Libertà d'informazione

La rassegna stampa di Ossigeno – 2-8 settembre 2017

Articoli della settimana sulla libertà di espressione, il diritto all’informazione, fake news, diffamazione e intimidazioni ai giornalisti

Carta stampata

Il Manifesto
Dimitri Bettoni, La giornalista e scrittrice turca non potrà ritirare il premio Remarque, 2 settembre 2017, p.11

La Repubblica Roma
Laura Mari, Regole anti-cronisti. La ministra Madia frena il Campidoglio, 3 settembre 2017, IV.

Il Fatto Quotidiano
Vincenzo Iurillo, Gino Paoli e il sisma: colpa dei cronisti, 2 settembre 2017

Il Fatto Quotidiano
Cronista, 200 giorni in carcere, 2 settembre 2017

Libero
Filippo Facci, L’Imam che minaccia i giornalisti, 4 settembre 2017, p.4

Libero
Filippo Facci, Un velo pietoso, 5 settembre 2017, p.1

La Repubblica
Piero Ricci, Intervista con il velo, minacce alla giornalista, 5 settembre 2017, p.15

Il Dubbio
Tre giornaliste minacciate di stupro, 5 settembre 2017, p. 9

Sole 24 Ore
Andrea A. Moramarco, Diffamazione, reato solo se l’offeso è individuabile, 7 settembre 2017

ePolis Bari
Giornalista minacciata. Solidarietà Assostampa, 5 settembre 2017, p. 9

La Verità
Fabio Amendolara, “Incontri inventati”. La spy story molisana è un boomerang per il governatore, 7 settembre 2017, p.18

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Web

Il Dispaccio
La vita “protetta” di Michele Albanese: “La scorta? Ne risente l’uomo e il giornalista” (leggi)

Antimafiaduemila
Borrometi: ”Tutti sapevano, prevale l’omertà” (leggi)

Radio Articolo 1
Al fianco di Paolo Borrometi, giornalista “sotto scorta” (leggi)

RivieraOggi
Io comunico, tu comunichi, voi…comunicato (leggi)

Mediakey.tv
I media tradizionali non subiscono la minaccia delle fake news secondo l’Annual Survey di Ogilvy Media Influence (leggi)

La Pressa
La DC scrive all’Ordine dei Giornalisti: in ER siamo tacitati dalle redazioni dei quotidiani cartacei e on-line (leggi)

La Repubblica
Christian Raimo: “Certe trasmissioni sembrano il Ku Klux Klan”  (leggi)

Il Quotidiano di Salerno
GIORNALISMO: gli uffici stampa dei “non giornalisti”  (leggi)

Odg Puglia
Matrimonio Vip a Monopoli: Ordine e Assostampa, i giornalisti fanno solo il proprio dovere  (leggi)

Fnsi
Matera, il sindaco interrompe il rapporto di lavoro con l’addetta stampa. Il sindacato: «Decisione immotivata»  (leggi)

Giornalettismo.com
Niccolò Fabi frainteso da tutti, su facebook si sfoga contro i giornalisti acchiappa-click: «Chi ha detto che mi ritiro?»  (leggi)

Associazione Lombarda Giornalisti
NetMediaEurope, tre giorni di sciopero per il direttore licenziato (leggi)

fattoquotidiano.it
Giornalisti e non, la scuola di Enzo Baldoni (leggi)

La Legge per tutti
Settimanali scandalistici: quando rischiano la denuncia? (leggi)

Nòva – Sole24Ore
Come ottenere un risarcimento danni per diffamazione o lesione dell’onore e reputazione su Facebook? (leggi)

L’Indro
African Voices: l’Africa ha perso una voce (leggi)

Servizio Informazione Religiosa
Informazione: Paterniti (Tgr Rai), “serve una responsabilità critica. Mettiamo insieme i fatti, ma ragioniamoci sopra” (leggi)

Altalex
Diritto di critica sui social network e licenziamento ritorsivo (leggi)

Radio Radicale
“Processo al Fatto: Consip, Etruria e altri dettagli” (leggi)

NextQuotidiano
Le minacce per le false foto degli stupratori di Rimini (leggi)

Sole24Ore
L’odio degli indignati da fake news (leggi)

Itasportpress.it
Italia, la ripicca di Ventura: giornalisti fuori dal cancello di Coverciano (leggi)

pasteris.it
Vittorio Pasteris assolto dal reato di diffamazione nei confronti del presidente dell’Odg del Piemonte perché il fatto non costituisce reato (leggi)

MalgradoTutto
Quello che un buon giornalista non dovrebbe mai fare (leggi)

Lsdi
Storie di ordinario giornalismo (leggi)

Affaritaliani
Otranto, IX Festival Giornalisti del Mediterraneo: autentici “eroi civili” (leggi)

Il Giornale
Cantone indaga la Rai sul cachet d’oro di Fazio. E Vespa è ancora ai box (leggi)

Il Giornale
Ferrara, il Pd decide di querelare chi scrive “messaggi d’odio” su Fb (leggi)

Sole24Ore
Indennizzi per la violazione dei diritti umani, crollo delle multe all’Italia: da 77 a 16 milioni (leggi)

Genova24.it
Diffamazione, la Casa della Legalità di Genova risarcita dall’ex ministro Scajola (leggi)

Globalist
La stampa italiana è morta e l’opinione pubblica pure (leggi)

Fnsi
La rete: nuova agorà o nuova barbarie? (leggi)

Ansa
Giornalisti: al via a Otranto il Festival del Mediterraneo (leggi)

PalermoToday
Preso Morabito, boss della droga: Klaus Davi aveva tappezzato Palermo con le sue foto (leggi)

IsNews
Giornalismo molisano in crisi, la denuncia dell’Assostampa e l’impegno dei parlamentari (leggi)

Affaritaliani
‘Genitori Tarantini’ scrivono a Vincenzo Magistà – TeleNorba (leggi)

Radio Radicale
Processo al professor Giovanni Grasso, querelato dal Rettore dell’Univerità di Siena Angelo Riccaboni (leggi)

Caso Settegiorni
MilanoToday
Atti vandalici nella redazione di Settegiorni a Rho: insulti e minacce di morte per i giornalisti (leggi)

Fanpage
Vandali nella redazione del settimanale Settegiorni a Rho, minacce di morte ai giornalisti (leggi)

AskaNews
Garavaglia: solidarietà ai giornalisti di “Settegiorni” (leggi)

Il Nuovo Levante
Irruzione nella redazione di Settegiorni, solidarietà del Levante ai nostri colleghi (leggi)

Milanoonline
Minacce a ‘Settegiorni’, Del Gobbo: atto vile non riuscirà a intimorire i bravi giornalisti (leggi)

Caso Vellone
Il Meridio
Intimidazione al giornalista Bruno Vellone: la solidarietà dell’Amministrazione comunale di Fabrizia (leggi)

Il Dispaccio
Intimidazione giornalista Vellone: si esclude ipotesi mafiosa (leggi)

Il Vizzarro
Fabrizia, il giornalista Bruno Vellone sentito in Prefettura (leggi)

