Libertà d'informazione

Assistenza Legale Gratuita. Perchè Ossigeno difende D’Agostino

L’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno ha deciso di fornire assistenza legale al cronista Mauro D’Agostino, al quale l’editore del giornale online CorriereQuotidiano.it non assicura questa forma di assistenza nonostante l’articolo per il quale una nota azienda di abbigliamento maschile lo ha querelato sia stato pubblicato dal suo giornale (Leggi i particolari).

Ossigeno ha assunto questa difesa attribuendo alla vicenda un valore strategico nella campagna che conduce per fare comprendere a tutti, con l’evidenza dei fatti, quali abusi, forzature e impieghi strumentali della norme sulla diffamazione a mezzo stampa si verificano in Italia a danno della libertà di informazione e del diritto di espressione, e quali pesanti oneri ricadono direttamente sui cronisti che pubblicano notizie di interesse pubblico che qualcuno non gradisce.

Ovviamente saranno i giudici a decidere sulla fondatezza e sul merito delle accuse mosse a D’Agostino. Ma fin da ora si possono già fare alcune considerazioni sulla vicenda in cui è coinvolto sul piano giudiziario.

.1. Desta sorpresa il sequestro preventivo di documenti pubblicati da un giornale online la cui testata è registrata e pertanto secondo la giurisprudenza italiana gode delle stesse garanzie dei giornali cartacei per i quali il sequestro preventivo è precluso.

.2. La vicenda D’Agostino-Brioni dimostra che di fronte a una querela per diffamazione, cioè a un’accusa di parte, l’autore di un articolo accusato non può sottrarsi a un processo. Deve nominare un difensore e se l’editore non lo assiste e Ossigeno non accorre in suo soccorso, deve sostenere in proprio spese non trascurabili, spese che non di rado al termine di questi procedimenti, in tutto o in parte, restano a carico dell’accusato, anche se la sua innocenza è stata provata. E’ ciò che Ossigeno ha chiamato la tassa sull’innocenza. E’ ciò che richiede riforme legislative urgenti e, nell’attesa, forme di mutualità più estese e aggiornate.

.3. La situazione in cui si trova questo cronista è la riprova del seguente fatto, logicamente inspiegabile, ma giuridicamente possibile e frequente in Italia: chi ritiene la propria reputazione danneggiata ingiustificatamente dalla pubblicazione di un articolo, può querelare anche il solo autore dell’articolo, senza muovere alcuna accusa all’editore che lo ha pubblicato. E l’editore può sottrarsi all’obbligo morale di fornire assistenza legale a chi gli ha fornito professionalmente un’opera dell’ingegno che egli ha utilizzato a scopi commerciali dopo averla sottoposta al vaglio della catena di valutazione professionale a ciò preposta all’interno della sua azienda industriale. Sarebbe più lineare che a risponderne fosse sempre l’editore e che questi, eventualmente, potesse fare azione di rivalsa per comportamento doloso nei confronti dell’autore dell’articolo. Il codice regola ben diversamente la responsabilità di chi mette in vendita altre merci, ad esempio, un aspirapolvere. Chi ritiene che l’aspirapolvere acquistato gli abbia causato un danno, può citare in giudizio il produttore, il venditore e il progettista, ma non può chiedere i danni soltanto a quest’ultimo.

.4. Questa vicenda mette in discussione il diritto di fare informazione in modo critico sulla gestione delle aziende impegnate in vertenze sindacali per il contenimento dei costi e la riduzione del personale dipendente. Se in questi casi si possono pubblicare soltanto articoli graditi alle aziende, dobbiamo dire addio al giornalismo e forse anche alle proteste sindacali.

ASP

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