre il presidente della Regione ha un elenco decisamente piu’ lungo, che tuttavia si e’ impegnato a ridurre quando si tornera’ in aula. Gia’ stabilita anche la data della sentenza, che se non ci saranno intoppi arrivera’ il 29 maggio 2019.

Ansa
M5S: blog Grillo,giornalistidisonesti, regole come in Codice Si puo’ candidare solo chi indagato come atto dovuto o querela

ROMA, 16 SET – “Ieri su questo Blog sono state pubblicate le regole per la scelta del candidato premier del MoVimento 5 Stelle, l’unica forza politica che fa votare i propri iscritti in Rete e da’ la possibilita’ ai propri eletti, dalle circoscrizioni al Parlamento europeo, di correre per questa carica. Ma se vi aspettate che qualche giornale oggi lo abbia sottolineato o messo in risalto, rimarrete delusi. Leggerete pero’ ovunque e a titoli cubitali che ‘il MoVimento 5 Stelle candida gli indagati’. Questa naturalmente e’ una notizia falsa, perche’ le regole pubblicate ieri riprendono esattamente quanto e’ contenuto nel ‘Codice di Comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie’, votato dagli iscritti mesi fa”. Cosi’ il blog di Beppe Grillo polemizza con la stampa. “I giornalisti queste regole le conoscono bene – si legge nel post sul blog – ma in maniera disonesta preferiscono ignorarle e far passare, nei lettori e nei telespettatori, l’idea che il MoVimento abbia cambiato idea e addirittura aperto le braccia ai condannati. Quando invece e’ l’unica forza politica che i condannati li tiene fuori dalla porta, mentre gli altri li candidano senza problemi”. Chi e’ responsabile di un comportamento grave o non compatibile con i valori del MoVimento, si legge sul blog che cita il Codice di Comportamento, “viene sospeso ancor prima che arrivi un avviso di garanzia o una sentenza, e questo lo rende automaticamente incandidabile. Possono candidarsi coloro che hanno ricevuto un avviso di garanzia come atto dovuto, nell’esercizio delle proprie funzioni, o perche’ raggiunti da una denuncia di un avversario politico. Se cosi’ non fosse avremmo portavoce, sindaci, consiglieri con le mani legate e la bocca chiuse, costretti a scegliere tra la possibilita’ di denunciare le porcate che accadono in Parlamento e sui territori o quella di censurarsi per evitare una denuncia e potersi candidare. E a qualsiasi partito basterebbe querelare tutti i portavoce del MoVimento 5 Stelle per farli fuori politicamente”.

Agi/Vista
M5S: Grillo contro i giornalisti, “vi mangerei per vomitarvi”

Roma, 19 set. – “Questo e’ sequestro di persona, vi mangerei tutti solo per il gusto di vomitarvi. Voi siete i principi del pettegolezzo, non vi vergognate?”. Beppe Grillo torna ad attaccare i giornalisti che lo attendono sotto l’Hotel Forum di Roma. “Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate o no? – ha detto Grillo rivolto a telecamere e taccuini prima di entrare in auto – O perche’ fate il vostro lavoro per 10 euro a pezzo? Un po’ di amor proprio per questa terra, per questa citta’, l’avete o no? Oppure non vi riguarda? Non avete neanche un minimo di responsabilita'”, ha concluso il leader M5S prima di lasciare la Capitale.

Agi
M5S: Lorusso (Fnsi), Grillo provoca nausea anche a digiuno

Roma, 19 set. – “Parafrasando i suoi deliri, si puo’ tranquillamente affermare che lui provoca nausea anche a digiuno”. Cosi’ Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi, replica a Beppe Grillo dopo che questi parlando oggi dei giornalisti che erano all’esterno dell’Hotel Forum, a Roma, dove lui si trovava ha detto “Questo e’ sequestro di persona, vi mangerei tutti solo per il gusto di vomitarvi. Voi siete i principi del pettegolezzo, non vi vergognate?”. Secondo Lorusso, il fondatore del Movimento Cinque Stelle “non riuscendo piu’ a far ridere nessuno, passa direttamente all’insulto. La sua avversione a qualsiasi forma di contraddittorio e di confronto e’ nota da tempo e non spaventa piu’ nessuno. In democrazia l’informazione deve fare il proprio dovere: se ne faccia una ragione”.

LaPresse
LA NOTA Grillo e la stampa: va bene se non è libera di Riccardo Bormioli

Roma, 19 set. – Che Beppe Grillo e il Movimento Cinquestelle non abbiano mai amato la stampa è cosa nota, soprattutto quando i giornali raccontano quelle divisioni interne che il fondatore ha sempre negato e cercato in tutti i modi di coprire. Arrivare però a dire ai giornalisti che lo aspettavano davanti all’Hotel Forum di Roma, “vi mangerei per il solo gusto di vomitarvi”, è qualcosa che ha poco a che fare con la lotta politica e con la stessa democrazia di cui tanto parla, in qualche caso a sproposito, il comico genovese. E’ uno stato d’animo che va ricollegato all’evidente nervosismo di una leadership che non riesce a spendere politicamente il patrimonio di voti che pure si è conquistata in questi ultimi anni.A cominciare dal caso Roma, pure citato ieri dal leader, dove Grillo a dispetto dei disastri combinati dalla giunta capitolina ha preferito fare quadrato intorno a Virginia Raggi per non marcare un fallimento che era ed è sotto gli occhi di tutti. Con il risultato di aprire lo scontro dentro il Movimento tra il gruppo di Di Maio e quello di Di Battista e la Lombardi. Scontro che non è mai stato ricomposto e che rischia di travolgere tutto e tutti. Il problema sta nel fatto che gli ultimi mesi hanno dimostrato che Beppe Grillo non è più in grado di unire intorno ad un progetto il movimento; semmai è più abile a dividere e, quando la situazione rischia di precipitare, usa il sistema tipico dei padri-padroni: decide e ordina. Un sistema che poteva andare bene quando i Cinquestelle muovevano i primi passi nell’agone politico, ma che oggi mostra la corda in un movimento fatto di correnti e sottocorrenti.Così è successo per la Sicilia e per la scelta del candidato premier dove per Di Maio è stata apparecchiata una consultazione tra gli iscritti dal risultato ampiamente previsto nonostante i tanti dubbi che assalgono militanti e dirigenti. Uscito sconfitto dalle ultime amministrative, Grillo sente vacillare il suo stesso ruolo di “santone” del Movimento soprattutto se, come avvertono gli ultimi sondaggi, in Sicilia dovesse prevalere il candidato del centrodestra. Quella Sicilia che dovrebbe essere il trampolino di lancio verso il governo del paese, parole dello stesso Grillo, rischierebbe così di diventare la tomba di tutte le speranze a Cinquestelle. Accerchiato com’è dalla politica nazionale e da alcune frange del suo stesso Movimento, il comico genovese evidentemente non sa più su cosa puntare: sceglie un candidato premier e spera che la cosa vada bene a tutti. Non è così, visto che già si vocifera di contrasti anche con la casa madre della Casaleggio Associati. Quanto alla legge elettorale, che non si riformerà mai, taglierà fuori i Cinquestelle da ogni possibile accordo di governo quando il voto degli italiani certificherà che nessuno dei contendenti avrà i numeri per governare. L’unica speranza per Grillo potrebbe essere un’alleanza con la Lega, un’alleanza di opposizione se, come sostengono tutti, il prossimo governo non potrà essere che un esecutivo delle larghe intese.Ce n’è dunque per essere nervosi. ‘Vomitare i giornalisti’ segnala però un fastidio e un disprezzo per chi denuncia i tuoi errori e i tuoi limiti che appartiene più alla setta che alla politica che dovrebbe essere fatta di chiarezza e trasparenza. A Grillo non piace che si vada a guardare nel suo santuario; gli andava e gli va bene quando i giornali vanno a ficcanasare in casa d’altri. Se è questa la democrazia che ha in testa Grillo, il paese ha di che preoccuparsi. I Cinquestelle hanno avuto il merito di denunciare con forza alcuni mali del nostro sistema ma c’è da chiedersi se le cure che sembra di intuire dietro i nervosismi e le offese pronunciate da Grillo non risultino anche peggiori. Soprattutto se si minaccia uno dei fondamenti della nostra Costituzione.

Agi
M5S: Ordine Giornalisti,ancor piu’ grave insulto Grillo a precari

Roma, 20 set. – “I continui insulti” da parte di Beppe Grillo ai Giornalisti “non fanno onore a chi afferma di voler moralizzare la politica”. E “il fatto che questi ‘apprezzamenti’ cosi’ offensivi siano stati rivolti anche ai nostri precari costituisce un’aggravante”. Lo dice l’Ordine nazionale dei Giornalisti, che “suo malgrado – dice in un comunicato – e’ costretto a commentare le gravi e vergognose dichiarazioni di Beppe Grillo”, riferendosi a quanto avvenuto ieri mattina a Roma. Il leader di M5S, attorniato dai cronisti all’uscita dell’hotel Forum, aveva dichiarato – rivolto agli stessi – “questo e’ sequestro di persona, vi mangerei tutti solo per il gusto di vomitarvi. Voi siete i principi del pettegolezzo, non vi vergognate?”. Una prima, forte replica, era arrivata ieri pomeriggio dalla Fnsi con il segretario Raffaele Lorusso, il quale riferendosi a Grillo aveva detto “parafrasando i suoi deliri, si puo’ tranquillamente affermare che lui provoca nausea anche a digiuno”. Oggi la replica dell’Odg: “L’aggressione verbale nei confronti di un’intera categoria impone a chi la rappresenta di puntualizzare alcuni aspetti che, probabilmente, sfuggono al leader di una delle piu’ importanti forze politiche del nostro Paese. I Giornalisti non svolgono la loro attivita’ nel modo sbandierato da Grillo con frasi banalmente propagandistiche e offensive. I Giornalisti si limitano a riportare i fatti, rispondono a un codice deontologico e informano correttamente l’opinione pubblica”. Per l’Ordine dei Giornalisti, il leader del Movimento 5 Stelle “e’ riuscito a toccare livelli di maleducazione difficilmente ipotizzabili. Il futuro ci dira’ se e’ vero o no che non c’e’ limite al peggio”.

Ansa
Odg Lazio, Grillo non fa ridere ma preoccupa

ROMA, 19 SET – “Dal leader Cinquestelle una battuta-insulto che ancora una volta non fa ridere, ma ci preoccupa. A Grillo, come a tutti i politici che lo dimenticano, bisogna ancora una volta ricordare che l’informazione ed i suoi operatori rappresentano un puntello del sistema democratico a difesa dei cittadini”. Cosi’ la presidente e la segretaria dell’Ordine del Lazio Paola Spadari e Silvia Resta a commento del nuovo attacco del leader pentastellato ai giornalisti.

AdnKronos
M5S: Ordine Giornalisti Sicilia, da Grillo intollerabile incitamento a violenza

Palermo, 20 set. – “Lasciamo stare gli insulti, le invettive reiterate e ormai anche un po’ noiose, le frasi dispregiative soprattutto nei confronti dei colleghi precari, che rientrano purtroppo nello stile del personaggio Beppe Grillo e che qualificano lui e non i giornalisti che offende. Ciò che appare intollerabile, pur nel massimo rispetto per le iniziative e le opinioni espresse dal Movimento 5 Stelle, è l’evidente incapacità di rinunciare a un linguaggio che, anche non volendolo, fa concessioni a violenze verbali che possono essere interpretate come inviti al ricorso alle vie di fatto contro i cronisti”. Lo sostiene in una nota l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, commentando quanto affermato ieri nel blog di Beppe Grillo, con riferimento alle notizie sulla decisione del tribunale di Palermo sul caso Cancelleri-Giulivi. “Quando si afferma – prosegue la nota – che ‘l’atteggiamento di una certa stampa è deplorevole e violento’ e che i giornalisti ‘usano le loro penne come dei manganelli e pretendono che i cittadini e il Movimento 5 Stelle, che è al loro fianco, se ne stiano fermi e immobili, senza batter ciglio’, si usano espressioni che strizzano l’occhio a comportamenti intolleranti e violenti. Questa – conclude la nota – non è una difesa corporativa: sosteniamo anzi, in nome della libertà di pensiero e di opinione, che tutti, in primis gli organi di informazione, possano essere criticati, anche aspramente. Ma questo senza che mai si facciano riferimenti che potrebbero essere fraintesi da chi alla violenza è avvezzo”.