Caso Facci-Allam
Il Giornale
Io, vittima di una fatwa in tv. E l’imam libero di spargere odio (leggi)

Liberoquotidiano
Filippo Facci su Silvia Dipinto, l’inviata “velata” di Repubblica: “Capolavoro di servilismo verso l’islam” (leggi)

Liberoquotidiano
Sharif Lorenzini, l’imam che minaccia giornalisti e politici e che vuole “rieducare” Filippo Facci (leggi)

Casi Napoli-Tisia-Dipinto
La Repubblica
Giornalisti, insulti sessisti sul web dopo i servizi su Islam e xenofobia. Fnsi: “Denunciate” (leggi)

Fnsi
Insulti sessisti e razzisti a tre giornaliste, Fnsi: «Il web non è il luogo dell’impunità, denunciate le aggressioni» (leggi)

Nuovo Quotidiano di Puglia
Razzismo, attacco alla giornalista Tea Sisto: «Le auguro di non essere violentata» (leggi)

Brundisium.net
Libera Puglia sulle offese a Tea Sisto e a Don Zecca: “sanzionare subito insulti e minacce” (leggi)

Articolo21
Tre colleghe oggetto di insulti e minacce razziste sui social. Un’escalation preoccupante (leggi)

Borderline24
Bari, indossano il velo durante festa islamica: insulti e minacce ad assessore e giornalista (leggi)

Articolo21
Parole di odio contro Antonella Napoli di Articolo 21. La giornalista: “Ora basta, oblio non è soluzione. Bisogna denunciare” (leggi)

Il Gazzettino di Brindisi
Minacce sessiste alla giornalista Tea Sisto (leggi)

Baritoday
Indossa il velo islamico per un’intervista, giornalista insultata sul web. Odg e Assostampa: “Atto gravissimo, la rete non sia luogo dell’impunità” (leggi)

QuiMesagne.it
Minacce razziste alla collega Tea Sisto, la solidarietà di Toni Matarrelli (leggi)

Libera
Libera Puglia sulle offese ai danni della giornalista Tea Sisto e del parroco don Cosimo Zecca (leggi)

Tiscali Notizie
Intervista l’imam in moschea indossando il velo: travolta da insulti e minacce sul Facebook. L’Fnsi: l’impunità deve finire (leggi)

Titoli Libero e Il Tempo dopo morte bimba per malaria
Odg
Bimba uccisa dalla malaria: ODG e FNSI contro i titoli che violano la deontologia (leggi)

Fnsi
Bimba morta di malaria, i vertici di Cnog e Fnsi: «Alcuni titoli di giornali rievocano la “caccia all’untore”» (leggi)

Odg Lazio
Bimba morta per malaria, intervengono i vertici di Ordine e Sindacato (leggi)

L’Espresso
“Dopo la miseria le malattie”: shock in edicola. Giulietti: “Utile a far vincere i nuovi Trump” (leggi)

Secolo XIX
Malaria e xenofobia: ordine e sindacato giornalisti contro “Libero” e “Il Tempo” (leggi)

Huffingtonpost
“Dopo la miseria portano le malattia”, l’apertura di Libero sulla bambina morta di malaria “offende” il web (leggi)

Globalist
O Feltri o noi: il giornalismo scelga da che parte stare (leggi)

InformArezzo
LA REITERATA VIOLENZA SESSUALE perpetrata dai giornalisti e dai lettori dei giornalisti violenti (leggi)

Riforma.it
«Ma che brutto titolo»! Dirlo, però, non basta… (leggi)

Nurse24.it
Quel titolo di Libero che indigna il popolo degli infermieri (leggi)

Vita.it
Migrazioni: se il problema sono anche i giornalisti (leggi)

Regolamento comune di Roma
Agi.it
Ma la sindaca Raggi vuole davvero imbavagliare la stampa? (leggi)

Fnsi
Regolamento per l’accesso agli atti del Comune di Roma, Fnsi: «Incontro costruttivo, ci auguriamo che i nostri rilievi vengano accolti» (leggi)

La Repubblica
Regole anti-cronisti, la ministra Madia frena il Campidoglio (leggi)

Lineapress
La Raggi imbavaglia i giornalisti: possono danneggiare la nostra immagine  (leggi)

jobsnews.it
Accesso agli atti e diritto ad informare, la Fnsi avverte l’Amministrazione di Roma Capitale: “Inopportuno mettere sullo stesso piano organi di stampa e social network” (leggi)

RomaToday
Delibera-bavaglio, tutti contro il M5s. E i grillini a Monteverde dicono no all’articolo anti cronisti (leggi)

Radiosanremoweb
Comune, Maritato (FI): “No a regolamento bavaglio contro giornalisti” (leggi)

Terremoto Ischia
Il Mattino
Terremoto a Ischia, la difesa dei vip. Arbore: «Troppo allarmismo», Paoli: «Io denuncerei i giornalisti»  (leggi)

La Repubblica
Ischia contro la vignetta di Famiglia Cristiana: “Identifica Casamicciola con gli abusivi”  (leggi)

Valori.it
Il giornalismo “sciatto” fa male all’economia post sisma (leggi)

Informare
Ischia: i giornalisti, le iene, gli sciacalli e il comitato d’affari isolano (leggi)

De Luca – Sanità Campania
Fanpage
Sulla malasanità in Campania De Luca grida alle fake news. Ma rischia di farsi male  (leggi)

Il Mattino
Salma vicino al bagno, De Luca querela chi ha segnalato su Fb  (leggi)

Esteri
Internazionale
Il giornalista più odiato da Erdoğan  (leggi)

Il Manifesto
Asli Erdogan, la giornalista e scrittrice turca non potrà ritirare il premio Remarque  (leggi)

Occhi della guerra
La libertà di stampa vale soltanto quando i giornalisti non sono russi (leggi)

Giornalistitalia
Hebron, giornalista attacca l’Anp: arrestato  (leggi)

Agenzia Nova
Sudafrica: indagine indipendente, “società britannica Bell Pottinger cercò di depistare giornalisti”  (leggi)

Agenzia Nova
Medio Oriente: polizia Anp arresta giornalista per incitamento alla violenza  (leggi)

Ansa
Fake news, Estonia lascia fuori da riunioni Ue reporter russi  (leggi)

TgCom24
Turchia, Osservatorio libertà di stampa: 171 giornalisti in carcere (leggi)

Corriere del Ticino
Fondi dell’Azerbaigian per politici e giornalisti dell’Ue (leggi)

La Repubblica
India: uccisa da killer sotto casa la giornalista che si batteva contro caste e integralismo (leggi)

Il Fatto Quotidiano
India, uccisa la giornalista Gauri Lankesh: si batteva contro caste e nazionalisti indù (leggi)

Corriere della Sera
India, uccisa la giornalista che criticava i nazionalisti indù (leggi)

Corriere della Sera
Danimarca, il mistero della giornalista morta nel sottomarino L’inventore accusato si difende: «È stato un incidente» (leggi)

