Minacce

Premier Albania scredita servizio delle Iene, poi fa un passo indietro

Aveva definito “spazzatura” un programma sui bambini lavoratori del suo paese. Poi ha ammesso di aver parlato senza averlo visto, ma non si è scusato

Il capo del governo albanese, Edi Rama, ha reagito ad un servizio televisivo del programma le Iene, sullo sfruttamento del lavoro minorile nel suo paese, trasmesso il 31 ottobre scorso da Italia Uno, definendo il programma “spazzatura”, accusando gli autori di aver riciclato vecchi filmati vecchi e di raccontare il falso. Il giorno dopo è tornato parzialmente sui suoi passi, ma senza scusarsi espressamente con le persone insultate. Alice Martinelli, la giornalista autrice del servizio, ritiene che l’episodio mantenga un intento intimidatorio. “Lo considero un attacco, un tentativo di screditarmi”, ha detto a Ossigeno.

Il servizio dal titolo “Bambini lavoratori che aiutano la famiglia” (guarda) è stato girato fra il 13 e il 16 ottobre scorso, dalla Martinelli, insieme con due colleghi albanesi a Bulqizë. Mostra bambini tra gli 11 e i 13 anni che lavorano per aiutare economicamente le proprie famiglie, raccogliendo – in cambio di cifre irrisorie – pietre ricche di cromo, un materiale che viene rivenduto sui mercati internazionali.

Dopo la messa in onda del programma sui bambini lavoratori, Rama si è fatto riprendere dalla tv nella stessa località in cui è stato girato il servizio. Poi ha pranzato con una famiglia del luogo (guarda) e durante il pranzo definisce le Iene “un programma spazzatura”.

Alice Martinelli ha replicato a Rama, prima con un post su Facebook, poi con un video-messaggio sul sito del suo programma (il 13 novembre; guarda). Ha difeso il proprio lavoro rimarcandone l’autenticità.

Il giorno dopo il premier Rama, durante un’intervista alla tv Studio e Hapur, ha ammesso di essersi sbagliato, ha detto di aver parlato prima di aver visto il servizio. Tuttavia non ha chiesto scusa in modo esplicito alle persone che aveva insultato.

“In Albania – commenta Alice Martinelli – ci sono state molte reazioni. Su internet si trovano molti link che parlano di questa vicenda. Ma in Italia non lo ha fatto quasi nessuno. Noi stessi delle ‘Iene’ abbiamo tenuto un profilo basso. Avevamo paura di possibili ritorsioni sulle famiglie coinvolte nella vicenda”.

MF

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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