Libertà d'informazione

Parlamento Europeo sconvolto. “Dobbiamo proteggere i giornalisti”

Che cosa propone la Risoluzione che accende la luce sulle querele pretestuose, approvata a Strasburgo a larga maggioranza il 19 aprile 2018

Il Parlamento Europeo “è sconvolto da questo secondo attacco mortale a un giornalista avvenuto nell’Unione europea negli ultimi sei mesi, dopo che la giornalista Daphne Caruana Galizia era stata assassinata a Malta il 16 ottobre 2017”: è quanto si legge nella Risoluzione sulla protezione dei giornalisti d’inchiesta in Europa e il caso slovacco del giornalista Ján Kuciak e di Martina Kušnírová, assassinati  il 22 febbraio 2018 a Štiavnik.

La Risoluzione, che rivela un approccio nuovo e più drammatico al problema, è stata approvata dal Parlamento Europeo a Strasburgo, giovedì 19 aprile 2018 a larghissima maggioranza (573 voti a favore, 27 contrari e 47 astenuti). La Risoluzione (leggi il testo integrale) contiene numerose novità rilevanti, che potrebbero aprire una pagina nuova nella politica europea in materia di protezione dei giornalisti.

Innazitutto, la Risoluzione rivolge stringenti raccomandazioni alle autorità della Slovacchia e, allo stesso tempo, richiama le istituzioni europee e nazionali al dovere di garantire con misure più concrete la sicurezza dei giornalisti e di prevenire il verificarsi di altri gravi episodi. Chiede misure legislative e non-legislative, proponendo di dedicare in modo permanente una parte del bilancio dell’Unione Europeo alla protezione del giornalismo d’inchiesta, innanzitutto con un monitoraggio effettivo degli attacchi contro i giornalisti e contro i cittadini che rivelano informazioni di pubblica utilità (wistle-blowers).

Fra l’altro, la Risoluzione accende la luce del Parlamento Europeo sul fenomeno delle querele pretestuose e sulle altre azioni legali usate impunemente a scopo intimidatorio contro giornalisti e wistle-blowers e finora documentate e denunciate soltanto in Italia. Lo fa “incoraggiando la Commissione e gli Stati membri a presentare proposte legislative e non legislative per la protezione dei giornalisti nell’UE che sono regolarmente soggetti a cause legali per censurare il loro lavoro o intimidirli, comprese le norme paneuropee anti-SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation)”.

Il monitoraggio delle violazioni della libertà e del pluralismo dei media viene proposto in nome dei “valori sanciti dal Trattato dell’Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali, nonché dal Trattato ICCPR (Patto internazionale sui diritti civili e politici), sia alla Commissione Europea sia agli Stati membri, invitandoli a intervenire “nel rispetto del principio di sussidiarietà”.

Di seguito i passaggi salienti della Risoluzione.

Il Parlamento Europeo:

(6) “riconosce il ruolo cruciale che i giornalisti investigativi possono svolgere come “cani da guardia” per la democrazia e lo stato di diritto; condanna i commenti offensivi dei politici dell’UE nei confronti dei giornalisti; osserva che il più alto livello di protezione dei giornalisti investigativi e degli informatori è nell’interesse vitale della società nel suo complesso; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a presentare proposte legislative o non legislative per la protezione dei giornalisti nell’UE che sono regolarmente soggetti a cause legali per censurare il loro lavoro o intimidirli, comprese le norme paneuropee anti-SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation);”

(7) monitoraggio – Invita la Commissione a salvaguardare, promuovere e applicare i valori sanciti dal trattato sull’Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali, nonché dal trattato ICCPR (Convenzione internazionale sui diritti civili e politici) e, in tale contesto, a monitorare e affrontare le sfide poste alla libertà e al pluralismo dei media in tutta l’UE, nel rispetto del principio di sussidiarietà; invita la Commissione a tenere il Parlamento strettamente informato delle azioni intraprese;

(8) Whistle-blowers – sottolinea che gli informatori hanno dimostrato di essere una risorsa cruciale per il giornalismo investigativo e per una stampa indipendente, e che garantire la riservatezza delle fonti è fondamentale per la libertà di stampa; sottolinea, pertanto, che gli informatori contribuiscono alla democrazia, alla trasparenza della politica e dell’economia e ad un pubblico informato; invita le autorità slovacche e tutti gli Stati membri a garantire la protezione della sicurezza personale e dei mezzi di sussistenza dei giornalisti investigativi e degli informatori; chiede alla Commissione di proporre una direttiva UE efficace, completa e orizzontale sulla protezione degli informatori, approvando pienamente le raccomandazioni del Consiglio d’Europa e le risoluzioni del Parlamento del 14 febbraio 2017 e del 24 ottobre 2017;

(9) invita la Commissione a creare un regime di sostegno finanziario permanente comprendente un budget dedicato, riallocando le risorse esistenti a sostegno del giornalismo investigativo indipendente;

(21) chiede fermamente un regolare processo di monitoraggio e dialogo che coinvolga tutti gli Stati membri al fine di salvaguardare i valori fondamentali della democrazia, dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto dell’UE, coinvolgendo Consiglio, Commissione e Parlamento, come proposto nella sua risoluzione del 25 Ottobre 2016 sull’istituzione di un meccanismo dell’UE in materia di democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali (il Patto DRF).

ASP ONY

Leggi il testo integrale della Risoluzione 2018/2628(RSP) in inglese

Leggi anche Chiesta direttiva europea per fermare le querele temerarie

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