Minacce

Scomparsi in Messico. Intervista negata, inviata di Rai2 sotto protezione

“Ti buttiamo acido in faccia”. Così hanno minacciato su Fb la giornalista Claudia Marra dopo l’annullamento di un collegamento in diretta con I Fatti Vostri di Rai2
Dal 27 febbraio 2018, la giornalista Claudia Marra, inviata del programma di cronaca “I fatti vostri” di Rai2, è sotto la protezione degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli. Il coordinatore dell’Ufficio,  dottor Michele Spina, ha predisposto un servizio di “vigilanza generica riservata”. La vigilanza è stata disposta a seguito dei messaggi minatori inviati alla giornalista via Facebook. “Ti buttiamo l’acido in faccia”, ha scritto uno. Altri le hanno rivolto insulti sessisti. Altri l’hanno minacciata di morte. La giornalista ha immediatamente denunciato i fatti. La Questura di Napoli ha ritenuto le minacce veritiere e ha predisposto il servizio di protezione.  Sulla vicenda sta indagando la Polizia Postale e la Squadra Mobile di Napoli.

Claudia Marra lavora in Rai dal 2002, ha lavorato per oltre 10 anni a Vita in Diretta occupandosi sempre di cronaca. E’ stata minacciata poche ore prima di finire sotto protezione. La mattina del 27 febbraio, insieme alla troupe, doveva raccogliere una testimonianze sul risvolto italiano della vicenda dei tre napoletani misteriosamente scomparsi in Messico lo scorso 31 gennaio, dei quali ancora non si hanno notizie. Per questa vicenda sono stati arrestati in Messico quattro agenti della polizia locale di Tecalitlan. Devono rispondere dell’accusa di sparizione forzata (leggi).

Il 24 febbraio la giornalista aveva concordato con uno dei familiari degli scomparsi una intervista da fare il successivo 27 febbraio a Napoli e trasmettere in diretta per il programma di Rai2. Il collegamento era previsto a mezzogiorno. Perciò  si era recata con la troupe a casa di quella persona. Secondo quanto concordato, l’uomo avrebbe risposto ad alcune domande per spiegare come lui, e altri familiari rientrati da poco a Napoli, avevano appreso della sparizione avvenuta in Messico.

Ma, prima dell’intervista, l’uomo ha detto che non avrebbe rispettato la scaletta concordata, avrebbe denunciato un preteso e non meglio precisato disinteresse delle autorità italiane per la sorte dei tre scomparsi. Al capo-autore del programma, consultato per telefono, si sarebbe rivolto con toni  inappropriati, tali da indurre i responsabili ad annullare il collegamento.

L’uomo ha manifestato il suo disappunto postando immediatamente sulla pagina Facebook “Liberate i napoletani in Messico” – un video girato con il telefonino nel quale inquadra se stesso, la giornalista e la troupe mentre si preparano a lasciare la sua abitazione commentando l’annullamento dell’intervista con questa didascalia: “Mi vogliono far dire solo quello che vogliono loro. Non mi fanno parlare. Vergogna”.

Al video sono stati aggiunti subito dei commenti offensivi e intimidatori, sia nei confronti della cronista che della RAI. Inoltre la giornalista ha ricevuto, sempre su Facebook, dei messaggi privati contenenti gravi minacce, fra cui quella di esser sfregiata con l’acido. Questi commenti hanno creato molta apprensione. Claudia Marra non ha replicato ma ha informato subito le forze dell’ordine.

Al fianco della giornalista si sono schierati la Fnsi, l’Usigrai, il Sugc, l’Ordine dei Giornalisti che, in una nota congiunta, hanno chiesto alla Rai di affiancare “la giornalista contro gli autori del video e delle minacce” e si sono detti pronti a “costituirsi parte civile in un eventuale processo contro queste persone” (leggi).

Marra è difesa dall’avvocato Maurizio Zuccaro.
“La mia assistita – ha detto l’avvocato Maurizio Zuccaro a Ossigeno  –  ha scelto di non alzare i toni perché, ne sono certo, non serve replicare a chi adopera mezzi come i video per alimentare odio e violenza, come hanno fatto contro la mia assistita. Comprendiamo la sofferenza di chi non ha notizie dei propri familiari, ma non possiamo tollerare comportamenti poco etici, oltretutto in una trasmissione in diretta nella fascia oraria mattutina”.

I PRECEDENTI IN CAMPANIA– Dal 2011 a oggi, in Campania, Ossigeno ha rilevato 468 gravi violazioni della libertà di stampa e di espressione commesse con atti di violenza, illeciti o abusi nei confronti di altrettanti giornalisti, blogger, operatori video, foto reporter, editori, i cui nomi sono pubblicati nella Tabella dell’osservatorio (leggi). Nel 2017 sono stati aggiunti a questo elenco 42 nomi.

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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