Libertà d'informazione

Minniti, libertà stampa è ossigeno della democrazia

Il ministro dell’Interno lo ha detto nella sede della FNSI dove ha annunciato un Centro di coordinamento delle informazioni sui giornalisti che subiscono minacce

“La libertà di stampa è ossigeno per la democrazia. Il lavoro dei giornalisti è irrinunciabile”, ha dichiarato il Ministro dell’Interno, Marco Minniti nella sede della Federazione della Stampa, dopo l’incontro con i vertici del sindacato e dell’Ordine dei Giornalisti, organizzato il 15 novembre 2017, una settimana dopo l’aggressione  di Ostia al giornalista Daniele Piervincenzi e al video operatore Edoardo Anselmi, per discutere le misure necessarie per la protezione dei cronisti.

L’incontro si è concluso con un annuncio: accogliendo una richiesta della FNSI e dell’Ordine dei giornalisti, il Ministro ha annunciato la  creazione al Viminale di un Centro di Coordinamento per la difesa della libertà di stampa, con l’obiettivo di realizzare uno scambio di informazioni sulle minacce ai giornalisti , di stabilire strategie di protezione e di rompere l’isolamento di chi è sotto tiro.

“Abbiamo deciso di intraprendere un cammino comune – ha detto Minniti –. In una democrazia bisogna lavorare insieme affinché non ci sia nessun minacciato e nessuno sia tacitato. Può accadere che qualcuno venga minacciato; ma non deve accadere che qualcuno venga tacitato”.

Il Ministro ha sottolineato infine il suo impegno affinché vengano approvate modifiche al testo di legge sulla diffamazione a mezzo stampa, prevedendo l’abrogazione del carcere per i giornalisti e l’introduzione di norme per scoraggiare le “querele bavaglio”.

L’incontro pubblico è stato aperto dal presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti, che ha ricordato l’appuntamento dell’indomani a Ostia per la manifestazione di solidarietà organizzata a seguito dell’aggressione ai due cronisti.

“Andremo a Ostia così come andremo in tutti i luoghi dove è stato minacciato l’Articolo 21 della Costituzione”, ha detto Giulietti, ricordando in particolare Carlo Casalegno, il vicedirettore de La Stampa, ferito a morte dalle Brigate Rosse, proprio quaranta anni prima.

“Non possiamo permetterci di non vedere, di non sapere e di aspettare altri eventi tragici”. A questo proposito il presidente ha ricordato altri giornalisti uccisi a causa del loro lavoro e ha sottolineato l’importanza della vicinanza a coloro che subiscono minacce. “Non sempre – ha detto  – siamo stati capaci di essere vicini agli Impastato, ai Fava. E c’è chi ha sollevato dubbi sull’omicidio Spampinato”.

Oltre al presidente Giulietti, sono intervenuti: per la FNSI, il segretario Raffaele Lorusso e il delegato alla Legalità Michele Albanese, che vive sotto scorta per minacce di morte subite a causa della sua attività di cronista in Calabria; il presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Carlo Verna, il vice segretario della Fnsi Carlo Parisi e altri tre giornalisti sotto scorta: Federica Angeli, Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo.

Erano presenti, fra gli altri la presidente dell’Odg Lazio, Paola Spadari, il segretario di Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo,  rappresentati di Articolo 21 e di Ossigeno per l’Informazione.  Giulietti e Albanese hanno espresso il loro apprezzamento per il lavoro di documentazione e di analisi svolto in questi anni da Ossigeno sui giornalisti minacciati e sugli attacchi alla libertà di stampa.

RDM

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