Ansa
Mondo di mezzo: Chiocci, allibito, mai informato Carminati

ROMA, 19 SET – “Sono allibito ed enormemente sorpreso dalla decisione della procura di Pignatone che evidentemente non ha ritenuto sufficienti le dettagliate spiegazioni da me rese a verbale il 6 luglio 2015. Ribadisco, una volta di piu’, di non aver mai riferito notizie di indagini a Massimo Carminati”. Lo afferma in una nota il direttore de “Il Tempo”, Gian Marco Chiocci, accusato dai magistrati di Roma di favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sul “Mondo di mezzo”. Il giornalista spiega che le indagini della Procura erano “note allo stesso Carminati (come emerso ripetutamente al processo e come mi disse lo stesso Carminati allorche’ provai invano a intervistarlo) e a tantissimi giornalisti che di Carminati e dei dettagli segretissimi delle indagini di Mafia Capitale scrissero in tempi non sospetti, a piu’ riprese, in articoli e libri, essendo evidentemente la notizia di dominio pubblico nel mondo della cronaca giudiziaria.

AdnKronos
Mafia Capitale: Chiocci, vogliono processarmi per avere fatto il cronista. Il direttore del ‘Tempo’ rischia processo per favoreggiamento – Il reato? aver cercato Carminati per un’intervista

Roma, 20 set.- “Vogliono processarmi per avere fatto il ronista”. Lo dice il direttore del ‘Tempo’, Gian Marco Chiocci, che secondo i pm avrebbe avvertito Massimo Carminati delle indagini a suo carico. La procura ha chiuso le indagini di uno stralcio di Mafia Capitale e ora il gip stabilirà se rinviarlo a giudizio. “Il reato? Aver cercato Carminati per un’intervista”, dice Chiocci intervistato da ‘il Giornale’. “Sono malato per le notizie – spiega Chiocci – ho fatto solo il cronista dimenticandomi del mio ruolo di direttore. Ho cercato di intervistare colui che qualsiasi collega avrebbe voluto incontrare per un’intervista-scoop. Grazie ai buoni uffici dell’avvocato Ippolita Naso, vecchia amica, ho incontrato il cattivo per antonomasia. Fu un soliloquio di Carminati. Mi prese il telefono e lo posò lontano perché, esordì, sapeva di avere alle calcagna carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti segreti, Rambo e Robocop”.

AdnKronos
Mafia Capitale: Chiocci, vogliono processarmi per avere fatto il cronista

Chiocci, nell’intervista a ‘il Giornale’, dice ancora: “a differenza dei colleghi che avevano notizie di prima mano – a rileggerli dopo, certi articoli sono curiosamente profetici e precisi – non sapevo niente di questa indagine, se non ciò che leggevo su altre testate. Siccome a scrivere erano colleghi sempre ben informati, bisognava essere un coglione per non arrivare a capire che qualcosa bolliva in pentola su Carminati, ma io non ci avevo mai parlato prima. Ecco perché quando mi dicono che l’ho facilitato sorrido. Se qualcuno gli ha fatto capire che c’era un’indagine in corso, quello non sono io”. L’accusa ipotizzata dai pm è favoreggiamento tramite Buzzi. Al che Chiocci osserva: “Incontrai Buzzi, per caso, sotto il giornale. Tempo prima me lo aveva portato in redazione Alemanno, raccomandandomelo come persona per bene, anche se di sinistra. Mi disse che aveva una storia da raccontare, affidai la pratica alla mia bravissima Valeria Di Corrado che, come emerge dalle intercettazioni, svolse impeccabilmente il suo lavoro trovando riscontri, come le avevo chiesto, alla soffiata di Buzzi su presunte malefatte di un centro Cara. Quando lo incontrai di nuovo, era molto interessato a una serie di articoli dell’Espresso su Carminati. Mi chiese se ne sapevo qualcosa, se ero a conoscenza di indagini. Risposi che leggevo i giornali, come lui, e che qualche domanda me la facevo”. Chiocci lamenta di essere stato “intercettato come il peggior criminale del pianeta per trovare le fonti dei miei scoop. Sarei stato un coglione – ora lo dico io – a divulgare un’informazione che nemmeno conoscevo a persone che avrei dovuto sapere (e non sapevo) essere sotto intercettazione. Non l’ho fatto”.

