ECPMF / italiano

Italia. Le notizie più pericolose di Ossigeno. Novembre 2017

Questa rassegna mensile degli attacchi agli operatori dei media in Italia è realizzata da Ossigeno per l’Informazione per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF), con il sostegno dell’Unione Europea

A novembre 2017 Ossigeno per l’Informazione ha registrato un’importante novità che dimostra l’incisività della sua pluriennale attività di documentazione e di informazione. Un’attività mirata a indurre il governo a creare organismi di monitoraggio ad hoc, in grado di tenere sotto osservazione con continuità le minacce ai giornalisti e agli altri operatori dei media e segnalare tempestivamente alle autorità gli episodi che richiedono il loro intervento.

È stato infatti istituito, presso il ministero dell’Interno, un Centro di coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. “A tutela di tutti gli operatori dell’informazione – ha reso noto lo stesso dicastero –, il Centro di coordinamento garantisce operatività immediata nei casi di minaccia, anche grazie alle articolazioni territoriali del ministero, valutando i singoli episodi e disponendo le misure di tutela più adeguate” (leggi Giornalisti. Minniti fa primo passo per fermare attacchi | Minniti, libertà stampa è ossigeno della democrazia).

Il Centro è stato presentato come “il punto di connessione tra ministero dell’Interno e organismi rappresentativi dei giornalisti per il contrasto a ogni forma di minaccia a garanzia della libertà di informazione e del diritto dei cittadini a essere informati” (leggi la nota del ministero).

È un traguardo importante ed è stato raggiunto dopo i martellanti richiami rivolti, dall’inizio del 2017, da Ossigeno alle autorità italiane, a seguito di un accertato aggravamento della situazione. L’allarme di Ossigeno si è fatto più acuto, quest’anno, sia per il numero elevato degli episodi e la pressoché assoluta impunità, sia per la natura sempre più preoccupante degli attacchi (che ormai condizionano esplicitamente anche l’informazione politica), sia per l’alta concentrazione di questi attacchi nell’area della Capitale.

L’Unesco ha apprezzato l’iniziativa del governo italiano, sottolineando che questo è il “primo passo” concreto che si fa in Europa in questo campo, nella direzione giusta.

Sul Centro di documentazione del ministero dell’Interno, Ossigeno ha espresso un giudizio analogo. Ha auspicato che in Europa altri governi facciano altrettanto. Ha ringraziato il ministro Marco Minniti e i vertici dell’Ordine dei Giornalisti e della FNSI che hanno rappresentato la situazione in modo convincente, sollecitandolo a intervenire. Ora Ossigeno attende con fiducia che le autorità italiane completino il cammino virtuoso avviato con la nascita di questo Centro di coordinamento che, sostanzialmente, promuoverà meglio gli interventi della polizia.

Come dicono i numerosi richiami rivolti ai singoli paesi dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e da altre istituzioni internazionali, avremo a livello nazionale un organo effettivamente in grado di fronteggiare gli attacchi ai giornalisti e alla libertà di informazione con efficacia e con le dovute garanzie di autonomia e di indipendenza, quando saranno create anche:

1) un’agenzia pubblica di monitoraggio gestita dalle organizzazioni non governative che operano in questo campo; 2) una piattaforma di monitoraggio delle minacce ai giornalisti e delle violazioni della libertà di stampa che avvengono in campo nazionale.

Ossigeno sollecita da tempo la creazione di questa piattaforma, proponendo che essa ricalchi il modello della Platform for the Protection of Journalism and Safety of Journalists del Consiglio d’Europa (vedi). La piattaforma italiana dovrebbe essere ospitata da un’autorità indipendente. Ossigeno ha fiducia che il governo italiano saprà fare anche questi altri passi. “Dimidium facti, qui coepit, habet”, scriveva Orazio. Come dire: chi ben comincia, è già a metà dell’opera.

La creazione del Centro di documentazione del ministero dell’Interno è stata annunciata il 15 novembre, pochi giorni dopo un grave episodio verificatosi il 7 novembre, durante la campagna elettorale, a Ostia, un Municipio del Comune di Roma densamente popolato, situato sul litorale tirrenico. Qui il giornalista Daniele Piervincenzi e il video operatore Edoardo Anselmi sono stati aggrediti fisicamente dal fratello di un noto esponente di un clan criminale, mentre lo intervistavano per conoscere le sue preferenze politico-elettorali. L’intervistato ha aggredito il giornalista prima con una testata in pieno volto, fratturandogli il setto nasale, poi picchiandolo con un bastone. Un’altra persona ha aggredito il video operatore per sottrargli la videocamera, ma senza riuscirci. Il video dell’aggressione è stato quindi diffuso in rete e ha destato l’indignazione generale.

