Libertà d'informazione

Jan Kuciak. Giornalisti slovacchi non credono a indagini imparziali

Il reportage di Emil Weber per il Centro Europeo per la libertà di stampa e dei media di Lipsia (ECPMF) dopo l’assassinio del giornalista Jan Kuciak e della sua compagna Martina Kušnírová 

L’avvocato esperto di media Flutura Kusari è dal 28 Febbraio in Slovacchia, dove ha incontrato giornalisti, rappresentanti dei media, polizia e funzionari di governo. “I giornalisti hanno espresso la  preoccupazione che non ci sarà un’indagine imparziale. Sospettano che i politici stiano influenzando le autorità competenti. I leader della Slovacchia chiedono intanto di coinvolgere le autorità internazionali affinché esercitino un ruolo e offrano consiglio e  chiedono che l’Unione europea faccia in modo che ci sia un’indagine accurata”, ha dichiarato Kusari, che recentemente si è occupata delle indagini sulla morte della giornalista d’inchiesta Daphne Karuana Galizia a Malta. Secondo la BBC, Jan Kuciak stava lavorando ai Panama Papers,  come Caruana Galizia.

(…) Daniel Modrovsky, presidente del sindacato slovacco dei giornalisti ha detto ad ECPMF che sfortunatamente, la notizia dell’uccisione di un giornalista in Slovacchia, che non ha precedenti, non è arrivata del tutto inaspettata, alla luce dell’aumento, in tempi recenti, del numero di attacchi e minacce ai giornalisti. “In Slovacchia c’erano stati un sacco di attacchi contro i giornalisti. Pavol Rypal, un giornalista d’inchiesta che si era occupati di criminalità organizzata, e Miroslav Pejko sono scomparsi rispettivamente nel 2008 e nel 2015”, ha dichiarato Modrovsky. “Le intimidazioni sono state fatte in varie forme, quali l’incendio di auto di giornalisti, proiettili inviati per posta, azioni legali, aggressioni. Negli ultimi tre anni, le minacce sono diventate sempre più dirette”.

Modrovski ha anche sottolineato il linguaggio forte utilizzato dai politici nei confronti della stampa sulla base delle dichiarazioni del primo ministro che (nel 2016, ndr) ha descritto i giornalisti come “prostitute anti-Slovacche”. Ha aggiunto che non crede ci sarà un’indagine imparziale per l’omicidio di Jan Kuciak.

“Mi piacerebbe avere fiducia nella polizia ma ciò è impossibile visto come non si ha indagato seriamente in passato per casi che avevano coinvolto dei giornalisti”, ha detto Modrovski. “Io spero ancora che non faremo la fine della Russia dove gli ufficiali di polizia si occupano di coloro che disprezzano, che di solito non sono i veri colpevoli. Noi vorremmo sapere chi ha ucciso Jan e la sua ragazza”.

Mirek Toda, giornalista di affari esteri per Dennik N, ha raccontato a ECPMF quali sono le intimidazioni che di solito colpiscono i giornalisti: “Per esempio, furono pubblicati alcuni messaggi privati scambiati tra un giornalista e un politico per imbarazzare il giornalista, certo non per rispondere a delle critiche”, ha detto Toda. “È davvero importante avere dei leader europei che esercitino un controllo sugli impegni del primo ministro ed altri politici, e sulle violazioni della libertà di stampa in Slovacchia”.

Beata Balogova, caporedattrice del quotidiano cartaceo ed online SME, ha detto ad ECPMF che comunque, nonostante gli insulti ai giornalisti e la maleducazione del primo ministro verso la stampa, finora nessun giornalista era stato ucciso.

SME, ha assicurato, si occuperà delle storie di Kuciak, ma anch’egli, come Modrovski, dubita fortemente che le autorità indagheranno veramente sull’omicidio. “Il primo ministro e il ministro dell’interno sono troppo coinvolti nell’indagine”, ha detto Balogova. “Penso abbiano accesso a più informazioni di quanto dovrebbero”.

Invece il ministero dell’interno Kalinak difende le autorità. “Il sistema di controllo in Slovacchia è tra i più solidi in Europa”, ha dichiarato. “Noi politici litighiamo con la stampa e crediamo che i giornalisti traggano conclusioni sbagliate, ma credo che questo faccia parte della democrazia. Non ricordo di aver mai esercitato pressioni su un giornalista”.

Secondo Reporter senza frontiere, la Slovacchia, ha visto moltiplicarsi gli attacchi diretti e l’assenza di indagini, inoltre di recente c’è stata un’acquisizione oligarchica dei media e un controllo politico sui media pubblici.

IF

Questo articolo è stato originariamente pubblicato dal Centro Europeo per la libertà di stampa e dei media ECPMF di Lipsia. Leggi l testo integrale del reportage in inglese

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