Libertà d'informazione

8 maggio. Gutierrez (EFJ): social e politica sfide del giornalismo

Per il segretario della Federazione Europea dei giornalisti a queste due questioni si aggiunge il precariato. E’ necessario attuare raccomandazioni del Consiglio d’Europa

Ricardo Gutierrez, segretario generale della Federazione europea dei giornalisti, ha individuato tre sfide nella moderna attività giornalistica: la precarietà della professione, in questo momento sorretta dai freelance; il potere dei social media che rappresentano una minaccia per la democrazia, e che pertanto sono “monopoli da regolamentare”; l’interferenza e l’influenza della politica che spesso conducono all’autocensura.

Il segretario generale della Federazione europea dei giornalisti ne ha parlato durante il suo intervento al Convegno che Ossigeno per l’Informazione e l’Agcom, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio e con il patrocinio dell’Unesco, hanno organizzato in Campidoglio l’8 maggio, celebrando la Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa.

“La mia Federazione adesso ha un quadro molto chiaro del problema dell’ interferenza politica nei media. Infatti, è partner di uno studio in corso sull’autocensura in Europa ed è il primo studio accademico su questo argomento. Sappiamo che la forma più comune di minaccia è quella psicologica: infatti, il sessantanove per cento degli intervistati ha parlato di aver subito una violenza psicologica da parte dell’ autorità pubbliche”, ha detto Gutierrez sottolineando come in Europa si continuino ad approvare leggi sempre più restrittive – in materia di diffamazione, di ordine pubblico e sicurezza nazionale antiterrorismo per mettere a tacere i giornalisti. 

Poi ha concluso il suo intervento con qualche cifra. In Europa sono centosettantadue i giornalisti in prigione. Dieci in Azerbaijan e quattro in Russia; 158 in Turchia.  “Facciamo parte – ha aggiunto –  con il Consiglio d’Europa di una piattaforma per la sicurezza dei giornalisti. La piattaforma è nata nel 2015 e da allora abbiamo lanciato trecentosettanta allarmi”. E il trend è in crescita.

Ha infine detto che, dal 2015, risultano ben ventuno casi di giornalisti uccisi nei Paesi che fanno parte del Consiglio d’ Europa. Undici nei Paesi membri dell’Unione europea.

“È importantissimo che venga attuata pienamente la Raccomandazione del Consiglio d’ Europa, la quale prevede che tutti i Paesi facciano una revisione della legislazione esistente in materia di diffamazione, in materia di sicurezza nazionale e altro, costituendo un organo indipendente per dare seguito a questo lavoro di revisione. Tuttavia – ha concluso Gutierrez – nessuno Stato h attuato la Raccomandazione”. 

RDM


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