Libertà d'informazione

La rassegna stampa di Ossigeno – 25 novembre – 1 dicembre 2017

Articoli della settimana sulla libertà di espressione, il diritto all’informazione, fake news, diffamazione e intimidazioni ai giornalisti

Agenzie Stampa

Ansa
Droga: nuova aggressione a Bologna a Striscia la Notizia. Troupe di Brumotti aggredito da spacciatori nel Parco Montagnola
BOLOGNA, 29 NOV – Nuova aggressione al Parco della Montagnola di Bologna, dopo quella del 15 novembre scorso, per la troupe di Striscia La Notizia guidata dall’inviato Vittorio Brumotti, inseguita e spintonata da un gruppetto di spacciatori, che non hanno gradito la nuova “intrusione” in un territorio che ha seri problemi di degrado e microcriminalita’. Per la verita’ e’ la terza aggressione in due settimane per il giornalista e i suoi cameraman: la sera del 22 novembre era stato assaltato a Padova, anche la’ durante la registrazione di un servizio sullo spaccio di stupefacenti in una zona calda, l’area antistante la stazione ferroviaria. Il 15 novembre la troupe era entrata al buio del Parco per documentare lo spaccio nella Montagnola e Brumotti si era finto potenziale acquirente. A un certo punto l’inviato del programma televisivo satirico aveva svelato la sua identita’ tirando fuori un megafono per denunciare l’accaduto, e fu affrontato, insieme ai cameraman, da un gruppo di stranieri che strapparono le telecamere. Stasera fatto analogo durante un nuovo servizio sullo spaccio di droga nel Parco costruito sull’ottocentesca discarica cittadina (da cui il nome Montagnola), adiacente alla centrale Piazza 8 Agosto che celebra la cacciata degli austriaci. Questa volta un gruppetto meno nutrito di giovani li ha raggiunti. Ci sarebbero stati contatti, piu’ che altro il giornalista e i teleoperatori sarebbero stati spintonati, una telecamera sarebbe rimasta danneggiata, ma non ci sarebbe stata la rapina degli strumenti televisivi. Uno degli aggressori sarebbe gia’ stato identificato. Nel parco, poco lontano dalla stazione ferroviaria e da Piazza Maggiore, da tempo e’ presente, ed e’ al centro del dibattito cittadino, il problema della presenza di spacciatori, soprattutto cittadini centrafricani, molti senza fissa dimora. Brumotti voleva documentare lo stato in cui versa la Montagnola gridando agli spacciatori di vergognarsi di quello che stavano facendo a pochi passi da una scuola, l’asilo ‘Giaccaglia Betti’. Quella volta l’aggressione fu dura. Nella notte scatto’ una retata dei carabinieri porto’ all’arresto per spaccio di diversi africani, anche nei giorni successivi. Ci furono reazioni durissime, oltre al sindaco Virginio Merola, quella del leader della Lega Nord Matteo Salvini, sempre molto sensibile a quello che succede a Bologna. “Non vedo l’ora, una volta al governo – disse – di dare una bella ripulita a tutta l’Italia. Attendo arresti e manifestazioni, come a Ostia”. La nuova visita a Bologna, da quanto si comprende, e’ stata dettata dalla voglia di vedere se l’operazione pulizia avesse dato i suoi frutti. A sue spese, Brumotti ha verificato che non e’ cosi’.