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Agenzie Stampa

Ansa
Giornalisti: Fnsi, gravi minacce sessiste a tre colleghe “Il web non e’ il luogo dell’impunita’, denunciare le aggressioni”
ROMA, 4 SET – “Il fenomeno delle minacce ai Giornalisti e degli insulti razzisti e sessisti alle giornaliste che ‘osano’ occuparsi dei temi dell’immigrazione e dei fenomeni di intolleranza e di razzismo sta assumendo dimensioni preoccupanti”. E’ quanto affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. “Siamo di fronte ad una escalation inarrestabile – sottolineano i vertici della Federazione nazionale della stampa – che nelle ultime ore ha fatto registrare altri tre casi. Tre colleghe, Antonella Napoli, Tea Sisto e Silvia Dipinto, diventate oggetto sui social di insulti e minacce razziste per aver stigmatizzato un manifesto dal contenuto chiaramente razzista di Forza Nuova o per aver intervistato l’imam di Bari, all’interno della moschea, indossando il velo esattamente come tutte le altre donne, comprese le rappresentanti delle istituzioni cittadine che hanno partecipato alla cerimonia religiosa”. Per Lorusso e Giulietti, “la solidarieta’ alle colleghe non basta. Occorre andare oltre e uscire una volta per tutte da un malinteso. Quello secondo il quale il web e i social sono i luoghi dell’impunita’. Si puo’ essere o no d’accordo sul contento di un articolo, il lavoro giornalistico e’ sicuramente criticabile, ma gli insulti, le minacce, il linguaggio sessista non hanno niente a che vedere con la liberta’ di manifestare il proprio pensiero, garantita dall’articolo 21 della Costituzione. Tutti gli episodi di intolleranza vanno denunciati nelle sedi competenti. L’auspicio e’ che siano sanzionati in tempi direttamente proporzionali alla velocita’ dei mezzi con cui vengono diffusi”.

9 Colonne
Insulti a giornaliste, Moretti (PD): Solidarietà ad Antonella Napoli
Roma, 4 set – “Tutta la mia solidarietà va alla giornalista Antonella Napoli, che per aver pubblicato un post antifascista su Facebook è stata oggetto dei peggiori insulti possibili, fino all’istigazione allo stupro nei suoi confronti. Fare i giornalisti di questi tempi è sempre più difficile. Fior di professionisti sono esposti al pubblico insulto da parte di persone convinte che l’offesa sul web non sia uguale all’offesa di persona. Ma è ancora più difficile essere donna e giornalista, perché spesso questi insulti portano a galla il più becero maschilismo e mettono in discussione il principio di rispetto della donna, che dovrebbe essere scontato in un Paese che si vuole definire civile. Di fronte a queste gogne digitali non bisogna stare muti, ma far sentire tutta la nostra vicinanza, la distanza tra vita reale e vita sui social è molto più breve di quello che si possa pensare”. Lo afferma Alessandra Moretti, consigliere regionale Partito Democratico Veneto.

Ansa
Minacce e vandalismo in redazione settimanale nel Milanese Direttore, se voleva essere intimidazione e’ stimolo a proseguire
MILANO, 3 SET – La redazione del settimanale locale “Settegiorni” di Rho (Milano) e’ stata oggetto la scorsa notte di un’incursione da parte di ignoti vandali, i quali hanno devastato gli uffici e scritto sulle pareti insulti e minacce. A renderlo noto e’ Angelo Baiguini, direttore del Gruppo Netweek, cui fa capo la testata, nonche’ consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti: “sono penetrati da una porta di sicurezza sul retro dell’edificio e hanno messo tutto sottosopra – ha spiegato – se voleva essere un’intimidazione in realta’ e’ uno stimolo a proseguire nel nostro lavoro”. Sui muri interni della redazione sono comparse scritte che augurano la morte ai Giornalisti e, a quanto riferito da Baiguini, e’ la terza volta in pochi mesi che il settimanale subisce atti vandalici del genere “il fatto che non abbiano rubato nulla fa nascere inquietanti interrogativi – ha proseguito – se abbiamo dato fastidio a qualcuno, negli ultimi tempi ci siamo occupati di ‘Ndrangheta e trafficanti di droga, non possiamo che essere soddisfatti del nostro lavoro”. Infine il direttore ha concluso “come consigliere nazionale dell’Ordine voglio sottolineare ancora una volta come sia difficile lavorare in periferia, dove si e’ piu’ esposti a minacce e ritorsioni, ma tutta la redazione sapra’ reagire anche di fronte a questa ennesima intimidazione”.

Agi
Editoria: devastata sede gruppo DMedia, solidarieta’ da Maroni
Milano, 1 set. – Nuove intimidazioni per il gruppo Dmedia, editore del settimanale ‘Settegiorni’ di Rho (Milano) che ha subito la terza incursione notturna da parte di vandali che hanno devastato i locali della redazione e imbrattato pareti e scrivanie con insulti di vario genere. Solidarieta’ arriva dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Nelle prossime settimane andro’ nella sede di DMedia per portare la solidarieta’ di tutta la Regione alla testata giornalistica milanese” ha detto, stamattina, il governatore lombardo a margine della conferenza stampa dopo Giunta.

Italpress
Editoria: Cecchetti solidairetà a redazione “Settegiorni” Milano
4 settembre -“Massima solidarieta’ a tutta la redazione di Settegiorni e al gruppo editoriale DMedia per l’ennesimo atto vandalico subito e le minacce ricevute. Questi fatti sono gravi perche’ puntano a intimidire i redattori e negar loro la liberta’ di dare notizie o di realizzare inchieste su tematiche calde, organizzazioni criminali e traffici illeciti. Occorre quindi un potenziamento della sorveglianza nei confronti della redazione che non puo’ continuare a subite incursioni notturne, peraltro fino a oggi rimaste impunite. Sono pero’ convinto, conoscendo e collaborando da anni con la redazione di Settegiorni, che i redattori non si faranno certo intimorire e continueranno, come hanno sempre fatto, a svolgere il loro lavoro e dare notizie in piena liberta'”. E’ quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) in merito agli atti di vandalismo avvenuti la scorsa notte nella sede rhodense del settimanale locale Settegiorni.

Ansa
Intimidazione a cronista in Calabria, tagliati pneumatici
VIBO VALENTIA, 2 SET – Seconda intimidazione in pochi mesi ai danni del giornalista del Quotidiano del Sud, Bruno Vellone, responsabile anche della testata online “Il redattore”. Ignoti hanno squarciato gli pneumatici della sua auto parcheggiata a Fabrizia, nelle Serre Vibonesi. Il giornalista ha scoperto il danneggiamento al suo ritorno alla vettura. E’ la seconda volta in 20 giorni che al giornalista vengono danneggiati gli pneumatici. La volta precedente era accaduto ad un’altra vettura in uso a Vellone ma di proprieta’ del fratello. Sull’accaduto hanno avviato indagini i carabinieri di Serra San Bruno.

