Commento

Perquisizioni Olbia. Mandiamo a scuola i pm che le ordinano

La proposta di Ossigeno al CSM di organizzare corsi curricolari e interdisciplinari per magistrati e giornalisti sul ruolo dei media e il diritto all’informazione

La perquisizione giudiziaria alla redazione di Olbia del quotidiano La Nuova Sardegna e la perquisizione personale alla giornalista Tiziana Simula, alla sua auto e alla sua abitazione con relativo sequestro di apparati e archivi elettronici e cartacei per scoprire la fonte di una notizia (leggi), sono l’ultimo grave episodio di una lunga serie dello stesso genere. Cioè: iniziative giudiziarie che mettono la tutela del diritto di cronaca e di critica in secondo piano, la considerano trascurabile rispetto all’esigenza di scoprire chi ha rivelato una certa notizia a un giornalista.

Bene ha fatto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, a dire “Basta! L’Italia è già troppo in basso nelle graduatorie internazionali sul rispetto della libertà di stampa”. E bene ha fatto il segretario della FNSI, Raffaele Lorusso, a dire che quando accadono queste cose, non sembra di trovarsi nell’Europa dei diritti ma in Turchia.

Perquisizioni come queste rivelano, innanzitutto, scarsa conoscenza delle prerogative dei giornalisti che, a norma di codice e fino a prova contraria, non sono pubblici funzionari tenuti al segreto ai sensi dell’articolo 326 del codice penale, ma operatori che ricercano e diffondono nell’interesse generale le informazioni di pubblico interesse e perciò – come avviene per gli avvocati, per i sacerdoti e altri depositari di confidenze e segreti – dovrebbero essere sottoposti a indagini così invasive soltanto in circostanze eccezionali e per indagini di assoluta rilevanza per la sicurezza pubblica.

Invece queste perquisizioni sono frequenti e non hanno queste motivazioni. Il nostro Osservatorio li ha puntualmente segnalati (vedi) mettendo in evidenza quanto queste iniziative giudiziarie siano anacronistiche e difformi rispetto alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti Umani, che ha condannato più volte il ricorso a simili pratiche. L’Unione Europea sta moltiplicando gli sforzi per tutelare la segretezza delle fonti giornalistiche, non per violarla.

La perquisizione di Olbia, nella sua enormità, dice quanto sia necessario promuovere anche fra i magistrati italiani una conoscenza adeguata del ruolo dei media e del diritto dell’informazione. Ossigeno ha già proposto al Consiglio Superiore della Magistratura di promuovere corsi di formazione interdisciplinare su questa materia, e di inserirli nel curriculum formativo dei magistrati.

Leggi Che cosa ha scritto Tiziana Simula

Leggi Perquisizioni Olbia. Inaccettabili. Ordine e FNSI scrivono a Mattarella

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