Libertà d'informazione

Allarme Roma: nella Capitale il 30% di tutti gli attacchi

L’Osservatorio rilancia l’emergenza degli attacchi agli operatori dell’informazione nel Lazio, richiamando l’attenzione su quelli che avvengono nella Capitale

Nel 2017 Ossigeno ha registrato a Roma la più alta pressione intimidatoria esercitata in Italia sui giornalisti e i blogger: infatti il 30% di coloro che sono stati colpiti da attacchi ingiustificabili in tutta Italia opera a Roma (96 su 321). Nello stesso periodo nel resto del Lazio ne sono stati attaccati altri 16. Quindi la quota di attacchi nel Lazio è pari al 35% del totale nazionale e questa regione veste la maglia nera, seguita a distanza dalla Sicilia (40 vittime, 12,5%), e dalla Campania (39 vittime, 12,1%).
La concentrazione nella Capitale del 30% degli attacchi italiani e dell’85,7% di quelli del Lazio è un dato su cui Ossigeno richiama l’attenzione da tempo: nel 2014 presso la Commissione Parlamentare Antimafia e da ultimo il 3 maggio scorso, segnalando pubblicamente che rispetto agli anni scorsi in questo territorio c’è un incremento del 15% degli attacchi.
Considerando il dato a livello provinciale, la percentuale sale addirittura al 95% (96 su 101 vittime). 19 casi con 45 vittime rientrano nella categoria delle Denunce e azioni legali, con procedimenti giudiziari presso il tribunale civile o penale di Roma o presso la Corte di Cassazione.

Il primo l’allarme lanciato il 3 maggio
Ossigeno ha lanciato l’allarme il 3 maggio scorso (leggi), in occasione della Giornata Mondiale della libertà di stampa in memoria dei giornalisti uccisi e di quelli vittima di attacchi quali aggressioni, minacce, intimidazioni, azioni legali pretestuose, forme varie di ostacolo (leggi): opera nella sola regione Lazio quasi il 40% degli operatori dell’informazione (giornalisti, foto e video-operatori, altre figure coinvolte nella produzione di news, reportage e altri contenuti informativi in generale, autori di libri e spettacoli, editori, blogger e chiunque – professionalmente o meno – sia stato attaccato per aver prodotto un qualche contenuto informativo) vittime di tali episodi documentati dall’Osservatorio nel 2017 in Italia. In tutta Italia le vittime censite sono state infatti 321, mentre nella sola regione Lazio 112.
Sulla base di quei dati, il Presidente del Senato Pietro Grasso nel suo discorso di apertura del convegno “Informazione. Diritto violabile?” (organizzato da Ossigeno a Palazzo Giustiniani) aveva detto:
“Decine, centinaia sono i casi in cui i giornalisti, spesso cronisti locali, sono oggetto di minacce, aggressioni e delegittimazioni. Penso, per esempio, a Federica Angeli la cui vita si è trasformata in un incubo e che, proprio negli ultimi giorni, ha subito un’altra violenta intimidazione. Proprio il Lazio detiene il triste primato del maggior numero di giornalisti minacciati” (Leggi).

Dopo cinque mesi poco è cambiato
Se a inizio maggio la percentuale dei giornalisti attaccati era del 39,3%, il 30 settembre è al 34,9%. Ciò significa che oltre un terzo delle vittime in Italia opera in questa regione.
Occorre ad ogni modo ricordare che Ossigeno riesce a documentare solo una parte minoritaria del fenomeno, in quanto molti episodi non vengono denunciati per paura, timore o perché si crede che renderli pubblici sia inutile o controproducente. L’Osservatorio stima di riuscire a monitorare il 15% del fenomeno.

I numeri. Le vittime nel Lazio – prese di mira attraverso 49 episodi di attacco – sono 112 (321 in totale in Italia).
La ripartizione in base al genere è la seguente: 57 uomini (50,89%), 26 donne (23,21%) e 29 n/d (25,89%).

Confronto. Rispetto al 2016 si registra un aumento vistoso: in tutto l’anno precedente la percentuale, rispetto al totale nazionale, era del 25%. L’aumento in un solo anno è dunque del 9.9%.
Si rileva inoltre una ulteriore impennata avvenuta nei mesi estivi, in particolare a luglio, con 26 vittime.

Cosa è accaduto nel Lazio dall’inizio del 2017
Per quanto riguarda le tipologie degli episodi di attacco – elaborate da Ossigeno nel proprio originale Metodo di osservazione (vedi) –, quasi la metà dei soggetti è vittima di attacchi realizzati attraverso il ricorso alla giustizia (cioè ai tribunali) con denunce per diffamazione e richieste di risarcimento danni che fanno appello alla lesione del proprio onore, al diritto alla privacy, a quello all’oblio.
Il ricorso alla giustizia per intimidire, scoraggiare e ostacolare è solo apparentemente un fatto paradossale, come Ossigeno ha dimostrato da tempo, vista la frequenza con cui si verifica.
Solo nel Lazio nel 2017 sono 50 (il 44,64%) le vittime di episodi che rientrano nella macrocategoria Denunce e azioni legali. Un terzo – 42 (il 37,50%) – rientrano invece nella macrocategoria Avvertimenti; a seguire 11 (pari al 9,82%) episodi di Ostacolo all’informazione; 8 (7,14%) Aggressioni fisiche e 1 (pari allo 0,89%) caso all’interno della categoria Danneggiamenti.

