Minacce

Mafia. A Catania neo-melodici minacciano giornaliste di “Meridionews”

Luisa Santangelo aveva evidenziato le loro parentele con noti boss Santapaola e Turi Cappello. Ondata di insulti su Facebook. Le croniste hanno denunciato le offese e reso noto l’episodio 

“Avete offeso la mia famiglia”. “Non siete degni di nominarla”. E giù altri insulti e minacce. Autori due cantanti neo-melodici: Niko Pandetta e Andrea Zeta. Nel loro mirino i giornalisti della testata online siciliana Meridionews. Motivo scatenante: aver citato in un reportage sul successo della musica napoletana neomelodica a Catania e sull’inserimento di temi malavitosi nei testi (guarda) di alcune canzoni, la loro parentela con esponenti mafiosi. L’autrice del servizio e il direttore responsabile hanno reagito denunciando il carattere offensivo e intimidatorio delle reazioni e rendendo pubblico l’episodio attraverso Ossigeno per l’Informazione, che li ringrazia ed esprime loro solidarietà.

Il servizio video che ha fatto arrabbiare i due cantanti è stato realizzato dalla giornalista Luisa Santangelo, collaboratrice della testata online e pubblicato il 3 gennaio. Luisa Santangelo descrive così il fenomeno: “Un mondo fatto di spettacoli in strada, che la città dei caffè concerto ignora. Nonostante sia non solo una passione che unisce migliaia di catanesi, ma anche un business non indifferente: le feste in piazza fanno il paio con gli appuntamenti privati, per cui si pagano migliaia di euro. Cifre che dipendono anche dalla popolarità degli artisti: su YouTube i video collezionano milioni e milioni di visualizzazioni. In alcuni casi sfruttando temi che ammiccano alla criminalità organizzata. O che la esaltano”.

Nel video, la giornalista dice che questa attività si svolge fra “business, malavita e passione”. Intervista alcuni cantanti neo-melodici, un manager e un tecnico del suono che lamentavano l’introduzione di queste tematiche nelle canzoni pur di raggiungere un vasto pubblico, a discapito di una minore qualità della musica. Nel servizio vengono citati dalla cronista i cantanti Pandetta e Zeta per la loro parentela con esponenti della mafia. “Nei suoi video – afferma Santangelo parlando di Pandetta – appare spesso il tatuaggio con il nome di suo zio, lo storico capomafia al 41 bis, Turi Cappello. Pandetta è anche il protagonista di un video dove appare l’omicidio di un pentito. Discorso diverso vale per un altro parente eccellente, Andrea Zeta, figlio del sanguinario boss del clan Santapaola, Maurizio Zuccaro. Andrea però parla solo d’amore”.

Queste parole hanno scatenato la reazione dei due cantanti che, sui social, hanno inondato di minacce e insulti l’autrice del reportage e i giornalisti di Meridionews. Fra la sera del 3 gennaio 2018 e la mattina del 4, lasciando intendere di essere insieme, Pandetta e Zeta hanno inviato messaggi minacciosi di posta privata al profilo Facebook della testata . Inoltre, sempre la sera del 3 gennaio, in una diretta sul profilo Facebook di Pandetta, qualcuno ha insinuato che il padre della giornalista avesse precedenti penali e il cantante ha commentato minacciando di spaccargli la testa.

La giornalista, il giorno successivo, ha presentato denuncia alla polizia postale di Catania. Nel testo Santangelo specifica che quanto detto su suo padre “non corrisponde al vero nella sua intera formulazione, sia in merito alla professione svolta, sia in merito ai presunti precedenti penali”. Lo stesso giorno anche la direttrice del quotidiano online, Claudia Campese, ha denunciato le minacce e gli insulti alla polizia postale. “L’unico motivo per il quale vogliamo raccontare questa storia è proprio per far capire che purtroppo persiste una certa considerazione, un certo pregiudizio e un clima di insofferenza nei confronti della stampa libera”, ha commentato Campese.

Pandetta e Zeta hanno invitato i loro fan a condividere il video in cui è visibile Santangelo per ottenere da Facebook il blocco della pagina di Meridionews. Inoltre, sottolinea la giornalista, anche i protagonisti del reportage e altri cantanti neomelodici, che in un primo momento avevano mostrato apprezzamento per il servizio, hanno cancellato il video dalle loro bacheche e si sono scusati con Pandetta e Zeta.

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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