Libertà d'informazione

La rassegna stampa di Ossigeno – 30 settembre – 6 ottobre 2017

Articoli della settimana sulla libertà di espressione, il diritto all’informazione, fake news, diffamazione e intimidazioni ai giornalisti

Carta stampata

Gazzetta del Sud
Ragusa. Fnsi e Ordine sostengono i cronisti minacciati, 6 ottobre 2017, p. 20

Il Giorno – Monza Brianza
S.T., Rispunta l’ombra dei Casalesi, 5 ottobre 2017, p.3

Corriere del Mezzogiorno
Titti Beneduce, Minacce a Saviano e Capacchione, processo nullo, 4 ottobre 2017, p.7

Il Fatto Quotidiano
Vincenzo Iurillo, Minacciò Saviano in aula ma il processo e è da rifare, 4 ottobre 2017, pp.1,6

La Notizia Giornale
Simona De Santis, Minacce in aula a Saviano, processo tutto da rifare, 4 ottobre 2017, p.9

Le Cronache del Salernitano
Minacce in aula a Saviano, nuovo processo per l’avvocato Santonastaso, 4 ottobre 2017, p.8

Il Mattino
Leandro Del Gaudio, Minacce in aula, azzerato processo al penalista, 4 ottobre 2017, p.9

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Web

Articolo21
Cresce insofferenza verso giornaliste che fanno inchiesta (leggi)

Lettera43
Minacce ai giornalisti, la situazione italiana in numeri (leggi)

Riforma.it
Sotto scorta (leggi)

Il Distretto
Consiglio d’Europa chiederà novità sul furto al giornalista Borrometi (leggi)

Fnsi
Mafia: Fnsi, Assostampa e Odg Sicilia al fianco di Paolo Borrometi e dei giornalisti di LiveSicilia (leggi)

Il Tacco d’Italia
Hate speech e querele temerarie contro chi scrive di mafia (leggi)

La Repubblica-Genova
Tensione a Marassi, aggredito il giornalista Brenzini (leggi)

Odg
Presidente Modena insulta giornalista: la solidarietà dell’OdG (leggi)

L’Eco dello Jonio
Rossano, atto intimidatorio nei confronti di una giornalista (leggi)

VesuvioLive
Abete, minacce dai parcheggiatori alla Reggia di Caserta: “Ti gonfio, vattene scemo” (leggi)

BrinisiReport
La solita storia: un nostro collega minacciato impunemente (leggi)

Metropolisweb
Tessere, confetti e diffide. Caso in mano al garante (leggi)

Gazzetta della Val D’Agri
Presa di posizione di Ordine dei Giornalisti ed Associazione Stampa Basilicata su caso Bolognetti (leggi)

UmbriaOn
Giornalista ‘bandito’, umbriaOn è con lui (leggi)

liguria24.it
Assolto il giornalista querelato da Alice Salvatore per aver accostato esponenti del M5S al “clan Mafodda” di Taggia (leggi)

Infosannio
Rinviato a giudizio l’ex Direttore ed un giornalista del quotidiano “il Secolo XIX” per diffamazione aggravata nei confronti della Criminologa Bruzzone (leggi)

Abruzzoweb
Inchiesta appalti: D’Alfonso avvisa stampa e giudici: “Sto per diventare incivile” (leggi)

La Provincia crotonese
“Il Manifesto” e un suo giornalista condannati dal Tribunale di Crotone al pagamento di 15mila euro quale risarcimento per diffamazione (leggi)

Libero
Giornalisti: 10 mesi di reclusione per aver diffamato patron Ksm (leggi)

La Sicilia
Dottoressa violentata, la rabbia della Procura: «Basta fake news, accusa non è stata derubricata» (leggi)

Borderline24
Omicidio Noemi, il Comune di Specchia querela i giornalisti: “Lesa l’immagine del paese” (leggi)

RietiLife
Pirozzi chiude le porte ai giornalisti: “Per un mese non parlerò con la stampa” (leggi)

CinemagazineWeb
Riso aggredito: solidale il SNGCI (leggi)

Ansa
Giornalisti: Corte Strasburgo rafforza su protezione fonti (leggi)

Fnsi
Strasburgo, una nuova sentenza della Corte europea rafforza il diritto dei giornalisti a tutelare le fonti (leggi)

AntimafiaDuemila
Processo a parte per Pino Maniaci: no a giudizio con imputati di mafia (leggi)

Il Mattino
Minacce del clan a Saviano e Capacchione, processo nullo (leggi)

Agenzia Nova
Ict: like e diffamazione, ecco perché i social network non sono un gioco (leggi)

LeccoNotizie
Punita la diffamazione sui social, la prima legge in Germania (leggi)

La legge per tutti
Blog: necessaria la registrazione in tribunale? (leggi)

Investire oggi
Diffamazione a mezzo Facebook: anche se non si fanno nomi è reato (leggi)

PrimaOnline
No a cronache morbose, uso di termini fuorvianti e strumentalizzazioni. Varato dalla commissione pari opportunità della Fnsi il ‘Manifesto di Venezia’, per il rispetto e la parità di genere nell’informazione (leggi)

Nova 24 Ore
E’ violazione della privacy pubblicare dati personali su internet, oppure diffamazione? La risposta della Cassazione (leggi)

Fnsi
Agcom, presentato a Napoli l’Osservatorio Permanente sul giornalismo (leggi)

La Sicilia
La Cassazione: «Accusare di “inciucio” non è diffamatorio» (leggi)

napolitoday.it
Cardarelli: “Querele a chi diffonde notizie false sull’ospedale” (leggi)

assostampa.org
Intercettazioni, querele temerarie e comunicazione: seminario in Toscana fra magistrati, avvocati, giornalisti (leggi)