ANSA
Ostia:altro arresto aggressione reporter, complice Spada. Con aggravante mafiosa. Corruzione, a giudizio ex commissario (di Luca Laviola)
ROMA, 30 NOV – L’ex capo del commissariato di Ostia, Antonio Franco, gia’ condannato in primo grado a quattro anni per peculato, falso e truffa, andra’ di nuovo a processo con le accuse di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione di atti, falsita’ e false dichiarazioni ai pm. Avrebbe preso soldi dal titolare di alcune sale giochi per avvertirlo di imminenti controlli e non avrebbe segnalato la presenza in uno dei suoi locali di Ottavio Spada, esponente dell’omonimo clan. La storia del poliziotto Franco, 55 anni, da’ l’idea della complessita’ della situazione sul litorale romano e nel Decimo Municipio appena uscito dal commissariamento per infiltrazioni mafiose, in cui lo Stato sta provando a far sentire la pressione ai clan dopo i recenti episodi di violenza. E proprio oggi c’e’ stato un secondo arresto per l’aggressione al giornalista Rai Daniele Piervincenzi il 7 novembre a Nuova Ostia: si tratta di un uomo che era con Roberto Spada – gia’ in carcere per la testata e le bastonate – e avrebbe partecipato al pestaggio. Si chiama Alvez Del Puorto Nelson, 28 anni, uruguaiano. E’ stato quattro anni in prigione per droga ed e’ da tempo vicino al clan Spada. Accusato di lesioni e violenza privata, anche per lui e’ scattata l’aggravante del metodo mafioso. I carabinieri lo hanno preso mentre andava a prendere i figli a scuola. L’uomo e’ stato riconosciuto da Piervincenzi e dal cameraman che lo accompagnava in alcuni filmati, secondo quanto emerge dall’ordinanza di arresto firmata dal gip Anna Maria Fattori. “Si comportava come fosse il guardaspalle di Spada – hanno raccontato le due vittime – e fu proprio Alvez a colpire per primo il cameraman”. “I filmati – scrive il gip nel provvedimento di venti pagine – danno contezza di una piena e totale adesione dell’Alvez alla condotta dello Spada con cui condivide e supporta gli argomenti circa i problemi del quartiere. Prima assiste divertito alle offese di Spada, poi da’ manforte con le argomentazioni” e garantisce “la sua presenza e il suo pronto intervento”. Il secondo processo per l’ex dirigente di polizia Franco e’ stato disposto dal Gup Anna Maria Govoni su richiesta della procura di Roma. Una vita nei commissariati della capitale, Franco e’ stato responsabile del difficile presidio di Ostia per sei anni e fino al 2016, quando fu improvvisamente sostituito. Il motivo si e’ capito a fine luglio di quell’anno, quando e’ stato arrestato dai colleghi della squadra mobile per rapporti illeciti con un imprenditore, Mauro Carfagna, titolare di alcune sale slot e dai rapporti opachi con i clan, che andra’ a processo con Franco per corruzione. Il poliziotto lo avrebbe anche aiutato a sbrigare delle pratiche amministrative. In cambio, sempre secondo l’accusa, Franco avrebbe avuto una casa pagata che usava anche per vedere una donna con cui aveva una relazione. Il nuovo processo iniziera’ il 12 aprile dell’anno prossimo. A giudizio anche quattro agenti gia’ in servizio sotto Franco – per violazione dei doveri legati alla funzione – e un avvocato. Nel primo processo Franco e’ stato condannato a quattro anni di reclusione per peculato, falso e truppa per l’uso personale di una Smart assegnatagli per servizio, anche in ore che avrebbe poi indicato come lavorative e di straordinario. Un contesto difficile a Ostia nel quale si e’ inserita ieri la notizia di un cosiddetto “impresentabile” scovato dalla Commissione parlamentare Antimafia nelle liste per le elezioni municipali. Il nome e il partito non sono stati resi noti, ma si tratterebbe di un candidato con una condanna per usura continuata, che ha avuto pochi voti e non e’ stato eletto.

Ansa
Calcio: Pisa-Livorno, pugno a videoperatore da tifoso La denuncia di Ast, Ussi e Unione cronisti, ‘e’ intollerabile’
FIRENZE, 26 NOV – Un videoperatore dell’emittente toscana Rtv38 nel corso della partita di calcio Pisa-Livorno e’ stato colpito con un pugno “da un sedicente tifoso del Pisa riportando contusioni al volto”. A darne notizia e’ una nota dell’Associazione Stampa Toscana, del Gruppo GiornalistiSportivi della Toscana (Ussi) e il Gruppo cronisti (Unci) “indignati” per l’aggressione subi’ta dal collega Luca Lunedi’. “E’ intollerabile – spiegano – che si continuino a colpire gli operatori dell’informazione che svolgono il loro lavoro”. “In un periodo nel quale vengono chieste a piu’ voci misura e attenzione nel non fomentare episodi di violenza negli stadi e non solo – scrivono -, e’ intollerabile che debbano ancora verificarsi episodi del genere”. “Ast, Ussi e cronisti invitano quindi la societa’ Pisa calcio, la Figc, la Lega, le Istituzioni e le Autorita’ competenti a voler accertare le responsabilita’ del caso e a provvedere a tutelare il lavoro dei colleghi”.

