Minacce

Roma. Prosciolti 5 giornalisti querelati da giudice del Tar Lazio

Disposto il “non luogo a procedere” nei confronti dei cronisti de Il Tempo, Il Fatto Quotidiano e Report. Nello stesso procedimento coinvolto anche Salvatore Buzzi

Il Gip del Tribunale di Roma, il 26 settembre 2017, ha disposto il “non luogo a procedere” nei confronti dei giornalisti Antonio Padellaro e Carlo Di Foggia (Il Fatto Quotidiano), Valeria di Corrado e Gianmarco Chiocci (redattore e direttore de Il Tempo) e Giorgio Mottola (inviato di Report, Rai3), tutti accusati del reato di diffamazione.

I cronisti erano stati querelati nel 2014 da Linda Sandulli, presidente della sezione I ter del Tar del Lazio, perché nei loro articoli e servizi tv avevano ipotizzato un conflitto di interessi tra la funzione esercitata dalla giudice, che si occupa di appalti pubblici, e la sua quota di partecipazione in un’azienda edilizia (la PROETI srl, della quale detiene il 33,33% e il marito il 46,67%).

L’azienda si è aggiudicata nel 2012 un appalto di 239mila euro per la ristrutturazione del centro di accoglienza richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto (Roma).

Il Pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per i giornalisti, ma il Gip del Tribunale di Roma ha stabilito che gli articoli e il servizio tv non presentano “alcun carattere diffamatorio”. La sentenza sottolinea che la narrazione dei fatti è contraddistinta “dal carattere della veridicità”, che i giornalisti hanno espresso “legittimamente” la propria opinione, esercitando il diritto di critica. Per il Gip la vicenda risulta di “indubbio ed inequivoco interesse pubblico” e le espressioni utilizzate non sono mai “smodate”.

PROSCIOLTI ANCHE BUZZI E ALTRI – La giudice Sandulli, con lo stesso atto, ha prosciolto anche altri imputati per la stessa vicenda: Salvatore Buzzi, condannato in primo grado a 19 anni nel processo Mafia Capitale, Paola Varvazzo, ex viceprefetto di Roma ed ex assessore regionale alle Politiche sociali e Claudio Bolla, ritenuto il braccio destro di Buzzi.

In particolare Buzzi e Varvazzo erano accusati di diffamazione in concorso con la giornalista del Tempo Valeria Di Corrado.

A Buzzi – che nel 2013 aveva vinto l’appalto per la gestione del Cara di Castelnuovo di Porto e che successivamente se l’era visto revocare dal Tar del Lazio a seguito del ricorso di una ditta francese – era contestato il fatto di aver fornito documentazione alla giornalista; a Varvazzo, di aver consegnato a Buzzi le visure camerali del centro di accoglienza.

RDM

Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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