La Repubblica
Francesca Barra: “Perseguitata sui social per la relazione con Claudio Santamaria” (leggi)

goldwebtv.it
Scateni. Se sono pietà i veli pietosi sulle news scomode/ Risulta più difficile indagare. (leggi)

La Repubblica
Ortaggi, mafia e web: i nuovi clan di Vittoria tra affari, politica e minacce sui social (leggi)

Estense.com
Tv vs web e social, chi la vince sull’informazione? (leggi)

Fnsi
Rai, Usigrai: «Bruno Vespa è un ‘artista’ e i giornalisti non hanno il contratto. In Cda nulla da dire?» (leggi)

Diritto.it
Reato di diffamazione in rapporto al diritto all’oblio (leggi)

Articolo21
Se ci fosse la libertà di stampa in Egitto si conoscerebbero gli assassini di Regeni (leggi)

Il Secolo XIX
Accusati di diffamazione per aver messo un like (leggi)

Fnsi
Assisi, giornalisti firmano manifesto per abbattere i muri mediatici (leggi)

Ansa
Appello ai giornalisti scientifici contro fake news. Marco Merola, responsabile comunicazione del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, intervenuto al Forum sulla salute alla Leopolda di Firenze (leggi)

Fnsi
Contrasto precariato. La Fnsi chiede incontro alla Boldrini (leggi)

Corriere della Sera
Il rapporto Censis: la nuova Italia della comunicazione e dei media (leggi)

Consip. Woodcock-Sciarelli
La Stampa
Consip. Chiesta l’archiviazione per il pm Woodcock e la giornalista Sciarelli (leggi)

Corriere della Sera
Consip, chiesta archiviazione per pm Woodcock e giornalista Sciarelli (leggi)

Memoria
Primaonline
Torino, serata in ricordo di Mauro Rostagno (alla presenza della figlia), organizzata da gruppo Abele e Premio Morrione (leggi)

Esteri
Corriere della Sera
Catalogna, giornalista picchiato dalla polizia (leggi)

Fnsi
Catalogna, Ejf e Ifj chiedono «rispetto per il lavoro dei giornalisti sul campo» (leggi)

Ansa
Russia: Corte Strasburgo, Mosca ha violato la libertà di stampa (leggi)

RaiNews
Il giornale di Anna Politkovskaya vince la causa contro la Russia sul dramma del“Kursk” (leggi)

AgenziaNova
Etiopia-Eritrea: rilasciati due giornalisti eritrei arrestati nel 2006 (leggi)

Reset
Egitto: blackout mediatico (leggi)

Articolo21
Turchia, ancora arresti di presunti golpisti, tra cui giornalisti, mentre inizia caccia alle streghe nel partito di Erdogan (leggi)

AskaNews
Ucraina espelle giornalista russo per servizi “ingannevoli” (leggi)

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Agenzie Stampa

Agi
Giornalisti: Ossigeno, nome Borrometi in Piattaforma Consiglio Ue
Roma, 3 ott. – Il 29 maggio scorso, su proposta di Ossigeno per l’Informazione, il nome del giornalista italiano Paolo Borrometi e’ stato inserito dall’AEJ (Association of European Journalists) sulla “Piattaforma per promuovere la protezione del giornalismo e della sicurezza dei Giornalisti” ospitata dal Consiglio d’Europa. Di conseguenza il Consiglio d’Europa chiedera’ al governo italiano spiegazioni sulla ricerca dei responsabili. L’intrusione nell’abitazione del giornalista e la sottrazione di materiali dal suo archivio e di un hard-disk sono stati classificati un allarme di livello 2. Il livello piu’ alto e’ 1. La segnalazione di AEJ si basa sulla notizia circostanziata pubblicata da Ossigeno. L’episodio e’ stato classificato come un caso di “molestia e intimidazione”.

Ansa
Consiglio Europa chiede novita’ furto a giornalista Borrometi E’ cronista siciliano da tempo minacciato dalla mafia
ROMA, 3 OTT – Il nome del giornalista italiano Paolo Borrometi e’ stato inserito dall’AEJ (Association of European Journalists) sulla “Piattaforma per promuovere la protezione del giornalismo e della sicurezza dei giornalisti” ospitata dal Consiglio d’Europa. Di conseguenza il Consiglio d’Europa chiedera’ al Governo italiano spiegazioni sulla ricerca dei responsabili del furto nella sua abitazione. A renderlo noto e’ Ossigeno per l’informazione che ricorda come l’intrusione nell’abitazione del giornalista e la sottrazione di materiali dal suo archivio e di un hard-disk sono stati classificati un allarme di livello 2. Il livello piu’ alto e’ 1. Il 20 agosto scorso avvenne un misterioso raid nella casa romana del giornalista ragusano Paolo Borrometi, che da alcuni anni vive scortato per le minacce arrivate dopo le sue inchieste. I ladri portarono via l’hard disk di un computer e gli appunti relativi ad alcuni articoli. Borrometi, che e’ direttore del giornale online “La Spia” e lavora all’Agenzia Italia, si e’ occupato nelle sue inchieste dei traffici illeciti che ruotano attorno al mercato ortofrutticolo di Vittoria, dello scioglimento per mafia del Comune di Scicli e del racket delle agenzie funebri.