Ansa
Minacce a cronista Borrometi tramite social, arrestato
SIRACUSA, 25 NOV – Con l’accusa di tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso nei confronti del giornalista Paolo Borrometi, gli agenti della squadra mobile di Siracusa e di Ragusa, su delega della Dda, hanno arrestato Francesco De Carolis, 44 anni, siracusano. Borrometi il 15 novembre scorso sul sito di informazione laspia.it aveva pubblicato un’inchiesta sulle attivita’ criminali del clan siracusano Bottaro Attanasio facendo riferimento anche a Luciano De Carolis, fratello di Francesco, e al suo ruolo rivestito nell’ambito dell’organizzazione criminale di stampo mafioso. Francesco De Carolis, dopo quattro giorni dall’articolo, aveva inviato al cronista tramite il proprio profilo facebook un messaggio vocale attraverso il quale “con frasi dal contenuto fortemente minaccioso ed esplicito intimava al giornalista di non pubblicare ulteriori articoli o fotografie riferite ai fratelli De Carolis”. Borrometi aveva presentato una denuncia alla polizia di Ragusa.
Titolare dell’inchiesta e’ la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania che ha anche disposto accertamenti al compartimento di Polizia postale e delle comunicazioni Sicilia orientale che ha partecipato assieme a personale delle squadre mobili di Siracusa e di Ragusa all’esecuzione degli arresti domiciliari dell’indagato. La richiesta di applicazione del provvedimento restrittivo e la conseguente ordinanza del gip, spiegano dalla Procura di Catania, “si fondano sulla contestazione del reato di tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso, attribuita al De Carolis in seguito alle gravi minacce dallo stesso formulate nei confronti del giornalista Paolo Borrometi, in risposta ad un articolo da questi pubblicato il 15 novembre 2017 su quotidiano on line ‘laspia.it’ dal titolo ‘Siracusa, i clan si dividono la citta’: boss in liberta’ e giovani leve pronte a tutto. Ma la gente non denuncia’, nel quale il cronista faceva riferimento anche a Luciano De Carolis, fratello di Francesco, e al ruolo dal predetto rivestito nell’ambito dell’organizzazione criminale di stampo mafioso denominata Bottaro-Attanasio operante a Siracusa”. “In particolare – ricostruisce la Procura di Catania – Francesco De Carolis inviava tramite il proprio profilo Facebook a Borrometi un messaggio vocale con il quale, dopo essersi presentato quale fratello di De Carolis Luciano, con frasi dal contenuto fortemente minaccioso ed esplicito intimava al giornalista di non pubblicare ulteriori articoli o fotografie riferite ai fratelli De Carolis”. Dopo la denuncia del giornalista alla Questura di Ragusa la Dda della Procura ha affidato accertamenti alla Polizia postale di Catania che “hanno confermato un grave quadro indiziario nei confronti di Francesco De Carolis”.

Ansa
Giornalisti: Borrometi, denunciare conviene
PALERMO, 25 NOV – “Grazie di cuore alla Procura distrettuale Antimafia di Catania e alla polizia di Ragusa e Siracusa. Francesco De Carolis solo 6 giorni fa mi aveva minacciato di morte nel modo cosi’ pubblico e drammatico. ‘Ti massacro, metti ancora una volta la foto e’ il nome di mio fratello in un articolo e Ti massacro. Non lo dimenticare, tanto il carcere non c’e”: erano queste le sue parole, vili minacce da parte del fratello di uno dei boss piu’ importanti di Siracusa, gia’ condannato per mafia, omicidio e droga. Io ne avevo descritto le attivita’ mafiose, lui aveva risposto cosi'”. Lo scrive in post su Facebook il giornalista Paolo Borrometi, minacciato di morte da Francesco De Carolis, fratello di uno dei boss di Siracusa, arrestato oggi con l’accusa di tentata violenza privata, minacce di morte aggravate dal metodo mafioso “Oggi De Carolis e’ stato arrestato, dopo le indagini della Polizia, per delega della Dda di Catania. Tentata violenza privata, minacce di morte aggravate dal metodo mafioso – scrive Borrometi – Questi i capi di imputazione che lo riportano dietro le sbarre. Spero che la gente comprenda che denunciare convenga e che chi sbaglia paga”. “Non ci possono essere nel nostro Paese delle ‘zone franche’. Minacciare un giornalista, chiunque sia, vuol dire minacciare la liberta’ di informazione – conclude – e tutti coloro che, tramite quel giornalista, vengono informati. Oggi un segnale fondamentale.#DenunciareConviene #NoMafia”.

