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Italia. Le notizie più pericolose di Ossigeno. Febbraio-Marzo 2018

Questa rassegna mensile degli attacchi agli operatori dei media in Italia è realizzata da Ossigeno per l’Informazione per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF), con il sostegno dell’Unione Europea

Oltre alle statistiche del bimestre, pubblicate a parte (vedi), qui di seguito presentiamo in versione sintetica dodici fra i casi più rilevanti di violazioni fra le 66 verificate e accertate da Ossigeno a febbraio e marzo 2018, rinviando per gli altri altri alle relative notizie su ciascuno di essi pubblicate sul sito web www.notiziario.ossigeno.info

Uno dei casi più rilevanti del bimestre e stata la perquisizione invasiva ordinata dalla magistratura per scoprire la fonte di una notizia pubblicata dalla giornalista Tiziana Simula, redattrice del quotidiano Nuova Sardegna di Olbia, un episodio che è stato considerato ingiustificabile non soltanto dalle organizzazioni dei giornalisti ma anche dai penalisti della Sardegna.

SASSI CONTRO UNA TROUPE A PALERMO – Il 25 febbraio 2018, a Palermo, l’inviato di Striscia La Notizia, Vittorio Brumotti, e la sua troupe sono stati colpiti da una grandinata di sassi e blocchi di cemento lanciati sulla loro auto dai tetti delle case, mentre attraversavano le strade del quartiere Zen, dove avevano video-registrato alcuni episodi di spaccio di droga. (leggi)

PERQUISIZIONI INVASIVE IN SARDEGNA Tiziana Simula aveva pubblicato due articoli sull’inchiesta giudiziaria per un’asta giudiziaria irregolare svoltasi per la vendita di una villa in Costa Smeralda, per la quale sei magistrati sono indagati per turbativa d’asta. Per scoprire la fonte, la Procura di Tempio Pausania il 27 marzo 2018 ha fatto perquisire la giornalista, la sua abitazione e l’auto personale, la redazione del quotidiano La Nuova Sardegna. Inoltre ha sequestrato il telefonino, il computer e documenti d’archivio della giornalista (leggi).

A NAPOLI GIORNALISTI INDAGATI PER INCHIESTA SCOOP – Altrettanto rilevante è stato il caso Fanpage. Anch’esso dovuto a un’iniziativa sproporzionata dello stesso genere della magistratura. Il giornale online di Napoli ha realizzato una clamorosa video inchiesta, svolta sul campo con l’impiego di un uomo che faceva da esca. L’inchiesta ha rivelato un giro di tangenti e di complicità fra politici, imprenditori e pubblici imprenditori per gli appalti per lo smaltimento dei rifiuti della Campania in altre regioni. Il 14 febbraio, prima della pubblicazione della prima puntata, la magistratura ha ordinato la consegna di tutti i filmati originali (leggi) e ha notificare avvisi di garanzia anche a due giornalisti che avevano realizzato il reportage. L’ipotesi di reato è induzione alla corruzione. Altri avvisi di garanzia sono stati notificati a imprenditori e politici, alcuni dei quali hanno rassegnato le dimissioni. Nei giorni successivi i giornalisti di Fanpage hanno subito reazioni minacciose e offensive (leggi). Due incendi, probabilmente di natura dolosa, hanno danneggiato gravemente abitazioni e attività commerciali dei familiari degli autori dell’inchiesta giornalistica (leggi).

SCHIAFFO ALL’INTERVISTATRICE. Un episodio che presenta analogie con la testata che a novembre 2017, a Ostia, ha causato la rottura del setto nasale del giornalista Daniele Piervicenzi (leggi) si è verificato il 9 febbraio 2018 a Bari. La nota giornalista della Rai, Maria Grazie Mazzola, inviata del Tg1, mentre rivolgeva domande alla moglie del presunto boss Lorenzo Caldarola, affiliato al clan Strisciuglio, è stata colpita al volto, con un potente schiaffo che l’ha costretta a ricorrere alle cure mediche e a portare un collare ortopedico per dieci giorni. La giornalista le aveva chiesto di rilasciarle un’intervista da inserire in una inchiesta sulle baby gang che imperversano in Puglia. Lo spunto veniva dal fatto che i due figli della donna hanno entrambi precedenti penali (leggi). Ossigeno ha fatto osservare che anche in questo caso sarebbe stato opportuno contestare all’aggressore il reato di violenza privata aggravata dal metodo mafioso.

Un numero rilevante di casi (numeri, casitica e percentuali) hanno riguardato intimidazioni di diversa natura a giornalisti, dalllo “stai zitto” fino a vere e proprie minacce di morte.

UNA GIORNALISTA DI RAI2 SOTTO PROTEZIONE – Dal 27 febbraio la Questura di Napoli ha predisposto un servizio di “vigilanza generica riservata” per proteggere  la giornalista di Rai 2 Claudia Marra che ha ricevuto sui social network minacce di sfregio e di morte ritenute credibili.  Ha ricevuto insulti e minacce per aver annullato l’intervista in diretta televisiva a un famigliare dei tre napoletani misteriosamente scoparsi in Messico a fine gennaio (leggi).