Ansa
Calcio: cronista preso a pugni prima di Genoa-Bologna Ha raccontato di essere stato colpito da storico capo ultra’
GENOVA, 30 SET – Aggressione davanti lo stadio Luigi Ferraris di Genova dove stasera si disputa la partita Genoa-Bologna. Il giornalista Pinuccio Brenzini di Telenord e Radio Nostalgia, la radio ufficiale del Genoa, ha raccontato di avere ricevuto un pugno in faccia da uno storico capo ultra’ rossoblu’, con numerosi precedenti penali. Il cronista e’ stato medicato in infermeria per una ferita allo zigomo sinistro e ha deciso di effettuare la telecronaca della partita. L’aggressione avviene in un clima di tensione in seguito alla fallita trattativa di acquisto della squadra da parte di Sri Group del manager bolognese Giulio Galazzi. La tifoseria ha in questi giorni contestato aspramente il patron Enrico Preziosi.

OmniNapoli
Regione, Sma: Solidarietà a giornalista ma parcheggiatore non opera da noi
Napoli, 02 OTT – “Piena solidarietà al giornalista di Striscia La Notizia Luca Abete vittima qualche giorno fa di un’ingiustificata e violenta aggressione da parte di un parcheggiatore abusivo a Caserta”. Ad affermarlo in una nota l’amministratore delegato di Sma Campania Lorenzo Di Domenico. “Episodi del genere vanno denunciati sempre con maggiore forza. – aggiunge Di Domenico – Devo tuttavia precisare che l’autore del gesto non era assolutamente operativo all’interno di spazi di proprietà di Sma Campania – prosegue ancora -. L’area sosta a cui qualche esponente politico ha fatto riferimento per strumentalizzare questa vicenda è ben delimitata e riservata ai soli dipendenti della nostra società, ed inoltre non è previsto alcun costo. Sma Campania da sempre promuove e difende la cultura della legalità tra i propri dipendenti, e condanna ogni forma di estorsione: dal parcheggiatore abusivo a quelle più gravi. Mi auguro che si faccia presto piena luce sull’accaduto”, conclude Di Domenico.

Ansa
Ksm: Diffamazione ai Basile, condannato giornalista
PALERMO, 2 OTT – Il Tribunale di Cosenza – dando ragione a Rosario Basile, Luciano Basile e Filippo Basile della Ksm – ha condannato un giornalista per Diffamazione. Il giornalista del periodico mensile regionale calabrese “Dibattito news” ha pubblicato due articoli nel 2015 che sarebbero stati, secondo i querelanti, “fortemente denigratori”. Ne da’ notizia l’azienda di sicurezza privata in una nota. Il primo articolo era intitolato: “Le famiglie mafiose alle dipendenze della potente famiglia Basile che corrompe pezzi dello Stato. Dr. Di Matteo, qual e’ il patto che blinda la Ksm Security?”. Il secondo “Puglia-Palermo. Appalti e corruzione in Puglia. Il sistema Trani. Collegamenti con la Sicurcenter di Basile” in cui si presumeva un coinvolgimento in un’inchiesta della procura di Trani su un appalto per la vigilanza di immobili, effettivamente aggiudicato alla societa’ Sicurcenter, ma per cui i Basile non avevano mai avuto alcun avviso di garanzia.

Ansa
Collaboratori parlamentari, Camere ci tutelino,basta soprusi Polemiche sul servizio Iene su ragazza senza contratto. Sottosegretario Rossi querela
ROMA, 2 OTT – L’associazione degli assistenti parlamentari e’ sul piede di guerra per la vicenda raccontata ieri da Le Iene: una giovane assistente parlamentare che sostiene di lavorare senza contratto e senza retribuzione da un anno e mezzo per un deputato, Mario Caruso. Nell’intervista a Le Iene la ragazza (volto oscurato e nome sconosciuto) racconta di aver cominciato con uno stage di tre mesi e di essere andata avanti da allora senza retribuzione, subendo anche qualche avance sessuale. “Una sera, al ristornate, l’onorevole mi ha fatto capire che se fossi andata al letto con lui mi avrebbe aiutato”. La ragazza mostra anche un messaggino inviatole dal deputato qualche giorno dopo, a mezzanotte: “Sono a casa, valuta te cosa fare”. La ragazza ha anche registrato un suo colloquio con il deputato. “Non e’ che se ti avessi detto di si’ mi avresti dato il lavoro?”. “No, quelle sono cose separate e distinte”, la replica di Caruso. La ragazza racconta anche che il parlamentare avrebbe assunto il figlio del suo compagno di ufficio, il sottosegretario alla Difesa Rossi. Pressato dalle Iene, il deputato Caruso nega di aver chiesto alla sua collaboratrice prestazioni sessuali, sostiene che la ragazza ha fatto solo uno stage di tre mesi e dice di aver assunto il figlio del sottosegretario Rossi dopo aver fatto “una valutazione delle sue capacita'”. “Il caso raccontato ieri sera dalla trasmissione Le Iene riguardante gli abusi del deputato Mario Caruso su una collaboratrice parlamentare – commenta Jose’ de Falco a nome dell’associazione dei collaboratori parlamentari – e’ di una gravita’ assoluta ed e’ doveroso che il Parlamento appuri e sanzioni ogni violazione e aggiramento delle – invero scarne – regole vigenti”. Al servizio delle Iene replica il sottosegretario Rossi: “Sono accuse infondate e lesive della mia persona quelle che mi sono state rivolte nel servizio della trasmissione televisiva Le Iene. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento consultabile conferma l’assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio. Un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione. A questo punto ritengo che sia stato superato ogni limite tra la satira e la diffamazione. Ho dato mandato a uno studio legale al fine di tutelare l’immagine mia e di mio figlio ed esaminare la possibilita’ di contestare le accuse che mi sono state rivolte nelle opportune sedi legali”, conclude Rossi.

