Aggiornamento minaccia

Le minacce a Tizian furono un “attentato alla Costituzione” dicono i giudici

Lo scrivono nella sentenza del processo Black Monkey, che ha portato alla condanna di chi aveva minacciato di morte il cronista che ha subito un danno “estremo”

Giovanni Tizian “ha dovuto blindare la propria esistenza, compromettere la propria libertà di movimento con limitazione anche della propria attività professionale, oltre che subire un grave pregiudizio di ordine psicologico, per sé e per i propri familiari. Il danno che ha subito, quindi, è estremo”. Questo è uno dei passaggi più significativi delle motivazioni, rese note poche settimane fa, della sentenza del processo Black Monkey, che ha condannato 23 persone quali appartenenti ad un’associazione ‘ndranghetista capeggiata da Nicola Rocco Femia. Per aver scritto due articoli in cui citava quest’ultimo e i suoi affari illeciti, nel 2011 – quando era ancora alla Gazzetta di Modena – Tizian venne minacciato di morte nel corso di una conversazione telefonica fra il boss e Guido Torello.

Come accertato dai giudici, il gruppo criminale otteneva ricavi illeciti dalla distribuzione delle credenziali di accesso a siti web che consentivano il gioco online con vincite in denaro, senza la necessaria concessione amministrativa. Torello è stato condannato a 9 anni di reclusione, mentre Femia a 26 anni e dieci mesi.

“ATTACCO ALLA COSTITUZIONE” – “Il disegno di uccidere il giornalista Giovanni Tizian, colpevole di aver denunciato sulla stampa l’attività criminale dei Femia, è – per i giudici – il tratto più inquietante e sinistro dei fatti venuti alla luce”: non si tratta però solo di un attacco ad una singola persona, ma “di un aspetto addirittura eversivo, un attentato alla Costituzione la quale, all’articolo 21, stabilisce che la stampa non può essere soggetta a censure. In ciò si manifesta in modo ancora più drastico la pericolosità della mafia quale contropotere che tende ad avere il controllo sociale, a tacitare l’informazione e, lentamente ma progressivamente, a inserirsi nelle istituzioni fino a sostituirsi ad esse”.

Non c’è solo la rilevanza penale dell’intimidazione: “il fatto che le minacce di morte non siano state rivolte dal Torello a lui direttamente, ma Tizian ne sia venuto a conoscenza solo perché è stata intercettata una conversazione del Torello con Femia Nicola, non incide sulla responsabilità civile che ne deriva”: per questo a Tizian è stato assegnato un risarcimento di 100mila euro, e all’Ordine dei giornalisti, costituitosi parte civile, uno di 50mila euro.

MF

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