La dissolvenza dei fatti | Intervento Prof. Paola Paderni

Prof. Paola Paderni,
docente di Storia della Cina all’Università l’Orientale di Napoli

In Cina è ancora in atto un enorme cambiamento. Nel 1978 si pubblicavano 180 quotidiani e 930 riviste. Oggi i quotidiani sono circa duemila e le riviste novemila. A gennaio 2011 457 milioni di cinesi avevano accesso a Internet, e il dato è in continuo aumento. Il cambiamento è avvenuto sull’onda dell’apertura al mercato. L’informazione resta un settore nel quale lo Stato mantiene rigidi controlli poiché serve al potere per la sua propaganda, per rappresentarsi al meglio. Ma l’aperture al mercato ha aperto degli spazi. I giornali sono cambiati anche perché la loro dimensione commerciale è diventata essenziale quando hanno dovuto fare a meno dei finanziamenti statali con i quali vivevano. I giornali devono accontentare i lettori fornendo dei contenuti interessanti, e non possono più fornire pura propaganda. I lettori sanno distinguere fra notizie e propaganda, fra informazione ufficiale, semi-ufficiale e commerciale. Esiste quindi ormai una opinione pubblica che in qualche modo il governo cinese riconosce e utilizza come uno dei suoi strumenti di conoscenza della enorme varietà della realtà cinese. Alcuni parlano di ‘trasparenza controllata’. L’esistenza di una pluralità di fonti di notizie di per sé rende la censura meno efficace.

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