Italpress
Ndrangheta: Davi tappezzò Palermo con foto Morabito in abiti femminili. Nelle foto i manifesti, che ritraggono il super latitante Rocco Morabito, con cui il giornalista Klaus Davi ha tappezzato la citta’ di Palermo
ROMA – Solo 15 giorni fa il giornalista Klaus Davi, in collaborazione con il pubblicitario Pasquale Diaferia, tappezzo’ la citta’ di Palermo con le foto del super latitante Rocco Morabito ritratto in abiti femminili. Il claim dello spot recitava “Rocco dove sei? Secondo i magistrati il travestimento tra i boss mafiosi e’ piu’ diffuso di quanto si pensi ed e’ uno stratagemma per scappare”. L’affissione aveva coinvolto diversi quartieri di Palermo tra cui lo Zen, la zona di Via d’Amelio, quella del Porto, le strade che costeggiano l’ingresso dell’autostrada e il Centro storico. Oltre allo stesso Morabito, al cui caso Davi ha dedicato numerosi documentari sul suo canale YouTube klauscondicio e per diversi network televisivi, nella campagna di affissioni erano presenti anche i travestimenti di Matteo Messina Denaro e Nicola Assisi. “Sapevo che qualcosa era nell’aria ma nulla di preciso – ha affermato Klaus Davi – Ero stato da poco ad Africo e avevo sentito dei discorsi nei bar di parenti di Rocco, ‘prima o poi lo prendono’ dicevano. Per questo ho deciso di pianificare i manifesti”.

Ansa
Giornalisti: Art.21, scorta mediatica contro odio sul web
ROMA, 4 SET – “Quello che scrive la nostra Antonella Napoli e’ la goccia che fa traboccare il vaso e dimostra, ancora una volta, che non e’ facendo finta di niente che si risolve il problema dell’hate speech”. E’ quanto afferma in una nota la presidente di Articolo 21, Barbara Scaramucci, esprimendo solidarieta’ alla giornalista, membro dell’ufficio di presidenza di Articolo 21, vittima di un’aggressione sul web per un commento antifascista culminata con l’istigazione allo stupro nei suoi confronti. “E’ tempo di difendersi con tutti i mezzi legali a nostra disposizione – prosegue Scaramucci – denuncia penale, denuncia alla polizia postale, utilizzo di legali per difendersi sul piano civile, denuncia mediatica e scorta per i colleghi piu’ esposti: difesa in modo martellante come lo sono gli odiatori del web, giorno per giorno, con tenacia, senza mai tralasciarne uno. Diffondere una diversa cultura delle tecnologie e della rete e’ indispensabile, iniziare a scuola questo tipo di formazione e’ ineludibile, tuttavia questi obiettivi richiedono anni di lavoro mentre il cyber bullismo e l’odio stanno trasformando la rete nel piu’ pericoloso strumento in mano alla delinquenza”. Per Scaramucci, “e’ tempo che, come in altri paesi, vedi l’Inghilterra, si colpiscano i colossi del web, cioe’ i padroni dei social, nel loro unico interesse, quello di guadagnare. Ma questo devono farlo i governi, i poteri istituzionali. Da parte nostra. denunce a raffica, quindi, e vicinanza visibile e concreta ai tantissimi che, come Antonella, hanno il solo torto di fare bene e correttamente il proprio mestiere!” conclude la presidente di Articolo 21.

Ansa
Giornalisti: Odg, solidarieta’ a colleghi ‘Settegiorni’ “Intimidazioni dai contorni fin troppo chiari”
ROMA, 4 SET – L’Ordine nazionale dei Giornalisti esprime in una nota “solidarieta’ ai colleghi del settimanale ‘Settegiorni’ di Rho, in provincia di Milano. E’ la terza volta infatti che in pochi mesi la redazione del giornale subisce atti vandalici da parte di ignoti che dopo essere entrati e avere devastato gli uffici hanno scritto insulti e minacce rivolte ai Giornalisti”. L’OdG nazionale “invita le forze di polizia ad aumentare la vigilanza e si augura che gli inquirenti accertino rapidamente i responsabili di incursioni dai contorni fin troppo chiari, che si inquadrano in una serie di intimidazioni a cui chi lavora in periferia e’ purtroppo abituato. Prendere come bersagli sedi e persone dell’informazione costituisce ormai una costante a cui non vogliamo abituarci. L’Ordine nazionale dei Giornalisti continuera’ a battersi – conclude la nota – e sara’ al fianco dei colleghi per consentire all’opinione pubblica di essere informata correttamente”.

Omniroma
Comune, Fnsi: Giunta Raggi vuole imbavagliare giornalisti
Roma, 04 SET – “Verità, trasparenza e pubblicità degli atti sono i pilastri della buona amministrazione. Il Movimento 5 Stelle si fa paladino di questi principi, ma soltanto quando ad amministrare sono gli altri. Per i propri amministratori deve invece valere la regola opposta: quella dell’opacità e dell’insabbiamento degli atti”. Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. “La bozza di regolamento che la sindaca Virginia Raggi e la giunta capitolina si apprestano a varare – proseguono – ne è un esempio lampante, oltre che pericoloso. In un sol colpo, infatti, la sindaca pensa, sbagliando, di poter impedire ai GIORNALISTI di accedere agli atti, e quindi di informare i cittadini sull’attività del Comune di Roma, ignorando principi costituzionali, trattati internazionali e leggi dello Stato. L’auspicio è che quelle norme bavaglio restino quello che sono, il sogno di mezza estate della sindaca e della sua giunta. In caso contrario, la Fnsi non esiterà ad agire in tutte le sedi considerata la palese violazione del diritto dei GIORNALISTI ad informare e dei cittadini ad essere informati”.

Ansa
‘Norma anti-cronisti a Roma’. Campidoglio, e’ fake news Madia-Pd-Fnsi attaccano. Assessora Marzano, capovolta la realta’ (di Paola Lo Mele)
ROMA, 2 SET – Nuove polemiche sull’amministrazione comunale di Roma a guida Virginia Raggi. Materia del contendere questa volta e’ una bozza di delibera che modifica l’attuale regolamento del 2003 sulla trasparenza amministrativa e che, secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica, intende limitare “la possibilita’ di accedere agli atti comunali da parte di giornalisti, consiglieri, assessori e presidenti dei 15 municipi”. “Si capovolge la realta’ dei fatti – smentisce il Campidoglio per voce dell’assessora alla Roma Semplice Flavia Marzano – e costituisce una vera e propria fake news l’affermazione relativa ad un presunto ‘bavaglio’ all’informazione”. In mattinata, dal Pd alla Fnsi sul Comune a 5 Stelle si abbatte una pioggia di critiche. “Nei mille giorni abbiamo approvato il Foia per attuare la massima trasparenza. M5S a Roma vuole nascondere le carte con un regolamento”, attacca per prima la ministra della pubblica amministrazione Marianna Madia, ricordando il via libera al Freedom of Information Act. Andrea Casu e Riccardo Corbucci, rispettivamente segretario e coordinatore della segreteria del Pd di Roma parlano di “delibera liberticida”. “Verita’, trasparenza e pubblicita’ degli atti sono i pilastri della buona amministrazione. Il Movimento 5 Stelle si fa paladino di questi principi, ma soltanto quando ad amministrare sono gli altri – rincarano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti -. Per i propri amministratori deve invece valere la regola opposta: quella dell’opacita’ e dell’insabbiamento degli atti”. Poi, riferendosi alla “bozza di regolamento” in questione, auspicano “che quelle norme bavaglio restino il sogno di mezza estate della sindaca e della sua giunta. In caso contrario, la Fnsi non esitera’ ad agire in tutte le sedi”. Nel primo pomeriggio interviene il Campidoglio, con l’assessora Marzano: “La proposta formulata dalla giunta capitolina introduce per la prima volta nella storia di Roma Capitale il diritto degli amministratori capitolini e municipali ad avere accesso diretto al sistema informatico di gestione documentale del Comune, in modo che possano acquisire senza l’intermediazione degli uffici ogni documento ritenuto utile. Una rivoluzione che non conosce precedenti. L’articolo di Repubblica – sostiene – cita in modo parziale e strumentale una disposizione inserita all’interno della proposta del nuovo regolamento e che riguarda il rapporto tra diritto di accesso generalizzato (cosi’ detto Foia) e organi di stampa e/o social media. E’ una disposizione che rappresenta la trasposizione pressoche’ integrale di quanto riportato nella recente circolare della Funzione Pubblica a firma della Ministra Madia e la cui finalita’ e’ esattamente opposta a quella riferita: responsabilizzare il personale capitolino rispetto alle richieste di accesso che provengano da organi di stampa”.