AskaNews
Sicilia, OdG: no ricatti nei confronti di aspiranti pubblicisti. Indagine su un editore della provincia di Agrigento

Palermo, 20 set. – “Dopo che a Catania un editore era stato condannato a 3 anni e 4 mesi per avere ricattato una collaboratrice, costringendola a rinunciare ai compensi per ottenere i documenti necessari a iscriversi all’albo dei giornalisti, un altro giudice, stavolta ad Agrigento, decide di verificare se alcune pratiche non siano state truccate, con l’imposizione di un analogo ricatto ai danni degli aspiranti pubblicisti”. Lo afferma in una nota l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, a commento della decisione del Gip del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, che ha respinto la richiesta di archiviazione e ordinato alla Procura di contestare l’ipotesi di estorsione all’editore e al direttore di una testata giornalistica online di Cammarata, accusati di avere costretto i collaboratori a simulare di avere ricevuto i compensi che è necessario dichiarare per potersi iscrivere all’elenco dei pubblicisti. L’Ordine di Sicilia, attraverso l’avvocato Calogero Noto Millefiori, ha ottenuto pure che il giudice disponesse una serie di nuove indagini: dovranno essere così sentiti i collaboratori – alcuni dei quali avevano ammesso di aver dovuto restituire le somme a loro apparentemente versate – e svolte indagini bancarie sui conti e sugli assegni: contestualmente dovrà essere verificato se le rinunce ai pagamenti fossero dovute a “velate minacce” e se non sia stata commessa una truffa ai danni dell’Ordine.

Italpress
Processo Maniàci: Si alle telecamere, Unci “Apprezziamo revoca”

Palermo – Il tribunale di Palermo ha autorizzato le registrazioni audio e video delle udienze del processo che vede imputato il giornalista di Telejato, Giuseppe Maniaci, accusato di estorsione insieme con altre dieci persone. L’accusa e’ rappresentata dai sostituti Amelia Luise, Francesco Del Bene, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia. Il Gruppo siciliano dell’Unci esprime apprezzamento per la decisione che ha revocato la precedente ordinanza di non consentire l’accesso in aula alle telecamere per documentare il dibattimento. Per i legali del giornalista, Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, “Pino Maniaci ha il diritto di difendersi e di tutelare la propria immagine in un processo puntualmente documentato dai mezzi di informazione. Allo stesso tempo l’opinione pubblica ha il diritto di poter seguire tutte le fasi di un processo di evidente interesse sociale, un caso che ha piu’ volte trovato spazio sulle prime pagine dei giornali e nei titoli di apertura dei principali telegiornali”.

Ansa
Giornalisti: a Napoli e Roma il ricordo di Giancarlo Siani Doppio appuntamento per VI edizione

ROMA, 18 SET – In occasione di quello che sarebbe stato il suo 58 compleanno, sara’ organizzata domani 19 settembre una vera e propria festa in ricordo di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra. Gli studenti napoletani contro la camorra e Agisco organizzeranno in contemporanea a Napoli e Roma due eventi aperti alla cittadinanza in due luoghi simbolo: A Roma l’appuntamento e’ alle 16.30 nella sala del consiglio dell’Ordine nazionale dei Giornalisti di via Sommacampagna 19; a Napoli, stesso orario, il consueto appuntamento e’ davanti alla redazione de “Il Mattino”, subito fuori la Galleria Vittoria. Sara’ una vera e propria festa perche’ Giancarlo continua a vivere e continua ad essere d’esempio per tutti coloro i quali credono nella verita’ e nella legalita’, come sottolineato dallo slogan dell’evento “non muore mai chi si batte per la verita'”. All’appuntamento hanno confermato tra gli altri la loro partecipazione il fratello del giornalista ucciso, Paolo Siani, il presidente dell’ordine nazionale dei Giornalisti Nicola Marini, e il segretario nazionale Paolo Pirovano, che si uniranno ai volontari di Agisco e di Studenti Contro la camorra ed a quanti vorranno festeggiare Giancarlo.

