Minacce

Taranto. Un rinviato a giudizio per lettera minatoria a giornalista

L’ex presidente di uno sportello antiracket è accusato di essere l’autore delle minacce inviate ad Alessandra Macchitella del Nuovo Quotidiano di Puglia

Il 7 settembre scorso una nota della Procura di Taranto ha annunciato il rinvio a giudizio dell’ex presidente dello sportello antiracket di Taranto, Michele Cagnazzo, accusato di minaccia aggravata nei confronti della giornalista Alessandra Macchitella, collaboratrice de Il Nuovo Quotidiano di Puglia. Gli inquirenti sospettano che sia stato lui a inviare a marzo alla redazione tarantina del quotidiano una lettera di minacce rivolte alla giornalista, a se stesso e al presidente di CasArtigiani (all’interno della quale era nato lo sportello).

Nella busta, oltre alla lettera con le minacce di morte, erano contenuti i due articoli di Macchitella – la cronaca dell’inaugurazione dello sportello e un’inchiesta sulla droga in città – e una minaccia sessista alla cronista: “Ti stupriamo: lascia droga, racket e usura”. La busta era arrivata l’8 marzo, in occasione della festa della donna. Il giorno dopo la giornalista aveva presentato denuncia contro ignoti alla Polizia di Taranto. La prima udienza del procedimento a carico di Cagnazzo è fissata a novembre prossimo.

CasArtigiani, insieme ad AssoMarmo, in una nota inviata alla stampa, ha espresso solidarietà alla giornalista, precisando che già a marzo Cagnazzo era stato destituito dal ruolo di presidente dello sportello.

RDM

Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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