Libertà d'informazione

I giornalisti minacciati e l’esempio professionale dei cronisti uccisi

Ossigeno a Lipsia alla conferenza di Ecpmf. “La sicurezza dei giornalisti è la prima priorità”, ha detto il Rappresentante OSCE Harlem Désir

“La sicurezza dei giornalisti è la prima mia preoccupazione. Gli attacchi nei loro confronti riguardano tutta la società, che se vuole essere veramente una società democratica, deve proteggerli, perché ha bisogno di loro”: ha affermato il 5 ottobre 2017 a Lipsia (Germania) il Rappresentante OSCE per la libertà dei media Harlem Désir nel videomessaggio inviato alla conferenza “Defending Journalists under Threat“, organizzata dal Centro Europeo per la Libertà della Stampa e dei Media (ECPMF) di cui Ossigeno è uno dei membri fondatori.

Alle domande del pubblico sull’attività di Désir, in carica dal luglio scorso, ha risposto Frane Maroevic, direttore dell’Ufficio del Rappresentante, che – ha spiegato – si occupa ogni anno di circa 200 casi riguardanti problemi e limitazioni della libertà di espressione.

Una delle tavole rotonde della conferenza è stata dedicata alle testimonianze di episodi di attacco a giornalisti: insieme a cronisti di tutta Europa, il presidente di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato, ha raccontato la storia del fratello Giovanni, ucciso nel 1972 a soli 25 anni, dopo la pubblicazione sul quotidiano sicialiano L’Ora di notizie che i giornalisti di altre testate avevano scelto  di non riferire. “Prima di lui altri due giornalisti dell’Ora [Cosimo Cristina e Mauro De Mauro] erano stati uccisi. Quel giornale non esiste più da 25 anni ma il suo esempio rimane nella storia del giornalismo investigativo”, ha ricordato Spampinato.

MF

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