Il confronto con le altre regioni
Come detto, la percentuale delle vittime nel Lazio rispetto al totale nazionale è del 34,9%.
Più nel dettaglio, facendo un confronto con le altre regioni in cui sono state attestate più vittime, lo scarto risulta rilevante: la seconda regione più colpita è la Sicilia (40 vittime, 12,5%), immediatamente seguita dalla Campania (39 vittime, 12,1%). Poi a pari merito Calabria e Puglia (26 vittime, 8,1%). Più indietro Emilia-Romagna e Lombardia (15 vittime, 4,7%). Rispetto alla seconda regione con più vittime, dunque, lo scarto percentuale è del 22,4% con 62 vittime in meno.
Occorre naturalmente tenere conto del fatto che nel Lazio, rispetto alle altre regioni (ad eccezione della Lombardia), opera un maggior numero di professionisti dell’informazione ma anche di figure non professionali, come i blogger.

Andamento dal 2011 al 2017
Ampliando lo sguardo agli anni precedenti, complessivamente, dal 1 gennaio 2011 al 30 settembre 2017 – dunque negli ultimi sette anni, periodo in cui l’Osservatorio è andato progressivamente affinando il proprio Metodo di monitoraggio svolgendo con continuità le proprie rilevazioni – Ossigeno ha registrato nel Lazio 288 episodi di attacco che hanno interessato 691 operatori dell’informazione. Confrontando il periodo 2011-2016 con il solo 2017 l’aumento registrato è intorno al 10% (24%-34,5%).

L’“Allarme Roma”
Rispetto alla prima versione di questo dossier (maggio 2017) Ossigeno ha scelto di concentrarsi – sempre in riferimento all’anno in corso – su un dato importante: quello degli attacchi ai cronisti e agli altri operatori dell’informazione registrato nella sola capitale, Roma. Qui infatti si trova la maggioranza delle redazioni e dei giornalisti di tutta la regione. I giornalisti che vivono e/o lavorano a Roma rappresentano dunque una fetta importante rispetto a tutti i giornalisti italiani.
L’incidenza è visibile già nel Grafico 5, che mostra la distribuzione territoriale degli attacchi sull’intera regione: 39 casi a Roma e 10 nel resto del territorio regionale.
Nel dettaglio le vittime a Roma sono 96, pari all’85,7% dei 112 dell’intera regione. Considerando il dato a livello provinciale, la percentuale sale addirittura al 95% (96 su 101 vittime). 19 casi con 45 vittime rientrano nella categoria delle denunce e azioni legali, con procedimenti giudiziari presso il tribunale civile o penale di Roma o presso la Corte di Cassazione.
In rapporto alle vittime registrate in tutta Italia, la percentuale di quelle che operano a Roma è del 29,90% (96 su 321) e nell’intero Lazio del 34,9% (112 su 321).
Entrando più nel dettaglio e analizzando l’incidenza delle singole macro-categorie di attacchi registrati a Roma – come anticipato poco sopra – si nota che quasi la metà delle vittime rientra nella tipologia Denunce e azioni legali (45, pari al 46,87%); a seguire Avvertimenti (33 vittime, il 34,38%), Ostacolo all’informazione (10, pari al 10,42%), Aggressioni fisiche (7, pari al (7,29%) e Danneggiamenti (1, pari al 1,04%).

Il commento
I dati raccolti ed elaborati da Ossigeno autorizzano dunque da un lato a riproporre l’allarme Lazio lanciato lo scorso maggio, e dall’altro – soprattutto – a parlare di un vero e proprio allarme Roma, visto che 96 vittime su 112, cioè l’85,7% attestate nel Lazio opera in realtà nella Capitale.
Inoltre, se si confrontano gli attacchi avvenuti nel Lazio nel periodo 2011-2016 (sei anni) con quelli registrati nel solo 2017, l’aumento è del 10%.
Si tratta di una emergenza che non può essere sottovalutata e neanche giustificata in virtù della ovvia considerazione che a Roma opera un numero altissimo di giornalisti (vedi nota 5). Il motivo è semplice: altrimenti come spiegare che Ossigeno nel 2017 in Lombardia – altra regione ad elevata presenza di redazione e giornali, a Milano in particolare – ha rilevato “soltanto” 15 vittime?
Facendo tale considerazione, va tenuto conto di alcuni fattori contingenti e specifici dell’Osservatorio, con dei limiti interni, in altre parole: l’attenzione di Ossigeno nel Lazio è maggiore rispetto ad altre regioni, sia perché esso ha sede a Roma e qui dispone di un maggior numero di contatti e intrattiene più relazioni; sia perché nella capitale e nel Lazio ha più collaboratori, mentre al contrario non ne ha nessuno né a Milano né in tutta la Lombardia (come anche in altre regioni italiane).

MF

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