Ansa
Consip: chiesta archiviazione posizioni Woodcock e Sciarelli
ROMA, 2 OTT – La richiesta di archiviazione e’ stata firmata dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi, dal momento che dagli accertamenti svolti non sono emersi elementi per confermare le iniziali ipotesi di accusa ed e’ stata gia’ inviata all’ufficio del gip. L’iscrizione del magistrato e della giornalista di “Chi l’ha visto?” nel registro degli indagati era legata alla pubblicazione nel dicembre scorso su “Il Fatto Quotidiano”, di un articolo riguardante la fuga di notizie attraverso la quale i vertici di Consip sarebbero venuti a conoscenza dell’inchiesta avviata dai pm napoletani, prima che fosse trasferita a Roma per competenza territoriale. Il sospetto di chi indaga era che la giornalista Sciarelli fosse stata il tramite per il passaggio delle informazioni dal pm partenopeo al giornalista del Fatto Marco Lillo. L’ipotesi di falso contestata a Woodcock, invece, riguardava le circostanze che hanno portato la Procura di Roma ad ipotizzare la stessa accusa nei confronti dell’ex capitano del Noe, ora maggiore del Comando regionale dei carabinieri di Napoli, Gian Paolo Scafarto in merito alla fondatezza di una presunta presenza di 007, da lui indicata in una informativa, nell’attivita’ di indagine sugli appalti Consip. Interrogati in momenti diversi dai pm romani, sia Woodcock, sia SCiarelli, hanno respinto gli addebiti; ne’ sono emersi elementi di rilievo dall’analisi delle chiamate fatte dai cellulari sequestrati durante l’inchiesta.

AdnKronos
Mafia: Maniàci non sarà processato con i boss, stralciata posizione giornalista. Il direttore di Telejato di Partinico alla sbarra per estorsione
Palermo, 4 ott. – Pino Maniaci, il direttore dell’emittente televisiva locale Telejato di Partinico (Palermo) non sarà giudicato con i presunti boss di Borgetto. Lo ha deciso il presidente della Seconda sezione penale del tribunale di Palermo che ha stralciato la posizione del GIORNALISTA accusato di estorsione e diffamazione a mezzo stampa. Maniaci è finito sotto processo con altre undici persone ritenute vicine alle cosche del palermitano. La difesa di Maniaci ha chiesto lo stralcio della posizione di Maniaci all’inizio dell’udienza all’apertura del dibattimento. Secondo i legali del GIORNALISTAnon ci sarebbe alcuna connessione “tra i reati contestati a Maniaci e quelli degli altri imputati”, che sono accusati di associazione mafiosa ed estorsione aggravata. Il giudice dopo una camera di consiglio ha così accolto le richieste della difesa di Maniaci stralciando la posizione di Maniaci e disponendo il giudizio separato. Maniaci dovrà difendersi dall’accusa di aver chiesto con insistenza soldi ai sindaci di Borgetto, Gioacchino De Luca, e Partinico, Salvo Lo Biundo. A Maniaci viene contestato anche di aver imposto a un assessore di Borgetto l’acquisto di duemila magliette col logo della sua emittente. Alla sbarra, con l’accusa di associazione mafiosa, Nicolò Salto, Giuseppe Giambrone, Antonino Giambrone, Francesco Petruso, Antonino Frisina, Antonio Salto, Tommaso Giambrone, Francesco Giambrone, David Giambrone, Salvatore Petruso.

Ansa
Dottoressa violentata: Pm, no a fake news, intervenga Ordine ‘Nessuna derubricazione reato, fermare scorribande mediatiche’
ROMA, 3 OTT – E’ una ‘falsa notizia’ quella riportata da ‘alcuni quotidiani di informazione online’ sulla presunta derubricazione da violenza sessuale a infortunio sul lavoro del reato contestato all’uomo che violentato una dottoressa in servizio alla guardia medica di Trecastagni. Lo afferma, sottolineando di averla letta ‘con grande stupore e profonda indignazione’, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, in una lettera inviata all’ordine nazionale dei giornalisti. ‘A prescindere che non esiste nel nostro codice penale nessun reato rubricato come ‘infortunio sul lavoro’, ma piuttosto il reato di lesioni personali (dolose o colpose) – scrive il magistrato – i reati contestati all’indagato dal Pm e confermati dal Gip nell’ordinanza cautelare in carcere sono quelli i violenza sessuale aggravata (perche’ commessa in danno di incaricato di pubblico servizio), di sequestro di persona, di lesioni volontarie pluriaggravate e di danneggiamento’. Nella lettera, il Procuratore cita la pagina del ‘Tempo.it’ che il 30 settembre ha pubblicato l’articolo ‘Catania, dottoressa stuprata in guardia medica: non violenza ma infortunio sul lavoro. Derubricata l’aggressione al medico siciliano’; e la notizia su Rainews.it, del 1 ottobre, dove e’ nel testo dell’articolo, tra l’altro, e’ scritto: ‘E’ stata derubricata dal giudice come incidente sul lavoro la violenza sessuale subita da una dottoressa mentre entra in servizio alla guardia medica di Trecastagni…’. ‘Il grave travisamento dei fatti dagli autori di questi articoli online – scrive il procuratore Zuccaro – non e’ certamente emblematico del quotidiano scrupoloso sforzo prodotto dai giornalisti professionisti per accertare i fatti, verificare le fonti e cosi’ offrire un’informazione corretta’. Poiche’ ‘tali ‘scorribande mediatiche’ vanno in direzione contraria’, il magistrato auspica ‘un incisivo intervento da parte degli Ordini competenti per impedire la diffusione di notizie false che alimentano sui social network polemiche ingiustificate nei confronti di magistrati che compiono giornalmente con serieta’ il proprio dovere’. ‘Il grave fatto di violenza – ribadisce il procuratore di Catania – e’ stato perseguito dalla magistratura con il giusto rigore e il dovuto rispetto per la persona offesa. Ogni diversa notizia pubblicata deve essere obbligatoriamente rettificata nei termini sopra specificati’.