Ansa
Giornalismo: moldavo e ucraina vincono premio CEI SEEMO 2017. Per rilevanti meriti nel giornalismo investigativo
SOFIA, 28 NOV – I giornalista Victor Mosneag della Moldavia e Yevheniia Motorevska, ucraina, sono in vincitori del premio “CEI SEEMO per Rilevanti meriti nel giornalismo investigativo 2017”, rispettivamente nelle sezioni “Giornalisti professionisti” e “Giovani Giornalisti professionisti”, messo in palio dall’Ince (Iniziativa centro europea) e dalla South East Europe Media Organisation (SEEMO), in speciale partnership con il Programma Media South East Europe della Konrad Adenauer Stiftung (KAS). Victor Mosneag, un reporter investigativo del settimanale moldavo Ziarul de Garda, e’ stato premiato per le inchieste su corruzione, trasparenza e questioni di diritto in Moldova. Tra l’altro, ha scoperto il grande divario tra le entrate ufficiali e le reali proprieta’ di vari esponenti del mondo giudiziario, scoperta che ha causato l’apertura di una inchiesta giudiziaria sulla corruzione nella magistratura. Yevheniia Motorevska, giovane giornalista del programma televisivo d’inchiesta “Slidstvo.Info”, in Ucraina, ha scoperto crimini e corruzione al Governo. Anche nel caso di Yevheniia, in seguito al sui lavori sono state aperte inchieste giudiziarie Victor Mosneag e Yevheniia Motorevska hanno vinto,rispettivamente premi in danaro offerti dall’Ince di 4.000 e 1.000 EURO, conferiti loro nel corso del South East Europe Media Forum (SEEMF) a Sofia (27-28 November 2017). Una menzione speciale e’ stata assegnata a Marina Constantinoiu, caporedattore di miscareaderezistenta.ro in Romania, che ha pubblicato oltre 50 articoli sui servizi segreti, avendo avuto accesso agli archivi di Romania e Germania Est, Securitate e STASI. La giuria del premio – alla quale sono giunte 22 nominations, provenienti da 10 paesi – indipendente e internazionale, era composta da Lindita ela (Albania), giornalista del Balkan Investigative Reporting Network (BIRN); Alina Radu (Moldova), direttrice de Ziarul de Garda; Anna Babinets (Ucraina), editor de Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) e co-fondatrice di Slidstvo.info; Matteo Finco, (Italia) Freelance di Ossigeno per l’Informazione; Saa Lekovi (Croazia), presidente del Investigative Journalism Center, e presidente della Croatian Journalists’ Association. Il premio e’ stato coordinato da Barbara Fabro (Ince) e Oliver Vujovic (SEEMO).

Carta stampata 

La Voce di Reggio Emilia
‘Ndrangheta, solidarietà alla nostra cronista dopo le minacce. L’Ordine dei Giornalisti con Chilloni, 1 dicembre 2017, pp.1,8

La Voce di Reggio Emilia
Pierluigi Ghiggini,Cronista della Voce minacciata di morte. La solidarietà di Reggio a Chilloni, 30 novembre 2017, pp.1,3

Il Giornale
Marcello Zacché, L’informazione a costo zero e le bugie. Fidatevi dei professionisti dell’informazione, 28 novembre 2017, p.1,3

Il Fatto Quotidiano
Massimo Fini, Il giornalismo è rischioso ma mica è obbligatorio, 24 novembre 2017

Gioia
La Giornalista, 30 novembre 2017, p.66

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Web

Segnalazioni e aggiornamenti
Reggio Sera
Minacce inaccettabili contro nostra giornalista (leggi)

Il Resto del Carlino
Bologna, troupe di ‘Striscia la Notizia’ rapinata in Montagnola (leggi)

Giornalettismo
Vittorio Brumotti di Striscia aggredito da spacciatori a Padova: Schiaffi, bottiglie e bucce di banana (leggi)

Genova24
Inchiesta Mps, sentito a Genova Degortes: “Non sapevo niente dei festini”. E querela le Iene (leggi)

Radio Siena TV
Nicola Marini denuncia le Iene per l’inseguimento (leggi)

Canale Sicilia
Patti – Diffama il giornalista su Facebook, il giudice lo condanna (leggi)

OdG Toscana
Derby Pisa- Livorno: solidarietà Odg Toscana a collega aggredito (leggi)