Ossigeno ha commentato a caldo l’aggressione con queste parole: “Cos’altro deve ancora accadere prima che tutti aprano gli occhi? Noi di Ossigeno l’abbiamo chiesto il 30 ottobre scorso, davanti a un centinaio di giornalisti (leggi) illustrando dati che ci preoccupano molto. Lo ripetiamo oggi, dopo la brutale aggressione di Ostia al giornalista Daniele Piervincenzi e all’operatore Edoardo Anselmi, ai quali esprimiamo solidarietà. Lo ripeteremo finché avremo voce, perché ciò che è già accaduto e allarmante” (leggi l’intero commento).

Anche per effetto del video, che mostra la cruda violenza e la dinamica dell’aggressione, l’episodio di Ostia ha avuto un’altissima copertura mediatica, molto più alta di quella riservata da molti anni a episodi dello stesso tipo. Inoltre, numerosi media hanno inquadrato l’episodio citando per esteso il commento e i dati raccolti da Ossigeno sulle minacce ai giornalisti (oltre 250 attacchi  dall’inizio dell’anno, il 30 per cento nell’area di Roma) e l’allarme specifico lanciato a più riprese da questo Osservatorio sull’aggravarsi della situazione intorno alla Capitale.

Nei giorni successivi si sono svolte a Ostia numerose manifestazioni di protesta con la partecipazione di migliaia di persone. Una di queste manifestazioni è stata indetta dal sindacato unitario dei giornalisti, insieme all’associazione Libera, proprio nei pressi del luogo dell’aggressione.

Alle proteste pubbliche hanno fatto seguito iniziative tempestive ed energiche della magistratura. Per la prima volta nel corso di un decennio, gli inquirenti hanno contestato agli aggressori la circostanza aggravante di avere agito con modalità violente di tipo mafioso per intimidire non soltanto i due operatori aggrediti ma tutti i giornalisti. Per effetto di questa aggravante, una settimana dopo gli aggressori sono stati tratti in arresto.

Questo nuovo indirizzo della magistratura è stato confermato il 25 novembre, quando in Sicilia è stato arrestato un uomo che pochi giorni prima aveva minacciato platealmente il giornalista Paolo Borrometi, che dal 2014 vive sotto scorta a causa di minacce di morte ricevute per le sue inchieste giornalistiche che hanno rivelato in esclusiva la pressione intimidatoria e il condizionamento delle attività economiche esercitati da alcuni clan mafiosi nella zona di Ragusa e Siracusa (leggi Arrestato l’uomo che minacciava Borrometi dicendo: “Ti massacro”).

I fatti di novembre dimostrano che, se c’è la volontà politica di intervenire, le autorità possono reagire in modo rapido ed energico contro chi commette reati di assoluta gravità come questi. Possono intervenire applicando le norme in vigore. Ciò che è accaduto a novembre dice che ormai gli inquirenti hanno maggior consapevolezza della gravità sociale dei reati commessi contro giornalisti e blogger, delle minacce, aggressioni, rappresaglie compiute per impedire che, attraverso loro, i cittadini ricevano informazioni sulle interferenze della mafia nella vita pubblica, sui fenomeni di corruzione, sull’inquinamento criminale delle attività economiche e delle procedure elettorali. I fatti di novembre dimostrano che un’attività di documentazione rigorosa e continuativa delle minacce e delle intimidazioni contro i media, come quella svolta in questi anni da Ossigeno, è in grado di promuovere l’attenzione dell’opinione pubblica e risvegliare quella delle autorità sulla necessità di misure e interventi adeguati, per proteggere i giornalisti e il diritto di informare e di ricevere informazioni.

Iniziative
Bulgaria. Ossigeno a Sofia al congresso SEEMF e alla “Commission of Media Policy”
Cosa possono fare i media per salvaguardare la democrazia in Europa il tema del Forum. Il rapporto fra media, democrazia e cittadinanza quello della commissione, in cui Ossigeno ha raccontato la propria esperienza

Attacchi, minacce, intimidazioni: i casi più gravi già resi noti da Ossigeno (consulta i dati completi di Ossigeno sugli attacchi agli operatori dell’informazione)
Ostia. Bastonate a cronista e operatore della RAI
Il video dell’aggressione ha fatto enorme impressione. Il ministro dell’Interno discuterà con la FNSI della  protezione dei giornalisti – leggi tutto

Arrestato l’uomo che minacciava Borrometi dicendo: “Ti massacro”
Il 25 novembre è stato arrestato Francesco De Carolis, 44 anni, per tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso nei confronti del giornalista Paolo Borrometi – leggi tutto | Il commento: Arrestati due aggressori di giornalisti. Qualcosa sta cambiando