Ansa
‘Ndrangheta: giornalista, la scorta? Diminuite le mie fonti Albanese: ‘Per un cronista e’ questo il maggiore impedimento’
CATANZARO, 6 SET – “Per un giornalista l’impedimento maggiore di essere sotto scorta e’ il rapporto con le fonti, per una ragione legata alla mentalita’ dominante: quella di stare lontano dalle divise dei carabinieri e polizia. Le mie fonti si sono infatti assottigliate”. Lo ha detto il giornalista del Quotidiano del Sud e collaboratore dell’ANSA Michele Albanese, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Il cronista e’ sotto scorta dopo essere stato minacciato dalla ‘ndrangheta per lo scoop sull’inchino della Madonna delle Grazie sotto la casa del boss a Oppido Mamertina. “Prima di tutto – ha raccontato – e’ l’uomo che e’ sotto scorta” perche’ tutto questo porta inevitabilmente ad avere “difficolta’ in famiglia e nelle relazioni. E ovviamente il giornalista ne risente perche’ sei limitato, non puoi fare quello che facevi prima per ragioni di sicurezza. Eviti di fare tante cose. Cerco comunque di raccontare questa terra anche se in una posizione diversa. Pero’ lo voglio fare: l’unica ambizione che ho e’ ritornare a fare il mio lavoro da uomo e da giornalista libero per raccontare questa che e’ una terra stupenda ma abbruttita da poche persone che guardano all’arricchimento illecito e allo sfruttamento di ogni risorsa”. “Essere sotto scorta – ha proseguito Albanese – in alcuni momenti e’ inumano. Tu sei sotto scorta e la tua famiglia invece no. Per fortuna dico io, perche’ ci sono altri casi di persone che hanno sotto scorta anche la famiglia. Essere da soli sotto scorta da una parte e’ una fortuna ma dall’altra e’ un’inquietudine maggiore. Perche’ tu ti senti rassicurato dalla presenza degli agenti di polizia ma la tua famiglia no. E poi ci sono tantissime limitazioni. Tutto quello che facevo prima ora lo deve fare mia moglie. Ad esempio usciamo con due macchine diverse e i viaggi si fanno percorrendo strade differenti. Il concetto dell’unita’ della famiglia e’ assolutamente minato. E questo provoca una sofferenza maggiore”.

Ansa
Malaria: Odg Lazio, distanza da titoli Libero e Il Tempo
ROMA, 6 SET – “L’Ordine dei giornalisti del Lazio prende le distanze e stigmatizza titoli e articoli come quelli apparsi oggi su Il Tempo di Roma (“ecco la malaria degli immigrati”) e su Libero (“dopo la miseria portano le malattie”), espressioni che nulla hanno a che vedere con il giornalismo e con il racconto dei fatti, e che rischiano di avere un effetto di incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione razziale”. E’ quanto si legge in una nota della presidente dell’Odg del Lazio Paola Spadari e della segretaria Silvia Resta.

Ansa
Malaria: Fnsi, titoli giornali rievocano “caccia untore”
ROMA, 6 SET – “I titoli di prima pagina di Libero e de Il Tempo sulla tragica morte per malaria della bimba trentina rievocano certa “caccia all’untore” di manzoniana memoria e non fanno certo onore alla nostra professione di giornalisti. Il ricorso a titoli sensazionalistici e privi di riscontri oggettivi nei confronti di persone straniere, oltre a minare la credibilita’ dell’informazione, viola il testo unico dei doveri del giornalisti, in particolare in materia di diffusione di notizie sanitarie, ingenerando nell’opinione pubblica timori infondati”. Lo affermano, in una nota, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Nicola Marini, e il presidente e il segretario generale della Fnsi, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso. “Le generalizzazioni finalizzate ad incitare sentimenti di odio e di risentimento per motivi razziali – proseguono – contrastano, al di la’ dell’etica e delle regole professionali, con la missione primaria del giornalismo che deve saper costruire la fiducia dei lettori rispettando sempre la verita’ sostanziale dei fatti e la tutela delle personalita’ altrui. La liberta’ di espressione ed il rispetto dell’art. 21 della Costituzione non possono essere invocati per far passare messaggi di odio indiscriminato in una supposta interpretazione dei sentimenti dell’opinione pubblica che invece deve poter ricevere un’informazione corretta e scevra da suggestioni infondate”.

AdnKronos
Milano: Del Gobbo, atti vili non intimoriranno giornalisti Settegiorni
Milano 4 set. – Luca Del Gobbo esprime la sua solidarietà alla redazione di Settegiorni, settimanale con sede a Rho, in provincia di Milano, colpito da atti di vandalismo nella notte tra sabato 2 e domenica 3 settembre. L’assessore all’Università, Ricerca e Open innovation della Regione Lombardia si è dichiarato “certo che nessun atto vile e violento riuscirà a intimorire i bravi professionisti di Settegiorni e nemmeno a scalfire il loro costante e deciso impegno nel settore dell’informazione locale”. “La credibilità e l’autorevolezza dei GIORNALISTI e dei collaboratori di ‘Settegiorni’ – ha aggiunto Del Gobbo – è indiscutibile. In questi anni ho avuto modo di lavorare a stretto contatto con la redazione in qualità di amministratore locale e regionale. Rinnovo pertanto al direttore e a tutto il personale del Circuito iNetWeek – Dmedia Group la mia solidarietà e un in bocca al lupo sincero”.

