Segnalazioni

SOS inascoltati. LSDI rilancia appello Ossigeno e passa parola

È un’abbondanza non certo positiva, afferma e ripropone l’idea di Raffaele Fiengo di allargare la platea dei giornalisti a coloro che volontariamente sottoscrivono le carte deontologiche

In Italia “per fortuna c’è un posto fisico e virtuale dove si prova da anni a segnalare situazioni dove le pressioni indebite, se non le minacce non solo verbali ma anche e molto spesso fisiche nei confronti dei giornalisti vengono esercitate.È un posto chiamato Ossigeno per l’informazione”. Lo scrive l’Associazione  LSDI (Libertà di stampa e diritto all’informazione), fondata nel 2012 “allo scopo di potenziare e promuovere il lavoro di documentazione e analisi sui problemi del giornalismo, dell’ editoria e dell’ informazione”, in un articolo dal titolo “Houston abbiamo un problema”, inserito sul sito web e diffuso con la newsletter di febbraio 2018. Leggi l’articolo integrale.

Lo spunto dell’articolo è il post di Ossigeno dal titolo “Centinaia gli S.O.S. a cui non riusciamo a rispondere” che LSDI riproduce integralmente, condividendo lo spirito dell’appello.

LSDI definisce il fenomeno degli S.O.S inascoltati “un problema di “abbondanza non certo positiva” e aggiunge che il post di Ossigeno “segnala l’aggravarsi o meglio, l’insostenibilità anche da parte loro di gestire una situazione sempre più drammatica”. “Gli operatori del sito (Ossigeno, ndr) – commenta LSDI – non riescono a far fronte alle richieste di aiuto. Serve una presa di posizione di chi può fare qualcosa, forse direttamente delle istituzioni, chissà? Certamente nel nostro mondo liquido e digitale dove la disintermediazione regna sovrana, tutti noi, proprio ognuno di noi può fare la differenza. Ognuno di noi può agire in prima persona e fare ad esempio fact checking. Una verifica dei fatti che in questi specifici casi può addirittura rappresentare la salvezza per qualcuno”.

Possiamo poi – prosegue LSDI – cominciare ad applicare, e qui ci rivolgiamo in prima battuta alle istituzioni del mondo del giornalismo, l’idea dolcemente rivoluzionaria presentata pubblicamente dal “nostro” mentore e ispiratore illustre Raffaele Fiengo a #digitRoma. Ovvero cominciamo a pensare che possano esistere “giornalisti per adesione” i quali volontariamente sottoscrivano le carte deontologiche della professione giornalistica? E se provando ad unire i puntini ci accorgessimo che fra questi “giornalisti per adesione” ci fossero proprio alcuni dei centinaia di: giornalisti, blogger, fotocronisti, video operatori, opinionisti, commentatori, scrittori minacciati, segnalati da Ossigeno per l’informazione e a cui nemmeno loro sono riusciti a dare retta? Che ne dite, ci proviamo almeno a pensare a come potrebbe migliorare il nostro mondo rendendo realmente praticata e diffusa la tanto auspicata e auspicabile libertà di stampa? Noi intanto passiamo parola”.

Ossigeno ringrazia LSDI per l’attenzione. Passare parola è importante, aiuta a condividere i problemi.

ASP ONY

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Houston abbiamo un problema
“Centinaia gli S.O.S. a cui non riusciamo a rispondere”

Ossigeno segnala questo episodio riservandosi di acquisire ulteriori dettagli significativi prima di inserirlo nella Tabella dei nomi dei giornalisti e blogger oggetto di minacce e intimidazioni.

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