Ansa
Dottoressa violentata: rettifica Rainews dopo lettera pm
ROMA, 3 OTT – Il sito di Rainews24 ha pubblicato una rettifica in relazione al caso della dottoressa violentata in servizio alla guardia medica di Trecastagni, immediatamente dopo le precisazioni del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, contenute in una lettera inviata all’Ordine nazionale dei giornalisti. Zuccaro ha definito una ‘falsa notizia’ quella riportata da alcuni quotidiani di informazione online (tra cui appunto Rainews24) sulla presunta derubricazione da violenza sessuale a infortunio sul lavoro del reato contestato. Le affermazioni del procuratore sono riportate in evidenza sul sito dell’all news della tv pubblica.

Ansa
Minacce a Saviano: riparte da capo processo ad avvocato Corte Appello annulla sentenza e trasferisce atti a Roma
NAPOLI, 3 OTT – Atti da inviare alla procura di Roma per un nuovo processo. Questa la decisione della Corte di Appello di Napoli che, dichiarandosi incompetente, ha di fatto annullato la condanna emessa in primo grado nei confronti dell’avvocato Michele Santonastaso, che era stato riconosciuto responsabile dal Tribunale partenopeo di minacce ai danni dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione, senatrice del Pd. I giudici di secondo grado hanno ritenuto infatti che la posizione del penalista venga vagliata dall’autorita’ giudiziaria della capitale, che gia’ si pronuncio’ sulle analoghe presunte minacce rivolte nella stessa circostanza nei confronti del procuratore Federico Cafiero de Raho e di Raffaele Cantone, all’epoca entrambi in servizio alla procura di Napoli. Il penalista fu condannato per diffamazione e calunnia aggravati dal metodo mafioso. Il processo scaturi’ dalla lettura di una istanza di remissione fatta dall’avvocato Santonastaso, nell’interesse dei boss dei Casalesi Antonio Iovine e Francesco Bidognetti, nell’aula bunker di Poggioreale durante una udienza del processo Spartacus. Nella istanza si lanciavano accuse a Saviano e Capacchione e ai due magistrati che si erano occupati di inchieste sui Casalesi. Il processo fu diviso in due tronconi: quello che vedeva i magistrati napoletani come parti lese si svolse a Roma, mentre per le minacce allo scrittore e alla giornalista, Santonastaso fu condannato a Napoli a un anno di reclusione (mentre furono assolti i boss Iovine e Zagaria). Per la Corte di Appello si e’ ritenuta incompetente a giudicare e ha trasmesso gli atti alla procura che dovra’ inviarle ai colleghi della capitale.

Il Velino
Anche dai Giornalisti Cinematografici solidarieta’ a Sebastiano Riso. “L’aggressione di cui e’ stato vittima – sottolinea Delli Colli – non solo e’ inaccettabile per la violenza che esprime contro la liberta’ di pensiero, ma ha il sapore di una vera e propria censura”
Roma, 03 OTT – “L’aggressione di cui e’ stato vittima – sottolinea Laura Delli Colli, Presidente del Sngci a nome del Direttivo – non solo e’ inaccettabile per la violenza che esprime contro la liberta’ di pensiero, ma ha il sapore di una vera e propria censura che il Sngci respinge con forza, indipendentemente dalle valutazioni squisitamente critiche che hanno posto il tema di “Una famiglia” al centro di una polemica forte e certo, a questo punto, forse anche di campagne denigratorie che nulla hanno a che fare con qualsiasi valutazione critica del film e all’opera del regista”. I giornalisti cinematografici, esprimono solidarieta’ anche ai produttori e ai distributori del film, Indiana Production con Rai Cinema e Bim che condividono il dolore e l’amarezza del regista in un momento davvero terribile, oltre il film, oltre il cinema, oltre il pieno diritto alla liberta’ di espressione che e’ per tutti un principio irrinunciabile.

LaPresse
Editoria, Tribunale Torino condanna Blasting News a risarcire LaPresse
Milano, 2 ott. – Blasting News è stata condannata dal Tribunale di Torino a risarcire i danni per l’utilizzo illegittimo di materiale fotografico di proprietà di LaPresse. Il Tribunale ordinario di Torino, prima sezione civile, ha emesso una sentenza il 14 aprile 2017 in cui condanna Blasting Sagl, società editrice del sito web Blasting News, per la pubblicazione “non autorizzata di fotografie” a risarcire LaPresse, titolare del materiale fotografico. La pubblicazione delle fotografie è avvenuta nel 2015. Per il Tribunale di Torino tale pubblicazione “costituisce atto di concorrenza sleale” ai sensi dell’articolo 2598 comma 3 del codice civile. Blasting Sagl è stata condannata a risarcire a LaPresse S.p.a. per la violazione dei diritti d’autore ad essa spettanti.