Ansa
Giornalisti: Odg e Assostampa Puglia,fermare ‘rete’ dell’odio
BARI, 4 SET – In una nota congiunta l’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione della stampa di Puglia definiscono un atto “gravissimo” e che “allarma” gli attacchi che in queste ore sta subendo sul web la giornalista Silvia Dipinto “per aver intervistato l’imam di Bari, all’interno della moschea, indossando il velo esattamente come tutte le altre donne, comprese le rappresentanti delle istituzioni cittadine che hanno partecipato alla cerimonia religiosa”. Ordine dei Giornalisti e Assostampa Puglia chiedono che venga fermata la ‘rete’ dell’odio: “A poche ore di distanza dall’aggressione mediatica alla giornalista brindisina Tea Sisto, vittima di un volgare e pesante attacco di stampo sessista e razzista, un’altra collega pugliese, Silvia Dipinto, – si legge nella nota – e’ finita nel mirino dei leoni da tastiera. Un’altra vittima dei seminatori di odio e di violenza in servizio permanente sul fronte delle minacce e degli insulti ai cronisti, specie di quelli impegnati sui temi dell’immigrazione e del dialogo tra le religioni”. La giornalista Dipinto – si evidenzia – “e’ stata violentemente attaccata con espressioni becere, volgari, violente che puntavano a ferirne la dignita’ umana oltre che professionale”. “E’ un atto gravissimo e preoccupante che allarma ma che deve trovare immediate risposte”. Nell’esprimere forte solidarieta’ alla collega Silvia Dipinto, l’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione della Stampa della Puglia, “confermano – e’ detto nella nota – che saranno al fianco di tutti i colleghi che intenderanno difendersi con tutti i mezzi legali a disposizione: denuncia penale, denuncia alla polizia postale, utilizzo di legali per difendersi sul piano civile. Deve essere chiaro che il web e i social non sono i luoghi dell’impunita’. Agli operatori dell’informazione tocca raccontare i fatti e far circolare idee, seminando rispetto, dialogo, confronto, attenzione alle diversita’ di opinioni e di opzioni sociali, culturali e religiose”. “I Giornalisti pugliesi – si conclude – non si faranno intimidire e continueranno a narrare il tempo impetuosamente nuovo che attraversa anche la nostra regione, da sempre terra di frontiera e di dialogo, per ribadire l’insostituibile ruolo della liberta’ di stampa come presidio della democrazia”.

Ansa
Giornalisti: processi penali e mediatici, incontro a Otranto
OTRANTO (LECCE), 5 SET – Il complesso rapporto tra processo penale e informazione, passando per i molteplici divieti di pubblicazione di notizie, atti e immagini previsti dalla legge a tutela di interessi processuali ed extraprocessuali, sara’ il tema al centro dell’incontro dal titolo ‘Processi penali e processi mediatici’, in programma stasera alle 21 ad Otranto, in piazza Idrusa, nell’ambito della nona edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo. All’iniziativa interverranno Nicola Triggiani, docente di Procedura penale all’universita’ degli studi di Bari e autore del libro ‘Giustizia penale e informazione’, Felice Blasi, presidente del Corecom Puglia, e Vittorio Ricapito, giornalista di ‘Repubblica’. “Emerge un profondo divario – spiegano in una nota gli organizzatori – tra dato normativo e prassi quotidiana: a fronte di un’articolata e apparentemente rigida regolamentazione, risulta assai frequente la violazione dei divieti di pubblicazione di atti del procedimento penale posti a tutela del segreto investigativo e in tv vengono celebrati processi paralleli, con lesione della presunzione di non colpevolezza dell’indagato e del diritto di riservatezza anche di persone estranee alle indagini”. “Spesso le distorsioni derivanti dalla giustizia mediatica – anticipa nella nota il prof. Triggiani – e in particolare dai ‘processi paralleli’ celebrati in tv durante la fase investigativa, rischiano di portare a un possibile pregiudizio alla corretta formazione del convincimento del giudice”. “Esiste un codice di autoregolamentazione, che e’ il codice della rappresentazione delle vicende giudiziarie in televisione – aggiunge Blasi – dal quale occorre partire nel dibattere sulla relazione che esiste tra il processo penale e i processi mediatici. I principi in esso contenuti possono fare da guida nelle modalita’ che dovrebbero essere utilizzate nella rappresentazione delle vicende giudiziarie, nell’ambito della quale e’ molto facile costruire dei colpevoli, e cio’ spesso ha un peso anche piu’ forte rispetto alla percezione pubblica della condanna reale”. Per questo motivo, secondo Blasi, “parlare di processo penale e processi mediatici diventa anche tema del diritto, e il diritto non puo’ che confrontarsi con la dimensione della rappresentazione del processo penale. Per quanto sconosciuto al grande pubblico, il Testo unico della radiotelevisione e’ fondamentale – conclude Blasi – e rappresenta il primo passo da compiere rispetto a questo grandissimo tema per il quale la cultura giuridica da una parte, e la cultura della comunicazione dall’altra, devono interrogarsi trovando dei punti di accordo, proprio partendo dai riferimenti testuali”.

Agi
FACT-CHECKING = Niente bavaglio a informazione, ok Campidoglio
Roma, 6 set. – (di Pagella Politica per AGI) Lo scorso 2 settembre il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha twittato un pezzo di Repubblica intitolato “Roma, addio trasparenza: norma anti-cronisti”, scrivendo a commento: “Nei millegiorni abbiamo approvato il Foia per attuare la massima trasparenza. M5S, a Roma, vuole nascondere le carte con un regolamento”. Il pezzo di Repubblica criticava in particolare il nuovo regolamento sulla trasparenza amministrativa che il Comune di Roma starebbe per approvare. Secondo quanto riporta il quotidiano, che cita il testo del regolamento, un nuovo articolo in particolare andrebbe a “mettere il bavaglio” all’informazione. L’articolo (il 39) imporrebbe ai dirigenti romani che devono dare accesso ai documenti di tenere in considerazione alcuni aspetti, come “il rilievo pubblico, il potenziale uso strumentale e il danno all’immagine che le risposte dell’amministrazione possono generare attraverso la loro pubblicazione sui social network, sui blog o sulle piattaforme web”. Questi criteri sarebbero uno scoglio alla diffusione delle informazioni. – IL FOIA Il cosiddetto Foia – acronimo che copia il Freedom of Information Act statunitense – a cui fa riferimento la Madia e’ contenuto nel decreto legislativo sulla trasparenza del 17 maggio 2016 e ha garantito ai cittadini il diritto di conoscere dati e documenti in possesso della pubblica amministrazione. La novita’ principale e’ che il diritto c’e’ anche senza un interesse diretto, che prima invece bisognava dimostrare per ottenere documenti che l’amministrazione non fosse specificamente obbligata a pubblicare. – LA REPLICA DEL M5S Dopo una prima risposta dai toni polemici apparsa sul blog di Grillo il 3 settembre, il giorno successivo e’ arrivata anche una spiegazione piu’ pacata da parte dell’assessora alla Roma Semplice, Flavia Marzano. Sulla sua pagina Facebook, Marzano ha diffuso il 4 settembre una nota in cui afferma: “Nessun bavaglio all’informazione: trasparenza e tutela del ruolo della stampa nostre assolute priorita’. La norma (l’articolo 39 di cui si diceva, ndr) non e’ inserita tra le previsioni in tema di improcedibilita’ o inammissibilita’ delle istanze di accesso, le uniche su cui puo’ legittimamente fondarsi un provvedimento di diniego da parte dell’Amministrazione”. Insomma, Marzano dice: i criteri non sono inseriti tra quelli in base ai quali si puo’ negare una richiesta d’accesso. Sono semplicemente aspetti di cui i dirigenti devono tener conto al momento di fornire quanto richiesto, senza che abbiano possibilita’ di negare l’accesso.