Campania. Telefonate minatorie a collaboratore di Striscia
Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre il giornalista Vincenzo Rubano – collaboratore del tg satirico di Canale 5 e dei quotidiani la Repubblica e La Città di Salerno – ha ricevuto sul cellulare tre telefonate anonime: un uomo lo ha minacciato e insultato, facendo chiaro riferimento alla sua attività giornalistica – leggi tutto

Napoli. Fotoreporter picchiato sul luogo di un omicidio
Il 15 novembre nel quartiere Ponticelli un fotoreporter è stato colpito al volto con due colpi da un uomo, mentre effettuava riprese sulla scena di un omicidio di camorra. L’aggressore è un familiare della persona uccisa – leggi tutto

Piacenza. Aggrediti due giornalisti mentre polizia chiude un bar
Lo stesso giorno Emanuela Gatti e Andrea Pasquali, del quotidiano online IlPiacenza.it, sono stati attaccati dal gestore di un bar di cui stavano documentando lo sgombero. Gli agenti di polizia presenti sono intervenuti immediatamente – leggi tutto

Calcio. A Pisa un cronista colpito al volto da un ultrà
Luca Lunedì (RTV38) stava documentando la tensione creatasi allo stadio Arena Garibaldi. Un tifoso si è infastidito per la telecamera, nonostante fosse spentaleggi tutto

Danneggiata auto La7 durante manifestazione a Ostia
La troupe de L’Aria che Tira stava effettuando delle riprese nella strada dove alcuni giorni prima erano stati aggrediti il giornalista e l’operatore di Nemo leggi tutto

Sequestro archivi dati a 2 cronisti, per articoli su servizi segreti
Nicola Borzi (Sole24Ore) e Francesco Bonazzi (La Verità) avevano scritto: operano su conti bancari della Popolare di Vicenza. Fnsi e Odg: sequestro contrario a CEDUleggi tutto

Bari. Due cronisti indagati per rivelazione di segreto di Stato
Il 21 ottobre i giornalisti Massimiliano Scagliarini e Giovanni Longo, redattori de La Gazzetta del Mezzogiorno, hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari: sono indagati in concorso tra loro e per reato continuato (art. 81 c.p.) per rivelazione del segreto di Stato – leggi tutto

Bologna. Acquisiti a loro insaputa tabulati telefonici di due giornalisti
Il 24 ottobre Gianluca Rotondi (Il Corriere di Bologna) e Gilberto Dondi (Il Resto del Carlino) sono venuti a sapere che nel 2015 la Procura di Bologna aveva richiesto i loro tabulati telefonici. Un caso analogo ha riguardato altri tre giornalisti emiliani – leggi tutto

Basilicata. Guardiano a cronista: “Lei non può filmare. L’Eni non vuole”
Il 27 settembre a Maurizio Bolognetti, collaboratore di Radio Radicale, è stato impedito da una guardia giurata di effettuare riprese video in contrada Valloni a Viggiano (Potenza), nei pressi di un pozzo in cui la società petrolifera Eni conduce attività estrattive – leggi tutto

“Non fui fiancheggiatore BR” e chiede danni. No della Cassazione
Il 9 marzo scorso la Suprema Corte ha respinto una richiesta di risarcimento di 260mila euro avanzata nei confronti del’ex direttore de La Stampa Marcello Sorgi e del legale rappresentante della società editrice, Alessandro Bianco. A denunciarli nel 2010 era stato Norberto Natali, che lamentava di essere stato descritto impropriamente in alcuni articoli come “terrorista, fiancheggiatore delle Brigate Rosse”- leggi tutto

Attacchi: altri casi inediti
Bologna. Contestato autore libro su Siria
L’11 ottobre il giornalista Sebastiano Caputo – autore del libro Alle porte di Damasco (GOG edizioni, 2015) e collaboratore delle testate Il Giornale, La Verità e Tempi – è stato contestato dal collettivo universitario autonomo (Cua), insieme agli altri relatori di un convegno sul Mediorente e la guerra in Siria organizzato all’Università di Bologna. I manifestanti hanno occupato l’aula, nella quale doveva svolgersi l’incontro, finché il Rettore non ha annullato l’evento. Il convegno si è svolto lo stesso in un’altra sede, trovata all’ultimo momento. Per i collettivi, i relatori avevano “posizioni troppo favorevoli al governo siriano”.
“Nel mio libro c’è una cronistoria del conflitto siriano. In un momento in cui il giornalismo soffre mi hanno impedito di raccontare ciò che ho visto e ho fatto”, ha dichiarato a Ossigeno Caputo.

