Minacce

Diffamazione. Web. Sequestrati 2 articoli di Marilù Mastrogiovanni

L’inchiesta sui rifiuti in Salento è stata pubblicata su Il Tacco d’Italia a marzo. Oscurati anche i relativi post sulla pagina Facebook

Il 19 settembre 2017 il Gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo – su richiesta del Pm – ha disposto il sequestro preventivo di due articoli della giornalista Marilù Mastrogiovanni pubblicati sul giornale online Il Tacco d’Italia, del quale è la direttrice responsabile. Contestualmente sono stati oscurati i post con lo stesso testo pubblicati sulla pagina Facebook della testata.

Gli articoli riferiscono il risultato di inchieste esclusive sulla gestione della raccolta dei rifiuti nel comune di Casarano (Lecce) e nel Salento. Marilù Mastrogiovanni ha messo in luce alcuni rapporti tra la ditta Igeco, titolare del servizio di gestione dei rifiuti, il consigliere comunale Gigi Loris Stefano, e alcuni esponenti dell’organizzazione mafiosa Sacra corona unita, tra i quali il boss Augustino Potenza (ucciso nell’ottobre del 2016). La ditta Igeco aveva querelato la giornalista per diffamazione.

Gli articoli – e i post che li rilanciano su Fb – erano stati pubblicati il 10 marzo e il 14 marzo 2017; le denunce per diffamazione erano arrivate il 21 marzo e il 5 aprile. Il decreto di sequestro preventivo è stato notificato alla giornalista il 12 dicembre. Per il Gip, “dalle indagini emerge il fumus del reato di diffamazione” nei confronti di Igeco: Mastrogiovanni – sottolinea il giudice – ha usato “espressioni molto forti”, che accostano la ditta al boss Potenza.

Ossigeno per l’informazione esprime solidarietà a Marilù Mastrogiovanni. “Il provvedimento di sequestro – ha dichiarato il direttore di Ossigeno, Aberto Spampinato – appare in contrasto con la giurisprudenza dettata dalla Cassazione in materia di sequestro di articoli online. La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite Civili n. 23469, pubblicata il 18 novembre 2016 ha infatti stabilito che le testate giornalistiche online registrate sono in tutto assimilabili alle testate giornalistiche cartacee, per quanto concerne le guarentigie costituzionali, in particolare circa l’impossibilità di procedere a sequestro preventivo dei contenuti pubblicati” (leggi il commento di Ossigeno alla sentenza).

La giornalista ha ricevuto solidarietà anche dalla  Fnsi e dall’Assostampa Puglia, il sindacato regionale dei giornalisti. Entrambi hanno definito il sequestro un atto “grave e inquietante” (leggi). “La Costituzione – scrivono in una nota congiunta – consente tale provvedimento soltanto in pochissimi e ben definiti casi, fra i quali non rientra la diffamazione a mezzo stampa”. I due enti di categoria hanno sostenuto l’istanza di dissequestro presentata dal legale del Tacco d’Italia (leggi).

Il consigliere Gigi Loris Stefano, a marzo 2017, aveva minacciato la giornalista (leggi) dopo che questa aveva pubblicato stralci di intercettazioni telefoniche e di atti di polizia giudiziaria nei quali egli veniva definito “contiguo” al clan Montedoro-Potenza (leggi). In seguito, il consigliere si era dimesso.

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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