Omniroma
Comune, Fnsi: Incontrata Marzano per accesso atti, clima costruttivo
Roma, 06 SET – “L’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano, insieme con la Consigliera capitolina Monica Montella, ha incontrato oggi in Campidoglio il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso e il direttore Giancarlo Tartaglia per un confronto sulla proposta di nuovo regolamento sull’accesso ai documenti amministrativi approvata dalla Giunta Capitolina. Pur riconoscendo la volontà dell’amministrazione comunale di regolare in modo esaustivo e compiuto l’accesso agli atti, la Fnsi ha richiamato l’attenzione sull’articolo 39 della bozza di regolamento, che disciplina l’accesso agli atti da parte dei giornalisti e dei social media. Il segretario Lorusso ha evidenziato l’inopportunità di mettere sullo stesso piano organi di stampa e social network”. Così in una nota Fnsi. “Ai giornalisti – ha detto – va riconosciuto un accesso semplificato e immediato agli atti pubblici, in ossequio al diritto di informare e al diritto dei cittadini ad essere informati. Non è corretto assimilare i giornali ai social media e i giornalisti ai blogger perché i giornalisti sono tenuti al rispetto di norme di legge, a cominciare dall’obbligo di rispettare la verità sostanziale dei fatti, e di precisi doveri deontologici, sanciti in Codici e Carte professionali. Tali doveri e responsabilità, evidentemente, non valgono per chi, pur utilizzando il web e i social media, giornalista non è e neppure lavora per testate giornalistiche iscritte al Registro della Stampa, così come previsto dalla legge”. A giudizio della Federazione della Stampa, inoltre, “la formulazione del secondo comma dell’articolo 39 sembra concedere una inaccettabile discrezionalità ai dirigenti che dovranno rilasciare gli atti pubblici. L’obbligo di questi ultimi di tenere ‘in considerazione il rilievo pubblico, il potenziale uso strumentale ed il danno all’immagine che le risposte dell’amministrazione possono generare’ attraverso la pubblicazione degli atti ‘sui social network, sui blog e sulle altre piattaforme web realizzate per la promozione e la difesa del diritto di accesso all’informazione’, infatti, potrebbe configurare i presupposti per il rifiuto degli atti o per eventuali ingerenze nel lavoro dei cronisti, ai quali spetta la esclusiva valutazione degli atti e del rilievo da dare alle eventuali notizie in essi contenute. La Fnsi ha preso atto dei chiarimenti e della volontà espressa dall’Assessora Marzano di specificare ulteriormente il dovere dei dirigenti di consentire l’accesso agli atti, evitando qualsiasi forma di discrezionalità e di diniego, se non nei casi espressamente previsti dalla legge ed elencati nel regolamento. Dal canto suo, la Fnsi ha ribadito le perplessità sull’attuale formulazione del secondo comma dell’articolo 39 e ne ha auspicato il definitivo superamento”. “Il diritto dei giornalisti ad informare e dei cittadini ad essere informati è sancito dalla Costituzione e dai Trattati internazionali e in alcun modo può essere compresso – ha concluso il segretario Raffaele Lorusso – Ci auguriamo che venga tenuto conto dei nostri rilievi e che la bozza di regolamento venga modificata. Con lo spirito costruttivo che da entrambe le parti ha caratterizzato l’incontro odierno, auspichiamo che il confronto con l’amministrazione comunale prosegua, riservandoci di valutare il testo definitivo del regolamento e le eventuali circolari esplicative”.

Ansa
India: attaccato un altro giornalistain Bihar, grave ++ Polizia sostiene tesi di delinquenza comune
NEW DELHI, 7 SET – Un giornalista indiano e’ stato gravemente ferito oggi a colpi d’arma da fuoco nello Stato nord-orientale di Bihar da due persone in moto, una delle quali e’ stata arrestata. Lo riferisce Ndtv di New Delhi. L’attacco e’ avvenuto ad appena 48 dall’uccisione martedi’ in Karnataka della giornalista ed attivista sociale Gauri Lankesh. La polizia ha detto di aver arrestato uno dei due aggressori e ha sostenuto che l’attacco e’ stato motivato dal fatto che il giornalista aveva con se’ un’importante somma di denaro.

ANSA
India sotto shock per ‘esecuzione’ giornalista Gauri Lankesh uccisa sotto casa. Sospetti su integralisti indu’ (di Maurizio Salvi)
NEW DELHI, 6 SET – L’India e’ letteralmente sotto shock per l’uccisione a sangue freddo ieri a Bangalore, la ‘Silicon Valley’ indiana, di Gauri Lankesh, giornalista ed attivista sociale, conosciuta per la sua convinta difesa della multietnicita’ e della laicita’ del suo Paese. All’indomani dell’omicidio, proteste e manifestazioni spontanee sono avvenute in varie citta’ indiane e tutti i media radiotelevisivi e digitali hanno dedicato per l’intera giornata al caso gran parte del loro spazio informativo. Scandalizzati per l’accaduto, i media hanno perfino finito per oscurare, fatto assolutamente insolito nell’India contemporanea, il viaggio di Stato in corso del premier Narendra Modi nella vicina Birmania. “Fatta tacere la voce del coraggio”, ha sottolineato ad esempio la tv ‘all news’ Ndtv, mentre parenti ed amici hanno ricordato in interviste l’impegno della vittima a difesa del pensiero secolare e la sua contrarieta’ a quello che lei riteneva un processo di ‘induizzazione’ dell’India ad opera del partito Bjp di Modi al governo. La giornalista, che curava il settimanale fondato dal padre ‘Lankesh Patrike’ nella lingua kannada parlata in Karnataka, e’ stata aggredita mentre rientrava a casa da un commando che le ha sparato praticamente a bruciapelo sette colpi di pistola, tre dei quali andati a segno in punti vitali. La gravita’ della vicenda e’ stata subito colta dal mondo politico, ed il governatore di Karnataka, Siddaramaiah, appartenente al partito del Congresso di Sonia Gandhi, ha ordinato la costituzione di un team di investigatori, guidato da un Ispettore generale parlando di un omicidio dovuto alla “criminalita’ organizzata”. Ma il fratello ed i colleghi giornalisti della vittima vi hanno visto l’opera di possibili “sicari politici”. In allusione a responsabilita’ di chi poteva avere interesse a spegnere una voce ferma nella critica al fondamentalismo religioso indu’ che cerca di consolidarsi fin negli angoli piu’ remoti del Paese. In questo senso vari leader politici di opposizione non hanno esitato a collegare l’omicidio di Lankesh a quello ugualmente sconvolgente e misterioso del 2015 a Darwad, sempre in Karnataka, dell’accademico e scrittore razionalista M.M. Kalburgi, ucciso in casa sua da due finti studenti. Nelle polemiche piu’ esplicite si e’ distinto il vicepresidente del partito del Congresso, Rahul Gandhi, secondo cui “chiunque parla contro l’ideologia del Bjp (al governo) o del (movimento di destra) RSS e’ sottoposto a pressioni, picchiato, attaccato ed anche ucciso”. Da parte sua, dopo aver condannato l’omicidio, il ministro dei Trasporti (Bjp), Nitin Gadkari, ha replicato che “dire che l’uccisione di Gauri Lankesh sia opera di gente che condivide la nostra ideologia e’ sbagliato e ingiusto”.