Ansa
Viola (Ue), pronti a intervenire contro fake news. Dibattito al Prix Italia con Fedeli, Maggioni e Lercio.it (dell’inviato Michele Cassano)
MILANO, 1 OTT – L’Unione europea e’ pronta a intervenire sul tema delle fake news e sulla rimozione dei contenuti illegali in rete, se gli operatori non si attiveranno in maniera efficace per arginare il fenomeno. Ad annunciarlo il direttore generale Dg Connect della Commissione Europea, Roberto Viola. “Abbiamo appena pubblicato una comunicazione che dice: cerchiamo di svolgere questo lavoro con l’autoregolamentazione, soprattutto la rimozione dei contenuti illegali. Se non ci saranno novita’ allora dovremo intervenire sul piano legislativo”, ha spiegato nel corso di un dibattito con la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e la presidente della Rai Monica Maggioni. “La rete e’ diventato il mezzo piu’ importante di informazione dei cittadini e il sistema dei media tradizionali, che regge il sistema democratico, e’ stato scosso da questa rivoluzione – ha sottolineato Viola -. La situazione e’ preoccupante, anche perche’ ci sono algoritmi che amplificano le fake news. Per questo il presidente Juncker ha inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo per spiegare che un’iniziativa politica e’ necessaria”. Secondo Viola occorre “aiutare i giornalisti a mantenere la loro professionalita’ e per questo e’ stata riformata la regolamentazione del diritto d’autore europeo con il riconoscimento della testata” e “la protezione dei contenuti in rete”. “Occorre pero’ avere ben presente – ha insistito – che cio’ e’ illegale nella vita reale, lo e’ anche nella vita online. Per questo abbiamo chiesto alle piattaforme di rimuovere i contenuti illegali entro qualche mese, altrimenti saremmo costretti a intervenire. L’altro aspetto e’ l’alfabetizzazione digitale: le fake news non sono illegali e non vogliamo istituire il ministero della verita’, bisogna combatterle con la cultura”. Anche la Fedeli ha sottolineato la necessita’ di intervenire a livello culturale e per questo ha ricordato il raggiungimento di un accordo “sull’educazione civica al digitale che partira’ il 31 ottobre con programmi mirati nelle scuole, insieme a Google, a Confindustria ed anche ad altri soggetti che hanno la responsabilita’ delle diverse piattaforme”. “Noi possiamo fare molto, molto possono fare i media, ma deve esserci una alleanza a 360 gradi su questo”, ha sottolineato la ministra, aggiungendo che a meta’ ottobre verra’, inoltre, “dato il via a iniziative per l’educazione al rispetto dell’articolo 3 della Costituzione, perche’ ci sono falsita’ che vengono attribuite alla Costituzione” e “dall’8 gennaio, a 70 anni dalla sua entrata in vigore, abbiamo concordato con Gentiloni e Padoan di distribuire in tutte le scuole la Costituzione italiana”. “Quello che ci permette di tornare ai fatti sono gli strumenti – ha aggiunto la Maggioni, ricordando che il Prix e’ intitolato proprio ‘Back to facts’ -. Non e’ che i falsi siano mancati nella storia, quello che e’ cambiato e’ la pervasivita’ di chiunque voglia inquinare il mondo delle notizie, anche usando il piu’ subdolo degli strumenti che e’ il verosimile”. Al dibattito erano presenti Augusto Rasori e Francesco Conte per Lercio.it, che hanno mostrato la loro satira in rete, sottolineando proprio la differenza con le fake news.

Ansa
Giornalisti: ad Assisi il Manifesto contro i muri mediatici Promosso da Art.21 e Rivista San Francesco
ROMA, 30 SET – “Abbattiamo i muri dell’ignoranza”. E’ l’appello lanciato dai Giornalisti presenti ad Assisi all’assemblea annuale di Articolo 21.Piu’ di 200 tra scrittori, teologi, religiosi, associazioni, Giornalisti e cittadini a confronto hanno sottoscritto il manifesto, un decalogo sulle buone pratiche della comunicazione per contrastare la violenza verbale e scritta, soprattutto sui social network nato dalla collaborazione con la rivista San Francesco. Molte le anticipazioni nel corso dell’assemblea di Articolo 21: dalla giornata per i Giornalisti minacciati il 23 ottobre prossimo, all’appello di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, ai garantire una scorta mediatica a sostegno di #veritapergiulioregeni e il concorso nelle scuole sull’Articolo 21, in partnership con il Ministero dell’Istruzione. “Responsabilita’ e identita’ per punti e convergenza tra differenze sono alla base del decalogo di Assisi. Questo manifesto affianca e non supera altre carte” ha sottolineato Elisa Marincola, portavoce di Articolo 21 ricordando l’importanza del l’abbattimento dei muri mediatici. Durante l’assemblea Antonella Napoli, giornalista di Huffington e membro dell’ufficio di presidenza di Articolo 21, ha letto un messaggio di Kadri Gursel, giornalista di Cumhuriyet scarcerato al termine dell’ultima udienza del processo a 18 tra redattori e vertici editoriali dello storico giornale di opposizione, che Articolo 21 e Fnsi stanno seguendo sin dall’inizio con la campagna #nobavaglioturco.