MINACCIATO CON UNA PISTOLA – Il 24 marzo, ad Arzano (Napoli), il giornalista Giuseppe Bianco, collaboratore del quotidiano Il Roma è stato minacciato da un uomo che gli ha mostrato di portare una pistola sotto la giacca. Bianco si trovava in strada, di fronte alla sua abitazione. L’uomo è arrivato a bordo di una moto. Aveva il viso coperto da un casco integrale. Gli ha mostrato la pitola e gli ha intimato di “non parlare, stai zitto”. Poi si è allontanato (leggi).

IRRUZIONE IN UNO STUDIO TV – Il 20 febbraio 2018, a Roma, trenta militanti del movimento di destra Forza Nuova hanno fatto irruzione nello stabile in cui si trovano gli studi televisivi della rete televisiva di La7 e hanno preteso di partecipare alla registrazione del talk show settimanale Di Martedì condotto dal giornalista Giovanni Floris. Il giornalista ha rifiutato. E’ intervenuta la polizia e la vicenda si è risolta pacificamente (leggi).

GLI HANNO DISTRUTTO L’AUTO – Il 4 marzo il sociologo e giornalista Marco Omizzolo ha trovato la sua auto distrutta da ignoti vandali che hanno squarciato gli pneumatici, hanno forato il cofano, frantumato un vetro, graffiato la parte destra della vettura e scheggiato il paraurti. Il grave danneggiamento è ritenuto un atto di ritorsione per le inchieste giornalistiche con le quali Omizzolo ha denunciato l’attività intorno a Roma delle cosiddette agromafie, il fenomeno del caporalato e lo sfruttamento dei migranti (leggi).

HACKER BLOCCANO SITO PER DUE SETTIMANE – A Palermo, dal 25 gennaio al 6 febbraio 2018, il sito web del giornale Gazzettino di Sicilia è stato più volte messo offline da ignoti hacker. L’episodio più significativo si è verificato il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria. (leggi)

QUERELATO 7 VOLTE PER UN LIBRO INCHIESTA – Ossigeno ha dedicato un dossier speciale e un’intervista video (vedi) al cosiddetto “Caso Genchi”, cioè alla vicenda del libro omonimo per il quale l’autore, il giornalista Edoardo Montolli, ha subito sette processi per diffamazione a mezzo stampa. In sei processi Montolli è stato assolto. In un processo ha riportato una condanna per diffamazione contro la quale ha proposto ricorso alla corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Ossigeno ha esaminato e proposto il caso in quanto emblematico della condizione di molti giornalisti chiamati ad affrontare processi penali e civili, spesso a proprie spese, per aver scritto verità scomode. Dopo l’uscita del suo libro-inchiesta dal titolo Il Caso Genchi. Un uomo in balia dello Stato (Aliberti editore), pubblicato nel 2009, il giornalista Edoardo Montolli è stato costretto per sette anni a difendersi davanti ai giudici da una valanga di accuse di diffamazione, violazione della privacy e del segreto d’ufficio. Il libro ricostruisce le inchieste del vice questore Gioacchino Genchi, ex consulente informatico di diverse procure, specializzato nell’analisi di tabulati telefonici ed accusato nel gennaio del 2009 di aver intercettato illegalmente 350mila persone (accusa da cui verrà poi scagionato). (Leggi)

VIDEO. Montolli: Per “Il caso Genchi” sanzionato il mio diritto di critica – vedi

SARA’ ASSISTITO IN TRIBUNALE A SPESE DI OSSIGENO – Ossigeno ha accettato la richiesta del cronista Mauro D’Agostino, querelato per alcuni articoli pubblicati dal notiziario online  CorriereQuotidiano.it, di ricevere assistenza legale in un processo per diffamazione a mezzo stampa per il quale non ha la tutela del suo editore.

D’Agostino ha pubblicato vari articoli sugli sviluppi della crisi occupazionale negli stabilimenti industriali che producono capi per le note aziende Brioni S.p.A. e Roman Style S.p.A, leader nel settore dell’abbigliamento maschile. Il giornalista fra l’altro criticava la politica aziendale basata sui tagli e criticava i dirigenti che si erano assegnati premi di produzione. A un articolo del 7 giugno 2017 aveva allegato sette file con le paghe dei dirigenti. Il 17 novembre 2017 la polizia giudiziaria ha effettuato il sequestro preventivo dei sette file. Successivamente D’Agostino ha ricevuto una querela.

TROPPE MINACCE, MARILU’ LASCIA LA CITTA’ – La giornalista Marilù Mastrogiovanni ha raccontato a Le Iene, in una drammatica intervista video dal titolo “Lei scrive, loro minacciano”, che a causa delle continue minacce e intimidazioni che subisce si è rassegnata a lasciare Casarano e a trasferirsi in un’altra città. Marilù ha fondato e pubblica da anni “Il Tacco d’Italia”, un notiziario online. Ha pubblicato in esclusiva importanti inchieste sulle infiltrazioni delle mafie nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende della sua città e del Salento, vedi

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Hanno collaborato a questo report mensile: Dario Barà, Loredana Colace, Raffaella Della Morte, Ilaria Fevola.

Questo report è stato arricchito da numerose prestazioni volontarie di collaboratori che condividono gli scopi sociali di Ossigeno. Queste prestazioni si sono sommate alle collaborazioni retribuite con i fondi previsti dal progetto europeo del consorzio ECPMF. Notevoli risparmi sono stati ottenuti grazie ai servizi forniti da enti e istituzioni a titolo gratuito a Ossigeno per l’Informazione.


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