Fnsi
Scrive di un ultrà indagato, i tifosi lo insultano. La solidarietà del Cdr del ‘Giorno’ al giornalista Nicola Palma (leggi)

YouTg
Cari manifestanti, strappare l’attrezzatura a un giornalista è un’aggressione fascista (leggi)

Giornale di Como
Querele temerarie: il direttore Baiguini “attapira” Di Maio (leggi)

anmvioggi.it
Diffamazione a mezzo stampa, condannata addetta stampa LAV (leggi)

Assostampa Sicilia
Cronisti tenuti fuori dall’area di sbarco dei migranti. Violato diritto di cronaca, appello di Giulietti e Cicero alle Autorità (leggi)

Radio Colonna
Atac smentisce la stampa: nessun premio ai dirigenti nel 2017 (leggi)

Nuovasociaetà.it
Per Giordana allontanati i giornalisti dalla Procura (leggi)

Agi
Mafia: arrestato il boss De Carolis per le minacce di morte a Borrometi (leggi)

TgLa7
Mafia: minacce a giornalista Borrometi su Fb, un arresto (leggi) (OX)

La Presse
Ostia, secondo arresto per l’aggressione al giornalista Rai (leggi)

Assostampa Sicilia
Procura di Catania, chiesto rinvio a giudizio per Crocetta per diffamazione nei confronti di un giornalista (leggi)

La Pressa
‘Così il segretario Pd offende i giornalisti e l’informazione libera’ (leggi)

La Provincia di Varese
«Kevin, ti chiedo scusa io, speravo fosse un errore» (leggi)

Fnsi
Tap, vietato avvicinarsi al cantiere. Odg e Assostampa Puglia: «La questura garantisca l’accesso ai cronisti» (leggi)

Corriere Salentino
TAP: “Giornalisti e media benvenuti nelle aree di lavoro”  (leggi)

Memoria
Articolo21
40 anni fa le Br uccidevano il giornalista Casalegno (leggi)

FuturaNews
Una nuova casa per Mauro Rostagno, giornalista ucciso dalla mafia (leggi)

AskaNews
Omicidio della giornalista Cutuli, 24 anni ai due afghani imputati (leggi)

Fake News
Luiss Open
L’autorevolezza del giornalismo da ricostruire nell’epoca di fake news e post-verità (leggi)

Formiche.net
Ecco la bozza del disegno di legge Pd (alla tedesca) sulle fake news (leggi)

Il Giornale
La legge anti fake news nasce già morta: “Così è pericolosa” (leggi)

Huffington Post
Le fake news dal dopoguerra ai tempi della soft power (leggi)

Agi
Contro le fake news torniamo a fare il lavoro del giornalista (leggi)

Panorama
Fake news, ecco come contrastarle (leggi)

Ansa
Fake news: la notizia al centro è l’arma per combatterle (leggi)

Liberoquotidiano.it
Lotta alla fake news: le bufale sono un’industria, scoprirle è sempre più difficile (leggi)

Giornalismo
Ansa
Giornalismo: moldavo e ucraina vincono premio CEI SEEMO 2017  (leggi) (OX)

Siciliainformazioni
Caso Galizia e pericoli per giornalismo d’inchiesta. “Tremila i minacciati italiani, serve scorta mediatica” (leggi) (OX)

Contropiano
I giornalisti non devono ficcare il naso, ma possono “obbedir tacendo” (leggi)

UsigRai
Dèsir, Osce: “Il servizio pubblico avrà un ruolo sempre più importante” (leggi)

Stampa Romana
Pericoloso scrivere di banche. Solidarietà a “La Verità” e a Francesco Bonazzi (leggi)

La Repubblica
A Venezia il manifesto dei giornalisti per liberare le parole dalla violenza (leggi)

Secolo d’Italia
Chiude definitivamente il settimanale cattolico “Tempi” (leggi)

Fnsi
I giornalisti del Tg5: «Dall’azienda nessun chiarimento sul futuro». Redazione in stato di agitazione (leggi)

OdG Milano
Freelance, precariato e salari ridotti Giornalisti in piazza Scala a Milano (leggi)

ilfattoquotidiano.it
Fallimento Calabria Ora, condannati gli editori Citrigno e Aquino per bancarotta preferenziale (leggi)

Fnsi
Stupro di Firenze, Cpo Fnsi e Cpo Usigrai: «Da Bruno Vespa una pessima pagina di giornalismo» (leggi)

DB

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