Ansa
Giornalisti: Ordine Sicilia, accanto a colleghi minacciati
PALERMO, 5 OTT – La Federazione nazionale della Stampa, il sindacato regionale e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia saranno presenti in aula, il 13 ottobre, al processo in cui, a Ragusa, Paolo Borrometi deporra’ contro Venerando Lauretta, uno dei boss di Vittoria, indicato come autore di minacce nei confronti del giornalista modicano. “Ordine e sindacato – si legge in una nota dell’Ordine – sono e restano parte civile nel dibattimento al fianco del collega e intendono ribadire l’impegno contro le organizzazioni mafiose, sempre particolarmente aggressive nei confronti dei cronisti siciliani: lo conferma un’altra vicenda, riguardante Livesicilia, sottoposta a un tentativo di intimidazione da parte del figlio del boss Nuccio Mazzei, che nel 2014, accompagnato da un esponente politico locale, ando’ nella redazione di Catania a chiedere conto di alcuni articoli pubblicati dal sito di informazione sulla sua cosca, quella dei carcagnusi”. “La recente diffusione dei contenuti di quell’incontro – prosegue l’Ordine – che fu registrato dal Gico della Guardia di finanza, ha consentito di evidenziare come la testata avesse respinto le pressioni, ‘promettendo’ che, a seguito di quella sgradita visita, gli articoli sui Mazzei sarebbero aumentati e non diminuiti. E’ un atteggiamento che merita tutto il sostegno possibile da parte degli organismi di categoria: se dall’inchiesta dovesse scaturire un processo anche per reati contro i Giornalisti, Ordine, Fnsi e Assostampa saranno al fianco dei colleghi, come sempre”. (ANSA). Y7P-FK 05-OTT-17 14:45 Leccese – essere coinvolto in una storia perche’ qualcuno e’ in cerca di visibilita”.

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Giornalistmo. Agcom: Al via l’osservatorio permanente in collaborazione con l’Università Federico II
Roma, 4 ott. – Analizzare le prospettive della professione giornalistica e il futuro del sistema dei media: questo lo scopo dell’Osservatorio Permanente sul giornalismo promosso dall’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni e presentato oggi a Napoli presso l’Universita’ ‘Federico II’. Con questa iniziativa, che da’ seguito a specifici approfondimenti effettuati negli ultimi anni, Agcom intende rendere strutturale l’Osservatorio, promuovendo nuove attivita’ di monitoraggio e studio riguardanti l’evoluzione della professione giornalistica, con il supporto di istituzioni e centri di ricerca universitari specializzati nell’analisi dei fenomeni comunicativi e dei media. In particolare, il Servizio Economico-Statistico dell’Autorita’ condurra’ progetti di ricerca a carattere nazionale ed internazionale e, al tempo stesso, organizzera’ iniziative pubbliche di dissemination e confronto con le principali associazioni professionali.
L’evento di oggi, aperto dall’indirizzo di saluto del Commissario Mario Morcellini e dall’intervento del direttore del Servizio economico e statistico dell’Autorita’, Marco Del Mastro, si colloca all’interno della convenzione quadro tra ateneo Federiciano ed Agcom siglata nell’ottica di favorire lo scambio di esperienze, progetti e risultati di ricerca tra le due istituzioni. In particolare, l’appuntamento e’ servito agli esperti della materia, giornalisti docenti e ricercatori presenti, per fare il punto sui mutamenti che internet e il mutevole scenario tecnologico stanno determinando sulla professione. Il dibattito e’ stato moderato da Enrica Amaturo, Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Universita’ Federico II. Introducendo i lavori del seminario, Morcellini ha affrontato il nodo dei rischi connessi alla rapidita’ delle trasformazioni su un comparto delicato e strategico come quello del giornalismo, e piu’ esattamente dell’approvvigionamento di notizie, spesso al di fuori di qualunque logica di verifica o di mediazione. “Agcom deve continuare nel suo lavoro di recensione critica dei processi di interazione reciproca tra comunicazione, reti e giornalismo, nell’obiettivo di difendere sia le professioni del comparto che il bene comune dell’informazione, strategico per una democrazia e una partecipazione competente, contro le tentazioni del populismo e delle fake”, ha sottolineato il Commissario.