Caserta. Parcheggiatore abusivo insulta e minaccia inviato Striscia la Notizia
Luca Abete, più volte vittima di attacchi, è stato nuovamente insultato e minacciato: stavolta da un parcheggiatore abusivo di fronte alla Reggia di Caserta (Campania). Il tg satirico di Canale 5 ha mostrato l’accaduto in un servizio andato in onda il 2 ottobre. L’inviato aveva individuato l’uomo – uno dei tanti abusivi che chiedono 20 euro per far sostare le automobili nella stessa area riservata agli autobus di fronte alla Reggia – e aveva intervistato alcune persone che, di fronte alla richiesta di denaro, avevano chiamato la polizia. Fermato dagli agenti, il parcheggiatore ha reagito rivolgendo frasi ingiuriose e minacciose ad Abete, che ha filmato e pubblicato la scena ma che non ha presentato denuncia alle forze dell’ordine.

Catania. Figlio boss non gradisce articoli e protesta nella redazione di LiveSicilia
Il 30 aprile del 2014 due uomini si sono presentati nella sede catanese del giornale online per contestare il contenuto di alcuni articoli riguardanti una famiglia mafiosa e in particolare quello di Laura Distefano dal titolo “Scarface, riesame conferma il sequestro di 65 milioni” pubblicato tre giorni prima. I due sono Carmelo Mazzei, figlio del boss Sebastiano, attualmente in carcere al 41bis, e Riccardo Pellegrino (all’epoca consigliere comunale), fratello di Gaetano, condannato per estorsione, imputato per associazione mafiosa e ritenuto il cassiere del clan Mazzei. Anche se non sono state pronunciate minacce esplicite, si è trattato di “un tentativo di condizionare l’informazione”, ha dichiarato a Ossigeno il coordinatore della testata, Antonio Condorelli.
La ricostruzione – Il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo della Distefano un utente anonimo aveva inserito dei commenti offensivi nei confronti della testata. In seguito Mazzei aveva contattato la giornalista attraverso il suo profilo Facebook chiedendo di “poterla raggiungere” in redazione. Il 29 aprile Condorelli aveva presentato un esposto alla Guardia di Finanza raccontando l’accaduto. Per questo quando i due si erano presentati in redazione, i finanzieri avevano filmato l’incontro. In seguito Condorelli aveva presentato denuncia allo stesso corpo.
Il caso è stato reso noto lo scorso settembre in seguito alla diffusione di intercettazioni sulle quali gli inquirenti hanno a lungo svolto accertamenti. A LiveSicilia hanno espresso solidarietà la Fnsi e l’Unione Cronisti.
Riccardo Pellegrino nel 2015, dopo alcuni articoli di Condorelli su una relazione della Commissione antimafia – in cui veniva citato a causa dei suoi legami di parentela – aveva chiamato il giornalista lamentandosi della pubblicazione: episodio che il 15 gennaio dello stesso anno Condorelli aveva segnalato alle forze dell’ordine.

Aggiornamenti. Novità su attacchi raccontati in passato
Difesa legale. Si decide su querela a Raffaella Fanelli difesa da Ossigeno
Il 13 dicembre il Tribunale di Milano deciderà se accogliere la richiesta del pubblico ministero di archiviare il procedimento penale per diffamazione a mezzo stampa a carico di Raffaella Fanelli, collaboratrice di Repubblica, difesa dall’avvocato Andrea Di Pietro, responsabile dell’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno – leggi tutto

Omicidio Cutuli: due afgani condannati a 24 anni
Il 19 novembre la Corte d’Assise di Roma ha condannato i cittadini afghani Mamur e Zar Jan a 24 anni e a un risarcimento di 250mila euro ciascuno per l’omicidio della giornalista Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera uccisa nel 2001 insieme a tre colleghi stranieri nel corso di un agguato nei pressi di Kabul.

**********************************************************************************************

Hanno collaborato a questo report mensile: Dario Barà, Loredana Colace, Raffaella Della Morte, Gianni Montesano, Matteo Finco.

Questo report è stato arricchito da numerose prestazioni volontarie di collaboratori che condividono gli scopi sociali di Ossigeno. Queste prestazioni si sono sommate alle collaborazioni retribuite con i fondi previsti dal progetto europeo del consorzio ECPMF. Notevoli risparmi sono stati ottenuti grazie ai servizi forniti da enti e istituzioni a titolo gratuito a Ossigeno per l’Informazione.

ASP-MF

Read in English

Licenza Creative Commons I contenuti di questo sito, tranne ove espressamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CHIUDI
CLOSE