Sindacato Cronisti Romani
Diffamazione, 25 anni di riforme abortite. Un intervento di Romano Bartoloni (Segretario Scr)
Parlamentari e politici sono e saranno in campagna elettorale nei prossimi mesi e non hanno tempo da perdere per legiferare.
Se rischiano di rimanere lettera morta in questo finale di XVII legislatura quasi un centinaio di ddl paralizzati in mezzo al guado fra Camera e Senato, e alcuni clamorosi quanto scomodi come quelli sui vitalizi degli onorevoli, sullo “ius soli”, sul processo penale (dentro la censura sulle intercettazioni), sul testamento biologico e sulla propaganda fascista, il record dell’eterna incompiuta spetta alla riforma della diffamazione a mezzo stampa. Da 3 anni esatti marcia a passo di gambero in commissione giustizia al Senato, tradendo un paralizzante vizio liberticida, che, in 25 anni di tentativi e di legislature bruciate una dopo l’altra, ha impedito di cambiare le regole della legge sulla stampa del 1948 che, benché vecchie e marcite, appaiono meno pericolose delle tante velleità di aggiustamenti rincorse finora. Dopo gli annosi balletti fra i due rami del Parlamento, l’ultima versione (varata alla Camera nel giugno 2015) rivela come sia cervellotico per il potere trovare un compromesso fra il bastone e la carota sulla pelle dei cronisti, fra la voglia di bavagli e il diritto del cittadino a conoscere i fatti senza veli ed ad essere informato compiutamente.
Dietro lo specchietto per le allodole dell’abolizione del carcere (peraltro sempre stato un bau bau) spuntano spinosi lacci e laccioli, maximulte salate e ricattatorie, e rettifiche a monologhi. Una prospettiva che Rodotà giudicò senza mezzi termini “pericolosa non solo per l’informazione, ma per la stessa democrazia”. Un giudizio calzante verso legislatori che ignorano o fingono di ignorare la potenza intimidatoria delle querele temerarie e pretestuose con richieste esorbitanti di risarcimento danni, cercando di ridurre a livelli risibili (1.000/10.000 euro) l’indennizzo al giornalista trascinato in cause infondate (il 90% del totale) a fronteggiare pretese milionarie.
Nel corso di questi primi due decenni del 2000, la tela di Penelope della riforma si è fatta e disfatta in Parlamento innumerevoli volte innanzitutto per la discordia parlamentare, ma anche per la sempre più accanita reazione dei giornalisti con alla testa i cronisti, i primi ad allarmare la categoria e il sindacato. Ma un ruolo determinante l’hanno avuto la Corte europea e la Cassazione emanando documenti e sentenze inequivocabili sulla libertà di stampa e sul diritto di cronaca. Così si bocciarono, si arenarono, naufragarono e si dispersero negli andirivieni fra i rami parlamentari progetti pseudo riformisti: alla Camera febbraio 2001; Anedda maggio 2002 lungo la strada; giù al Senato ottobre 2004; oppure finiti nel nulla o mai discussi come nel dicembre 2008, nel febbraio 2009, nel luglio e nell’ottobre 2012 senza contare i tanti ddl presentati e messi in frigorifero.
Un pluriennale dibattito tra i cronisti ha fornito nel tempo tre indicazioni di base per una riforma non marchiata dal potere: la rettifica commentata per scongiurare le bugie grossolane; il risarcimento equo ai giornalisti per le querele temerarie (prendendo spunto dalla lite temeraria già prevista dai codici); privacy quasi zero per amministratori pubblici di ogni livello per ragioni sociali, etiche e di trasparenza politica.
Senza una riforma a regola d’arte, continueranno, comunque, a restare in piedi norme oppressive ispirate al codice fascista Rocco e che strangolano il lavoro dei giornalisti. Prove inquietanti sono fornite da “Ossigeno per l’informazione” con il suo Osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia. Nel 2015, la legge sulla diffamazione, che il Parlamento non corregge, ha leso e colpito duro il diritto di cronaca: 103 anni di galera ai giornalisti; 5.125 querele infondate (quasi il 90%); 911 citazioni per risarcimento; 45,6 milioni di euro di richieste di danni; 54 milioni si euro di spese legale; 2 anni e mezzo per essere prosciolti; 6 anni per la sentenza  di primo grado. Ed ecco cosa accade, secondo “Ossigeno per l’informazione”, ai cronisti senza peli sulla lingua: 30 vivono sotto scorta; 3.000 hanno denunciato minacce; 30.000 hanno subito intimidazioni (il 40% con querele pretestuose).

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