Ansa
Censis: fake news sul web, ci casca oltre meta’ italiani Posto fisso resta mito contemporaneo. Continua crisi giornali (di Francesca Pierleoni)
ROMA, 4 OTT – Cresce il numero degli italiani che navigano sul web (sono arrivati al 75%, +1,5% rispetto al 2016) ma anche il rischio di imbattersi e credere in notizie false. Infatti oltre la meta’ degli internauti del nostro Paese, esattamente il 52,7%, ha dato credito, almeno qualche volta, alle fake news in rete. Sono fra i dati che emergono dal 14/o Rapporto Censis – Ucsi sulla comunicazione intitolato ‘I media e il nuovo immaginario collettivo’ presentato oggi al Senato. Ecco gli elementi principali della ricerca. NUMERI RECORD PER INTERNET – Il telefono cellulare e’ usato dall’86,9% degli italiani, quota in cui domina lo smartphone (69,6%). I due social network piu’ popolari restano Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%); cresce Instagram (21%), mentre Twitter resta al 13,6%. In totale, la spesa per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati supera i 22,8 miliardi. LA DIFFUSIONE DELLE FAKE NEWS – Per 3/4 degli italiani (77,8%) le fake news sono un fenomeno pericoloso perche’ inquinano il dibattito politico e fanno crescere il populismo. Una preoccupazione poco sentita dai ragazzi: per il 44,6% dei giovani tra i 14 e i 29 anni l’allarme sulle fake news e’ un falso problema, sollevato dalle vecchie elite, come i giornalisti. I telegiornali comunque restano la fonte piu’ utilizzata per informarsi (60,6%), seguita da Facebook (35%), i giornali radio (22,4%) e i motori di ricerca online (21,8%). IMMAGINARIO COLLETTIVO TRA TRADIZIONE E MODERNITA’ – Per gli italiani in testa alla lista dei miti della contemporaneita’ c’e’ ancora il posto fisso. Seguono, fra gli altri, social network (28,3%), casa di proprieta’ (26,2%), gli smartphone (25,7%) e la cura del corpo (22,7%). Tra gli altri, piu’ indietro, un buon titolo di studio (14,4%). Il mezzo che ancora piu’ influenza l’immaginario e’ la televisione (28,5%), poi social network (27,1%), internet 26,6%), i giornali (8%), la radio (4,6%), i libri (3,2%) e ultimo il cinema (2,1%). TV E PIATTAFORME MULTICANALE – La televisione tradizionale (digitale terrestre) scende del 3,3% rispetto al 2016, ma conferma un seguito elevatissimo (92,2%). La tv satellitare nel 2017 e’ al 43,5%; cresce la tv via internet (26,8%) e raddoppia la mobile tv, dall’11,2% del 2016 al 22,1% del 2017. L’11,1% degli italiani guarda programmi dalle piattaforme video e il 10,4% ascolta musica da quelle audio. APP E STARTUP RIMODELLANO I COMPORTAMENTI – Il 39,7% degli utenti di internet controlla il proprio conto corrente grazie all’home banking (circa 15 milioni di persone), il 37,7% fa shopping in rete. Non decollano, pero’, le prenotazioni sul web delle visite mediche (8%), ne’ i rapporti online con le pubbliche amministrazioni (14,9%). QUOTIDIANI E LIBRI ANCORA IN FLESSIONE – Oggi solo il 35,8% degli italiani legge i giornali. Negli ultimi dieci anni, mentre i quotidiani a stampa perdevano il 25,6% di utenza, i quotidiani online ne acquistavano solo il 4,1% (oggi l’utenza complessiva e’ al 25,2%). Nel campo dei periodici, pero’, nell’ultimo anno si e’ registrata una ripresa sia dei settimanali, sia dei mensili. Solo il 42,9% degli italiani legge i libri a stampa e il 9,6% gli e-book. Complessivamente, i lettori di libri si attestano al 45,7% della popolazione. SI ALLONTANANO RAGAZZI E ANZIANI – Tra i giovani (14-29 anni) la quota di utenti della rete arriva al 90,5%, mentre e’ ferma al 38,3% tra gli anziani (65-80 anni). Gli smartphone sono usati dall’89,3% dei ragazzi mentre solo dal 27,6% dei senior. GLI ADULTI SI ‘GIOVANILIZZANO’ – Nel 2017 viene praticamente colmato il gap nell’accesso a internet, tra giovani e adulti, con una utenza dell’87,8% tra i 30-44enni contro il 90,5% dei 14-29enni. Lo stesso avviene, fra gli altri, per i social network (l’80,4% e l’86,9% di utenza rispettivamente) e gli smartphone (84,7% e 89,3%). Sempre meno popolari invece i quotidiani a stampa, letti nel 2017 dal 27,5% di adulti rispetto al 46,6% del 2012, e dal 23,6% di giovani rispetto al 33,6% del 2012.

Ansa
Rai: Usigrai, Vespa artista e giornalistisenza contratto Nodi stanno venendo al pettine, cda non ha nulla da dire?
ROMA, 5 OTT – “Lo strapotere degli agenti, giornalisti che si autodefiniscono “artisti” pur di firmare contratti milionari, assenza di un progetto di riforma innovativo e radicale. I nodi stanno venendo al pettine. Se davvero si vuole ridurre gli sprechi e offrire ai cittadini una Rai servizio pubblico migliore, sono questi i nodi da sciogliere nel rinnovo del contratto di servizio e nella gestione dell’azienda”. E’ quanto si legge in una nota dell’esecutivo Usigrai all’indomani della proposta del presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico, di escludere Porta a porta dai programmi che potranno seguire la campagna elettorale, a causa del contratto di Bruno Vespa che ha ottenuto una deroga al tetto ai compensi in quanto artista. “Ricordiamo che Bruno Vespa, pur di difendere i suoi compensi, ha deciso di autodefinirsi artista – prosegue la nota Usigrai -. Un caso che riapre con forza la questione dell’informazione di rete che, a tutela degli utenti, dovrebbe essere sottoposta ai vincoli deontologici delle testate. Ricordiamo che l’artista Bruno Vespa e’ colui che ha ospitato nel suo salotto i Casamonica e Riina jr, e colui che ha permesso che si citassero i nomi di minorenni coinvolti in fatti di cronaca, in palese violazione di ogni carta deontologica. E, ancor di piu’, e’ colui che pur di difendere il suo contratto milionario da artista ha usato come minaccia il riconoscimento del contratto giornalistico di chi lavora con lui”. “Sarebbe stato piu’ onorevole da parte sua – sottolinea l’esecutivo Usigrai – accettare il tetto allo stipendio e unirsi a noi nella battaglia per chiedere il dovuto contratto giornalistico per i tanti, troppi, che in Rai – anche a Porta a Porta – fanno lavoro giornalistico a partita Iva, o da programmisti registi, assistenti ai programmi, o altre fantasiose soluzioni. Nel cda Rai ci sono ben 4 giornalisti, presidente compresa. Nulla da dire?”.

Ansa
Catalogna: Guardia Civil denuncia cronista per ‘terrorismo’ Era salito su un’auto della polizia durante una manifestazione
BARCELLONA, 30 SET – L’Unione della Guardia Civil spagnola ha denunciato alla procura di Madrid un giornalista della tv pubblica catalana Tv3 accusandolo di “terrorismo”. Durante la grande manifestazione di protesta a Barcellona contro il blitz degli agenti spagnoli contro le sedi del governo catalano, riferisce La Vanguardia, il cronista era salito sul tetto di un’auto della Guardia Civil immobilizzata dai manifestanti per commentare gli avvenimenti. Se riconosciuto colpevole, il giornalista rischia diversi anni di carcere.

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