AdnKronos
India: Giornalista e attivista uccisa a colpi di pistola davanti a casa
Nuova Delhi, 6 set.- La GIORNALISTA ed attivista indiana, Gauri Lankesh, è stata uccisa ieri sera a colpi di pistola davanti casa, nella città di Bangalore, nello stato meridionale di Karnataka. Come ha riferito la polizia, la reporter 55enne, molto nota per le sue battaglie contro le caste e la politica nazionalista indù, è stata aggredita da commando di sconosciuti che le ha sparato da distanza ravvicinata colpendola in testa e al petto. Gauri Lankesh, nota semplicemente come Gauri, aveva lavorato per ‘The Times of India’ e in seguito era diventata la responsabile del settimanale indipendente, Lankesh Patrike, insieme a suo fratello Indrajit. GIORNALISTA intrepida e schietta, era conosciuta per la sua critica laicista dei nazionalisti indiani e di destra, compresi i membri del partito di governo Bjp (Bharatiya Janata Party). Negli ultimi anni, i cronisti critici verso i nazionalisti induisti sono stati sempre più presi di mira da campagne diffamatorie e alcuni esponenti del Bjp hanno attaccato apertamente i giornalisti, coniando il termine “presstitute” (un mix di stampa e prostituta) per descriverli.

Ansa
Guardian, fondi Azerbaigian per politici e giornalisti in Ue Giro da 3 miliardi di dollari trasferiti tramite societa’ Gb
LONDRA, 5 SET – Un vasto scandalo di fondi in arrivo dall’Azerbaigian viene rivelato in prima pagina dal britannico The Guardian. Si tratta, secondo il quotidiano progressista, di tre miliardi di dollari fra denaro riciclato e soldi pagati a “eminenti europei”, fra cui giornalisti, politici e accademici per fare da megafono agli interessi di Baku, il cui governo e’ stato fortemente criticato per le violazioni dei diritti umani. Si parla di ben 16mila transazioni coperte compiute tra il 2012 e il 2014. Questo giro di denaro e’ passato attraverso una rete di societa’ britanniche che hanno sfruttato la scarsita’ di regole in materia nel Regno Unito, come sottolinea lo stesso Guardian. Nello scandalo e’ stata coinvolta anche la danese Danske Bank, attraverso i cui conti sono state fatte passare alcune delle somme. L’istituto ha accertato il “riciclaggio di denaro e altre pratiche illegali” e assicurato di aver adottato una serie di contromisure per evitare il ripetersi di questi casi.

Ansa
Francia: Macron, mi interessano i francesi, non i giornalisti Presidente, i giornalisti si interessano troppo a loro stessi
PARIGI, 4 SET – “Non mi interessano” i giornalisti ma i francesi, “e’ questo che bisogna capire”. Lo ha detto il presidente Emmanuel Macron rispondendo a una domanda sul suo silenzio mediatico. “I giornalisti hanno un problema: si interessano troppo a loro stessi e non abbastanza al paese” ha poi aggiunto il capo dell’Eliseo, in visita in una scuola nell’est della Francia.

Ansa
Fake news, Estonia lascia fuori da riunioni Ue reporter russi A Consiglio esteri Tallinn accredito negato,ma solo a Sputnik/RT
BRUXELLES, 4 SET – Si inasprisce la lotta alle ‘fake news’ tra Ue e Russia, soprattutto nell’ultimo bastione europeo davanti a Mosca e che in questo momento detiene la presidenza di turno del Consiglio. L’Estonia ha deciso di negare l’accredito stampa a tre giornalisti russi che lavorano per il gruppo MIA Rossiya Segodnya (Ria Novosti, Sputnik e Russia Today) che chiedevano di poter seguire il Consiglio affari esteri informale che si terra’ a Tallinn da mercoledi’ a venerdi’. “Le agenzie governative dell’Estonia si riservano il diritto di non accreditare o di non considerare come media canali come quelli appartenenti al gruppo MIA Rossiya Segodnya i cui uffici editoriali non sono indipendenti e che non seguono una buona pratica giornalistica”, ha spiegato la responsabile per la stampa estera del governo estone, Maris Hellrand. Questo principio e’ di applicazione per tutti gli eventi a Tallinn organizzati dalla presidenza estone dell’Ue. “La disinformazione e la propaganda devono essere prese sul serio in tutta Europa” a cui, avverte Tallinn, “e’ vitale affrontare e rispondere” in quanto “la disinformazione prende di mira i nostri valori comuni, le nostre politiche e la nostra gente”. E per questo vanno ‘attrezzate’ “in modo adeguato” anche le istituzioni. Unagiornalista russa che lavora per Itar-Tass, la principale agenzia di stampa russa, e’ invece stata accreditata. “Cooperiamo in ogni modo con pubblicazioni e giornalisti, inclusi quelli russi, ma che seguono i principi e i valori della stampa indipendente nel loro lavoro”, ha sottolineato Hellrand. L’Estonia e’ 12esima su 180 Paesi nel ranking mondiale 2017 per la liberta’ di stampa. E la criticita’ di media come quelli del gruppo MIA Rossiya Segodnya non e’ una ‘fissa’ solo del governo estone: lo scorso novembre, il Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla comunicazione strategica dell’Ue per controbilanciare la propaganda contro di se’ da parte di terzi aveva citato come esempi da contrastare nel capitolo dedicato alla Russia proprio RT e Sputnik, definendo quest’ultima una “pseudo-agenzia di stampa e multimedia”. Quindi, mette in chiaro Tallinn, “siamo contro la promozione di ostili e sovversive attivita’ e propaganda con la scusa della liberta’ di stampa”.

Ansa
Fake news, Estonia lascia fuori da riunioni Ue reporter russi (2)
BRUXELLES, 4 SET – Sulla vicenda e’ intanto intervenuta l’Api, l’associazione dei corrispondenti esteri a Bruxelles, che ha criticato la decisione della presidenza estone e ha chiesto di riconsiderarla garantendo l’accredito agli eventi a Tallinn almeno a tutti quei giornalisti che gia’ possiedono quello delle istituzioni europee. Uno dei tre russi rifiutati, infatti, e’ membro della stessa Api e rientra tra i reporter regolarmente accreditati a Bruxelles in quanto adempie tutti i criteri richiesti da Commissione, Consiglio e Parlamento Ue oltre che dalle autorita’ belghe. Lo stesso gruppo russo finito nel mirino di Tallinn rientra tra i media accreditati al Parlamento europeo, sebbene questo lo nomini nella sua risoluzione contro la propaganda russa, fa notare l’Api. Anche l’Ocse e il Consiglio d’Europa, di cui l’Estonia e’ membro, sono intervenuti per chiedere a Tallinn di riconsiderare la sua decisione.

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