Aggiornamento minaccia

Difesa legale. Si decide su querela a Raffaella Fanelli difesa da Ossigeno

La giornalista è accusata di diffamazione per un intervista del 2015. Il 13 dicembre il Gip di Milano deciderà sulla richiesta di archiviazione del pm

Il 13 dicembre 2017 il giudice per l’istruttoria preliminare del Tribunale di Milano deciderà se accogliere la richiesta del pubblico ministero di archiviare il procedimento penale per diffamazione a mezzo stampa a carico di Raffaella Fanelli, giornalista, collaboratrice di Repubblica. La giornalista è difesa in giudizio dall’avvocato Andrea Di Pietro, responsabile dell’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno, che nelle osservazioni scritte, ha sostenuto la richiesta di archiviazione.

L’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno (vedi), che opera in collaborazione con Media Legal Defence Initiative (MLDI) offre assistenza legale gratuita, ha assunto la difesa della giornalista in quanto ha ritenuto che la querela presentata contro di lei fosse temeraria e quindi rientrante tra i casi considerati strategici per la difesa della libertà di informazione, anche perché, sebbene Fanelli abbia scritto l’articolo per Repubblica.it, non le è stata assicurata la difesa a carico dell’editore.

Raffaella Fanelli è stata querelata nel 2015 da Silvia Signorelli, figlia di Paolo Signorelli, un esponente storico di Ordine Nuovo, deceduto nel 2010. La querelante, che ha invocato il diritto all’oblio, accusa l’autrice dell’intervista di avere infangato la memoria del padre riferendo circostanze false in una intervista pubblicata da la Repubblica a maggio del 2015).

Le circostanze false sarebbero quelle riferite dall’intervistato, Vincenzo Vinciguerra, che sta scontando la pena dell’ergastolo per la Strage di Peteano, avvenuta a Sagrado (frazione di Gorizia, nel 1972, in cui morirono tre carabinieri).

In quell’intervista, Vinciguerra, parlando degli “anni di piombo”, ricorda di avere ammesso le proprie responsabilità per la Strage di Peteano, che egli iscrive in una strategia di opposizione militare. Invece prende le distanze da altri episodi di terrorismo che, a suo dire, avevano altre finalità e altra matrice. Fra l’altro, nomina Signorelli fra coloro che sarebbero stati a capo dei gruppi eversivi fascisti di quel periodo.

A luglio 2016, il pm ha chiesto l’archiviazione della querela sottolineando la correttezza del lavoro della giornalista. Tre mesi dopo il legale di Silvia Signorelli si è opposto. Perciò adesso la decisione spetta al Gip, che deciderà  in Camera di Consiglio.

Il Pm di Milano ricorda che Paolo Signorelli è stato condannato in via definitiva per banda armata e ruolo apicale in associazione sovversiva e che per eventi così rilevanti non si può invocare il diritto all’oblio, nè la lesione della reputazione.

ASP

Leggi: Diffamazione. Querelata per un’intervista sulle trame nere

Read in English

Licenza Creative Commons I contenuti di questo sito, tranne ove espressamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *